Trendwatching around the world: Tosilab @Biennale di Venezia 2017

Vi sarà sicuramente capitato di sentir parlare della Biennale di Venezia, un luogo magico che fornisce mille spunti e chiavi di lettura sulla società vista attraverso l’arte. Nella società odierna in cui il “visivo” non ha linee di demarcazione nette arte, design, architettura e grafica si fondono in un mix di prodotti interessanti e importanti per l’attività di trendwatching. Venezia diventa quindi la piazza delle istanze umane e, spesso con linguaggi ferocemente critici, intavola riflessioni che coinvolgono noi tutti.

Cos’è la Biennale di Venezia?

La Biennale di Venezia è una rassegna d’arte contemporanea, tra le più prestigiose e antiche al mondo. Già nata nel 1895 come società di cultura, con l’organizzazione della prima Esposizione Biennale d’Arte del mondo che aveva l’obiettivo di accrescere l’attività artistica e il mercato dell’arte a Venezia e in Italia, la Biennale di Venezia ha, ancora oggi, questo fine di promuovere nuovi trend e creazioni artistiche in una grande manifestazione internazionale di arti contemporanee. Semplice dedurre da dove deriva il nome biennale che rimanda alla cadenza biennale delle manifestazioni, ma che col tempo ha assunto la valenza di un termine utile a descrivere un grande evento internazionale.

La storia della Biennale di Venezia

Tutto ha avuto inizio nel 1893, quando un gruppo di intellettuali con a capo Riccardo Selvatico, sindaco del capoluogo veneto del tempo, pensò di proporre l’istituzione di un’esposizione biennale artistica nazionale. Attualmente la manifestazione si svolge al Padiglione Centrale, sede ufficiale della mostra principale della Biennale d’arte che si trova nei pressi dei Giardini della Biennale, in principio chiamato Palazzo Pro Arte, poi Padiglione Italia. I padiglioni sorti successivamente (a partire dal 1907), i Padiglioni Nazionali, sono stati progettati da famosissimi architetti (Scarpa, Stirling, Aalto, Giacometti etc..), e rispecchiano le diverse architetture mondiali. Tra le edizioni più importanti, ricordiamo quella del 1930, anno in cui l’ente Biennale d’Arte diventa a tutti gli effetti autonomo e più incentrato alle tendenze europee (non solo venete e italiane): quella del 1980, anno in cui venne aperto per la prima volta l’area delle Corderie dell’Arsenale di Venezia e in cui si tenne la prima edizione della Mostra Internazionale di Architettura della Biennale di Venezia, diretta da Paolo Portoghesi; quella del 2011/2012, edizione speciale inaugurata in occasione del 150° anniversario dell’unità d’italia.

La Biennale di Venezia 2017

Aperto al pubblico dal 13 maggio e fino al 26 novembre 2017, la 57° edizione della Biennale d’Arte di Venezia ha i numeri da grande evento internazionale:

  • 120 sono gli artisti e i collettivi partecipanti
  • 103 tra artisti e collettivi espongono per la prima volta in Biennale
  • 51 i paesi partecipanti
  • 85 le partecipazioni nazionali negli storici Padiglioni ai Giardini, all’Arsenale e nel centro storico di Venezia, che includono le new entry Antigua e Barbuda, Kiribati e Nigeria.

Il concept di questa particolare edizione della Biennale di Venezia è il racconto della vita, messa al centro dell’esperienza artistica, così come Christine Macel, che ha curato il tutto, ha immaginato. È per questo che il titolo dell’esposizione di quest’anno è VIVA ARTE VIVA. Un sostanziale distacco dalle edizioni precedenti: infatti, se negli ultimi anni le opere esposte in Biennale si rifacevano perlopiù ad argomenti astratti come riflessioni ideologiche o concetti tecnologici, nella 57° edizione della mostra ritorna protagonista la Vita, il soggetto in carne ed ossa.

Molte le novità, anche dal punto di vista organizzativo. Durante la rassegna sono previsti incontri durante l’ora di pranzo con gli artisti, iniziative di confronto ogni venerdì e sabato tra il pubblico e gli espositori, che creano un clima costruttivo e forniscono preziosissimi spunti e idee agli appassionati.

Il trendwatching-team di Tosilab, alla continua ricerca di novità e nuovi trend in campo internazionale, è stato recentemente alla Biennale di Venezia e ha raccolto alcuni scatti che vi proponiamo nella gallery!

Sei mai stato alla Biennale di Venezia? Dicci le tue impressioni, seguici e commenta sulla pagina Facebook di Tosilab. Seguici anche su LinkedInInstagram Pinterest!

 


Il design brasiliano: tra rispetto per l’ambiente e creatività

In attesa dell’evento internazionale organizzato da Aspacer sul trendwatching e sui trend nell’ambito del rivestimento ceramico (7-8 Agosto 2017 – San Paolo, Brasile), vi parliamo di design brasiliano, attraverso un focus su due designer dallo stile molto particolare.

Il design in Brasile oggi

Se si dovesse descrivere il design brasiliano moderno, lo si potrebbe fare con 4 parole chiave: rispetto, ricerca, creatività, innovazione. Un ruolo fondamentale è ricoperto da tecnologia ed ecosostenibilità, fattori grazie ai quali la lavorazione dei materiali tipici del Paese, avviene nel pieno rispetto dell’ambiente; la reinterpretazione della ricerca attraverso creatività e innovazione traccia l’identità brasiliana, dinamica e solare.

Il Brasile è un paese in forte crescita ormai da tempo che, nonostante alcune situazioni sociali particolari nel proprio territorio, è voglioso di entrare a far parte da protagonista dello scenario internazionale senza però allontanarsi dalle tradizioni locali e dal mondo indigeno che da sempre lo caratterizzano. Sicuramente le Olimpiadi del 2016 sono state un’ottima occasione per il Paese, un buon motivo per “rifarsi il look”, grazie al potenziamento di infrastrutture e alla ristrutturazione di molti edifici. Inoltre, il clamore mediatico scatenato da questo evento è stato fondamentale nel far conoscere ancora di più il Paese attraverso la creatività del design, dell’arte e l’anima colorata e originale tipica del Brasile.

Tra i tantissimi artisti emergenti nel panorama del design brasiliano, anche l’artigianato locale si sta affermando oltreoceano, con la proposta di opere che hanno un forte legame con il territorio e con lo spirito brasiliano. In questo scenario collochiamo i fratelli Campana, ormai star internazionali, che portano alta la bandiera del design Brasiliano collaborando con alcuni dei più famosi brand internazionali

Chi sono i Fratelli Campana?

Si chiamano Humberto e Fernando Campana, sono nati e cresciuti in una regione molto ricca di risorse naturali, nella città di Brotas, a 250 chilometri da São Paulo. Humberto è laureato in giurisprudenza, ma dopo gli studi si dedica esclusivamente al mondo dell’artigianato, aprendo una piccola bottega di prodotti artigianali. Fernando, invece, è laureato in architettura e si occupa da sempre di design “alternativi”.

È il 1983 l’anno chiave della loro carriera. I due, infatti, in quell’anno lavorano insieme ad un grande progetto internazionale, che li rende celebri e li consacra come designer contemporanei.

Il Brasile come “fontana d’ispirazione”: lo stile dei fratelli Campana

La vita quotidiana e la reinterpretazione non convenzionale di nuovi oggetti caratterizzano il design brasiliano dei fratelli Campana, che descrivono, attraverso le loro opere, la semplicità degli oggetti comuni. E così la loro prima collezione di sedie in ferro, chiamata ‘Desconfortáveis‘ racconta, con un linguaggio artistico, una storia poetica del disagio, delle difficoltà e dell’errore.

Alcune delle più famose opere dei fratelli Campana

Utilizzando peluche di animali la serie BanqueteMultidao hanno origine da un impulso di creare una nuova forma di tappezzeria usando metodi non convenzionali. I fratelli Campana provengono da una realtà molto tradizionale, nella quale la lavorazione dei tessuti era molto diffusa. “Quello che distingue il nostro lavoro – spiegano i designer – è la scarsità di risorse, che è anche il nostro tesoro: il Brasile è la nostra grande fontana d’ispirazione, tutto ci ispira, dai popoli e da come organizzano le loro vite, alla varietà geografica ed etnica. Ciò che noi consideriamo veramente la modernità”. In questa serie anche la “Armchair of thousand eyes“, che i fratelli Campana hanno progettato per il brand FENDI, ispirata alle famose Bag Bugs della casa di moda italiana.

 

foto di banquete e multidao fratelli campana opere

 

La sedia di Celia e la sedia Favela

Realizzata in pannelli di legno compresso e carta colorata, la sedia Celia prende il nome dalla madre di Humberto e Fernando, che spesso si lamentava che i suoi figli non avessero mai nominato nessuno dei loro lavori con il suo nome. È una delle prime sedie che i fratelli hanno progettato per il mercato brasiliano di massa. La sedia Favela, invece, ispirandosi alle casuali e caotiche cittadine di San Paolo, fu progettata dai Campana usando pezzi di legno trovati per le strade. Il risultato è una sedia intricata, assemblata con cura con centinaia di componenti.

 

foto di Favela chair and Celia chair by Campana Brothers

 

Il divano Boa

Si tratta di un divano molto particolare, ispirato al boa constrictor, fatto da un groviglio di oltre 90 metri di tubo di velluto imbottito. Viste le dimensioni di questo elemento d’arredo, è stato sicuramente pensato per grandi spazi, che possano accogliere numerose persone contemporaneamente.

 

foto di opere fratelli campana boa

 

La serie Sushi

Tra gli esempi più versatili di esperimenti con materiali di scarto dei fratelli Campana , vi è la serie Sushi. È composta da sedie, divani, sgabelli e tavoli realizzati con materiale da scarto, come tessuto tagliato, residui di tappeti e scarti di gomma. L’ispirazione proviene dalle favelas brasiliane, dove si fanno tappeti e coperte semplicemente sovrapponendo i resti di tessuto. “Abbiamo cominciato con questa tradizione “povera” e abbiamo pensato alla serie Sushi. Tessuti di diversi tipi, naturali e artificiali, feltri, lana, tappeti, gomma, tutti avvolti e spinti in un tubo di panno elasticizzato”.

 

foto di sushi sofa fratelli campana

 

Il Corallo

I campana descrivono il Corallo come un oggetto tridimensionale, fatto da un filo di acciaio verniciato. La forma intrecciata irregolare è a forma di mano e ricorda le barriere coralline scavate sulla costa del Brasile.

 

corallo opere fratelli campana

 

Sedia Vermelha

Ispirata a un grosso groviglio di corde che i fratelli hanno acquistato in un mercato di Sao Paulo, la sedia Vermelha è costituita da un telaio in acciaio ricoperto da più di 450 metri di corda scarlatta intrecciata e tessuta in un complesso sistema di legami e nodi. La prima versione è stata fatta a mano in Brasile.

 

foto di vermelha chair by campana brothers

 

Il design brasiliano è un mondo tutto nuovo, da scoprire. Il trend analysis di Tosilab avviene in tutti quei luoghi dove i trend nascono e si sviluppano e il Brasile è uno di questi.

In occasione del sesto “Forum Nacional de Design para Revestimentos Ceramicos” organizzato da Aspacer, i nostri trendwatcher saranno a San Paolo per scoprire e analizzare le nuove tendenze del design brasiliano.

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Design Trends: un anno stellare

Difficile fare previsioni quanto si parla di trend, specialmente quando essi si trovano in una fase pre-emergente che non lascia intravedere molti dettagli sulla propria evoluzione. Questo è il caso del trend che prende come riferimento l’intergalattico, un trend che campeggia sia nel design che in altri ambiti e che non è nuovo agli esperti di trendwatching.

Le costellazioni, l’intergalattico, il moon style: nel panorama del design lo sguardo è sempre più rivolto al mondo extraterrestre.

Un esempio lampante sono le superfici sugli oggetti che evocano la crosta lunare, resi in scala di grigio anche con materiali naturali come travertini e ceppi che, già per natura, presentano buchi in superficie.

Altro soggetto chiave di questo trend “stellare” è l’astronauta, con tutti i suoi equipaggiamenti rivisitati in chiave moderna. Tute spaziali, stazioni aeree, caschi, tubolari di metallo e navicelle, tutto viene ripreso tanto dal design come dalla moda. Allineato al trend anche il cinema, con le uscite di diversi film a tema “galattico” (The Arrival, Passengers, I guardiani della galassia II, Rogue One: A Star Wars Story).

Anche nella moda, come abbiamo detto, il trend intergalattico compare in diverse occasioni: anche sulle passerelle di quest’anno atterrano capi stellari, tra fogge siderali e abiti galattici, si gioca molto sull’accostamento fra cosmico e ironico. Stelle cadenti precipitano su abiti couture, scarpe e borse, come le sneakers Super Star di Yves Saint Laurent, le magliette L’Etoile di Christian Dior e la Zodiac jacket con ricami di Lesage di Schiaparelli. Se non riconosciamo sui vestiti la forma della stella, è il suo bagliore, dato da polveri o da inserti in metallo, che ci travolge (…)

(…) Leggi l’articolo completo su Ceramic World Web dove troverai una gallery tutta dedicata a questo trend.

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Trendwatching around the World: Tosilab in Brasile @Aspacer

Per il terzo anno consecutivo, Tosilab ha preso parte al “Forum Nacional de Design para Revestimentos Ceramicos”, organizzato da Aspacer e giunto alla sesta edizione. Il focus dell’evento è stato sugli sviluppi e i perfezionamenti riguardanti le professioni di design ceramico, ed è per questo che l’intervento di Tosilab si è incentrato sull’attività di trendwatching che quotidianamente svolge.

Il ruolo di Aspacer

Aspacer (Asociación Paulista de Revestimiento de Cerámica) è l’associazione paulista di rivestimento ceramico, ente nato con l’obiettivo di curare gli interessi del distretto ceramico di San Paolo.

È una delle più grandi associazioni del settore, non solo del Brasile ma di tutto il distretto ceramico delle Americhe, nonchè la seconda più grande al mondo, e lavora in rappresentanza anche delle aziende che si occupano della catena di automazione della produzione ceramica.

L’intervento di Tosilab

Tra i numerosi eventi che l’associazione brasiliana promuove, vi è il Forum Nacional de Design para Revestimentos Ceramicos, giunto alla sesta edizione. Il 7 e 8 Agosto 2017 Tosilab ha partecipato all’evento con  lo speech “Tosilab Trendwatching Analysis. General Overview on 2017 Ongoing” tenuto da Ivan Saavedra Rosas, Marketing & Communication Specialist.

L’intervento di quest’anno si è basato sull’analisi delle attività di trendwatching che Tosilab svolge. Il 2017 si sta disegnando come un anno in cui l’uomo si muove come un esploratore della realtà tangibile e virtuale, filosofica e pratica, che da sempre lo circonda. La società ci appare sempre più fluida ed i comportamenti umani variano a velocità crescenti, con una rapidità mai prima d’ora immaginata. Alle scelte sociali conseguono reazioni opposte e, così facendo, le sfaccettature animano un panorama caleidoscopico di opinioni, tecniche e culture.
L’attività di osservazione è fondamentale, per meglio capire ogni minimo cambiamento che avviene nel mondo che ci circonda, ed è per questo che, durante questo anno Tosilab ha presidiato le più importanti città e fiere di design internazionali, in questo modo lo studio condotto in un secondo momento ha prodotto dei risultati completi e forti delle pregresse esperienze. Questa metodologia di analisi è insita nel DNA di Tosilab che di anno in anno sta portando l’accento su nuovi spunti per un trendwatching sempre più globale.

Questo è solo uno dei vari eventi a cui Tosilab ha preso parte negli ultimi mesi. Dopo il viaggio in Brasile saremo subito impegnati in Italia, al Cersaie 2017 nella città di Bologna, dal 25 al 29 Settembre. Per rimanere sempre aggiornati sugli eventi a cui Tosilab parteciperà in giro per il mondo, seguici anche su FacebookLinkedIn, Instagram Pinterest!

Il trendwatching attraverso le archistar

L’attività di trendwatching, che Tosilab effettua durante l’anno, implica una continua e scrupolosa osservazione di ogni dettaglio visivo, culturale e, sotto tantissimi altri aspetti, con l’obiettivo di intercettare i trend nei luoghi stessi dove nascono e si sviluppano. Osservare anche le tendenze e le novità che importanti personalità nel campo dell’architettura, come le archistar, propongono nelle loro opere, rappresenta un’attività chiave per il trendwatching. Ma cos’è un archistar? Chi sono le più riconosciute archistar internazionali?

Cosa significa archistar?

Il termine archistar è un neologismo composto da due parole: la prima è “archi”, ossia l’abbreviazione della parola architetto; la seconda è “star”, che dall’inglese stella passa a indicare un personaggio famoso nel proprio campo. Archistar è, quindi, un termine che viene attribuito a un architetto celebre nel mondo della progettazione (star), evocando la più nota parola inglese rockstar. La parola Archistar compare ufficialmente per la prima volta nel panorama dell’architettura nel 2003, quando ne Lo spettacolo dell’architettura. Profilo dell’archistar, Gabriella Lo Ricco, Silvia Micheli la utilizzarono per etichettare un architetto che gode di un successo mediatico notevole, grazie alle proprie opere. Solo nel 2008, però, il termine archistar è stato inserito ufficialmente nella raccolta dei neologismi per poi comparire in tutti i vocabolari di lingua italiana. Sebbene in Italia il termine non goda di una notevole diffusione nel linguaggio comune, in architettura è molto diffuso e perlopiù attribuito a professionisti abitualmente vengono considerati di fama internazionale.

Chi sono le archistar? Eccone alcune

È bene sottolineare che non esiste un metro di giudizio per decidere chi possa essere considerato archistar o no, per cui vi elenchiamo una serie di nomi che nel campo dell’architettura vengono largamente considerati tali. In questo articolo ne abbiamo scelte cinque, tra le più conosciute a livello internazionale: Renzo Piano, Santiago Calatrava, Zaha Hadid, Norman Foster, Jean Nouvel.

Renzo Piano

Renzo Piano è uno tra i più noti e prolifici architetti di fama internazionale, inserito, nel 2006 dal TIME, tra le dieci personalità più influenti nella categoria Arte e intrattenimento. Vincitore dei premi più importanti del settore di riferimento e ambasciatore Unesco per l’architettura, Renzo Piano si laurea a Milano nel 1964 e nel corso della sua carriera collabora da subito con gli architetti più affermati del tempo: Makowskj, Marco Zanuso, Franco Albini e Louis Kahn.

Sulla propria professione ha dichiarato: <<Quello dell’architetto è un mestiere antico come cacciare, pescare, coltivare ed esplorare. Dopo la ricerca del cibo viene la ricerca della dimora. Ad un certo punto, l’uomo, insoddisfatto dei rifugi offerti dalla natura, è diventato architetto>>.

Alcune delle opere di Renzo Piano più celebri sono: Il centro Georges Pompidou, Parigi. Questa struttura, creata insieme all’inglese Richard Rogers, nasce nel 1977 con l’obiettivo di ospitare l’arte contemporanea francese e internazionale. Sebbene inaugurata a ridosso degli anni 80, questa opera è considerata ancora oggi di stampo futuristico e avanguardistica. L’esterno mostra i elementi meccanici e tubi che mettono in luce l’alta tecnologia, mentre la piazza antistante, anch’essa progettata dall’archistar Renzo Piano, permette di ammirare la struttura da più lontano.
Shard, Londra Grattacielo a Southwark, fu inaugurato il 5 luglio 2012. Alto ben 310 metri, lo Shard è il più alto grattacielo dell’Unione europea, il terzo in Europa e il 57º del mondo.
L’auditorium Parco della Musica, Roma Tra le opere italiane dell’archistar genovese, una delle più importanti è sicuramente l’Auditorium Parco della Musica a Roma. All’esterno morbido e tondeggiante si alternano le linee rette e precise che armonizzano movimento e leggerezza.
Postdamer Platz, Berlino A Renzo Piano è stata affidata la ricostruzione della famosa Potsdamer Platz, una delle zone più mal ridotte della città tedesca durante la Seconda Guerra Mondiale. Opera di Renzo Piano anche la Torre Debis che campeggia nella piazza, composta da materiali diversi come mattoni, che sono stati utilizzati per le pareti, mentre vetro e acciaio compongono le facciate. Un concentrato di tecnologia unito alla sostenibilità, le facciate della torre Debis , infatti, assorbono il calore del sole che viene riutilizzato per climatizzare l’edificio durante l’anno.
Negozio Hermes, Tokyo Una struttura larga dieci metri ma alta ben 56 che si sviluppa su 10 piani: è quello che l’archistar genovese ha ideato per Hermes, la casa di moda francese che ha affidato a Piano la progettazione della sede giapponese, nel quartiere Ginza di Tokyo. La facciata è composta da blocchi di vetro illuminati da una luce dorata che richiamano in maniera impeccabile all’idea di lusso e di prezioso. Oltre al negozio, Renzo Piano ha anche pensato ad uno spazio espositivo, ampi spazi per gli uffici e un accesso alla metropolitana che corre proprio sotto l’edificio.


 

Santiago Calatrava

Architetto e ingegnere spagnolo, Santiago Calatrava è conosciuto per il suo design organico, ispirato alla natura, tendenza che attualmente è sempre più diffusa, come spiegato nell’articolo Natural Appeal. Lo stile Calatrava combina il concept visuale dell’architettura con i principi cardini dell’ingegneria. Tra le sue opere più importanti: la realizzazione del progetto della World Trade Center Station per l’anniversario dell’11 settembre 2011
Il Ponte Nord del progetto le vele, a Reggio Emilia.
L’interno della BCE Place Galleria, Toronto, illustra lo stile organico di Calatrava, con un soffitto a volta che ricorda un viale alberato.
L’auditorium di Tenerife.


Zaha Hadid

Dame Zaha Hadid è stata un architetto e designer irachena naturalizzato britannica. È stata la prima donna a vincere l’ambito premio Pritzker (2004) e, nel 2013, il suo studio di architettura è stato inserito tra i più importanti del mondo. Le opere di Zaha sono caratterizzate da strutture curve, soprattutto grazie all’impiego di nuove tecnologie e materiali come l’acciaio, il titanio, il vetro e la plastica. Il suo stile, fluido e leggero che evoca forme naturali, da alcuni critici è stato ribattezzato come una forma di nuovo barocco. Tra le sue opere più importanti troviamo:
London Aquatics Centre, che ha ospitato le Olimpiadi e Paralimpiadi di Londra del 2012
Centro culturale Heydar Aliyev a Baku, in Azerbaigian che ospita un auditorium, una biblioteca e un museo
MAXXI, sede del Museo nazionale delle arti del XXI secolo di Roma
Museo della Scienza Phaeno, a Wolfsburg, in Germania


Norman Foster

Architetto e designer britannico, Norman Foster è considerato uno dei principali esponenti dell’architettura high-tech. Mentre i suoi primi progetti sono caratterizzati da un forte stile high-tech concentrandosi perlopiù su aspetti tecnologici e strutturali, successivamente lo stile di Foster si addolcisce, adottando linee architettoniche più convenzionali ma mantenendo quell’aspetto tech che lo caratterizza. Come urbanista, si è occupato dei piani regolatori di King’s Cross (Greenwich, Londra), Nimes, Cannes, Berlino, Duisburg, Rotterdam. Tra i progetti più recenti:
Il nuovo Aeroporto Internazionale di Hong Kong
La nuova sede del Parlamento Tedesco nel Reichstag a Berlino
La Great Court al British Museum
Il nuovo Millennium Bridge a Londra


Jean Nouvel

Jean Nouvel è un architetto francese, vincitore di numerosi premi in campo architettura e design, tra cui l’ambito premio Pritzker nel 2008. Nouvel ha sempre dimostrato una personalità forte, con idee precise e a volte anche polemiche riguardo problemi e decisioni sull’architettura e la città. Sarà lui a curare la realizzazione della Fondazione Fendi nel cuore di Roma, tra i fori imperiali e il Circo Massimo. È curioso il set di posate in acciaio che Jean Nouvel ha progettato nel 2004, in occasione del 100° anniversario della nascita della fondazione Georg Jensen. Tra le opere che l’architetto francese ha realizzato troviamo:
Torre Agbar a Barcellona
Il Copenhagen Concert Hall
Copenhagen Il Musée du quai Branly, Parigi

Le archistar rappresentano un argomento fondamentale nelle nostre attività di trendwatching. Osserviamo con attenzione ogni novità nel panorama dell’architettura, del design per garantire soluzioni originali e uniche. E tu, a chi ti ispiri? Chi sono, secondo te, le archistar del futuro? Seguici su Facebook, condividi e commenta per rimanere aggiornato sugli ultimi trend! Siamo anche su LinkedIn, Instagram Pinterest!