Le prime case stampate in 3D sorgeranno a Eindhoven: ecco il progetto

La stampa in 3D è ormai diventata una pratica ampiamente diffusa, che abbiamo imparato a conoscere negli ultimi anni dapprima attraverso la stampa di piccoli oggetti fino ad arredi, sedie, poltrone e tavoli. D’altronde lo sviluppo di nuove tecnologie e di nuovi metodi di produzione e progettazione sta interessando anche il mondo del design e dell’architettura, creando elementi funzionali dall’estetiche del tutto inedite, dalle forme inusuali e dai colori nuovi. Abbiamo parlato dell’impatto delle nuove tecnologie del design, in particolare dell’intelligenza artificiale, nel nostro articolo dedicato all’A.I. Design che trovate qui di seguito.

Intelligenza artificiale e design: l’A.I. Design

Costruire case in 3D: da utopia a realtà

Ma fin dove sta arrivando la progettazione e la costruzione in 3D? Potenzialmente la ricerca non ha confini e non è un caso se recentemente la Eindhoven University of Technology ha diffuso i dettagli di un progetto che prenderà il via nel 2019 e che ha un sapore decisamente avveniristico. Frutto di anni di studio e innovazione, il team della facoltà di tecnologia della città olandese, in collaborazione con diverse imprese come Van Wijnen, Vesteda, Saint Gobain-Weber Beamix e la società di ingegneria Witteveen + Bos, ha annunciato l’intenzione di stampare una serie di case in 3D in cemento e che saranno rese disponibili per essere affittate.

foto case stampate 3d eindhoven

Il progetto, chiamato Project Milestone, rappresenta la prima realizzazione al mondo nell’edilizia abitativa basata sulla stampa 3D in cemento. Non saranno dei prototipi ma si tratterà di vere e proprie case abitabili, anche multi-piano, che soddisferanno tutte le moderne esigenze di comfort e di divisione equa degli spazi; questo progetto getterà le basi per nuove frontiere nella ricerca legata alla stampa 3D in cemento e aprirà la strada a nuovi modi di costruire anche in larga scala e soprattutto in maniera decisamente più rapida.

Come verrà realizzato il Project Milestone?

Dal punto di vista operativo, secondo quanto fatto sapere dai responsabili del progetto, le abitazioni saranno costruite attraverso dei moduli, composti da pareti irregolari e complessi decori architettonici. Ogni modulo verrà stampato nella sede dell’Università di Eindhoven (con delle sofisticate macchine per la stampa 3D in cemento – esempio nella foto di seguito) e poi sarà trasportato nel cantiere, che sorgerà nel quartiere di Meerhoven (a ovest della città), per essere assemblato insieme agli altri pezzi.

foto stampante 3d cemento

L’obiettivo è, però, quello di riuscire a produrre i moduli direttamente in loco, in maniera progressiva, imparando dall’esperienza della costruzione delle prime case per perfezionare la tecnica e il materiale secondo i feedback registrati durante i lavori.

Saranno in totale cinque gli edifici del Project Milestone, la cui ultimazione è prevista per il termine del 2019. Il primo dei cinque ad essere realizzato sarà pronta per essere abitata già entro i primi mesi del 2019; sarà un bungalow a un piano con tre camere da letto. Le altre strutture che sorgeranno nell’area si innalzeranno invece su più piani.

“Il design delle case si sviluppa su blocchi irregolari immersi in un paesaggio verde”, fa sapere l’università. “La forma irregolare degli edifici sfrutta la capacità della stampa 3D di poter realizzare qualsiasi forma in maniera funzionale ed esteticamente perfetta”.

Un importantissimo vantaggio della costruzione di case in 3D è la sostenibilità. I progettisti hanno infatti spiegato come sia necessario molto meno cemento di quanto se ne utilizza per la realizzazione di una normale casa e ciò riduce sensibilmente le emissioni di CO2 originate dalla produzione proprio del cemento stesso.

Eindhoven si conferma pioniere del design innovativo

Sede della University of Technology, Eindhoven si è da sempre distinta per essere la patria del design innovativo, della sperimentazione e dell’innovazione tecnologica. Ospita aziende di diversi settori industriali come Philips, Philips Design e DAF e una delle scuole di design più importanti d’Europa, la Design Academy EindhovenTutte peculiarità emerse durante l’ultima edizione della Dutch Design Week 2017, che abbiamo ampiamente documentato nell’articolo che trovate QUI.

Per quanto riguarda la costruzione edilizia in 3D, Eindhoven (e l’Olanda in generale) non è affatto nuova a progetti di questo tipo. Attraverso la stampa 3D in calcestruzzo, il gruppo di lavoro che sta curando il Project Milestone ha recentemente stampato il primo ponte in calcestruzzo stampato in 3D per ciclisti, nel villaggio di Gemert; a qualche anno fa risale la micro-casa di Amsterdam stampata in 3D da DUS Architects e un progetto di casa stampata in 3D della Cybe Construction, specializzata in questo tipo di edilizia.

Se fino a oggi era lecito pensare a vere e proprie case stampate in 3D come un’utopia, possiamo stare certi che a partire dal 2019 questa nuova pratica edilizia diventerà realtà. Curiosi di vedere come saranno?

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Pantone 2019: svelate le prime palette colore

Siamo giunti al giro di boa di un 2018 che, in tema colori, ha riservato a designer e professionisti tantissimi spunti e novità inaspettate. Dai colori selezionati nelle palette colore Pantone 2018 è emersa la tendenza all’uso di colori accesi, vivi tanto nella moda quanto nell’interior, mentre nell’Ultra Violet eletto come colore dell’anno del 2018 abbiamo trovato un colore molto particolare che guarda al futuro.
Se non li hai ancora letti, puoi trovare le palette colore Pantone del 2018 nel nostro articolo QUI.

Ma cosa succederà nel mondo dei colori del 2019? Ci sarà un’inversione di tendenza? Pantone ha recentemente svelato alcune delle palette che faranno parte dei colori 2019 dedicata al design e all’interior. Vediamo nel dettaglio di quali colori si tratta.

I colori Pantone 2019: ecco svelate le prime 3 palette

I colori Pantone 2019 per l’interior design sono inclusi nella pubblicazione annuale PANTONEVIEW home + interiors 2019, uno studio che include 72 colori per il 2019 divisi in 8 temi e accompagnati da immagini attraverso le quali trovare la giusta ispirazione per poterli abbinare tra loro.

“Oggi le soluzioni sono innumerevoli, per cui è essenziale per i brand e i progettisti di mobili e arredamenti per la casa intercettare i bisogni dei propri consumatori e fornire temi, gamme e colori che valorizzino gli ambienti e che siano fonte di ispirazione, superando il concetto di superficie”, afferma Laurie Pressman, Vice Presidente di Pantone Color Insitute.

“La guida PANTONEVIEW home + interiors 2019 è ispirata al tema dell’attenzione: per via delle infinite possibilità di scelta è necessario concentrarsi su quei colori che hanno la capacità di catturare lo sguardo. La guida Pantone è un viaggio attraverso i colori che aprono la strada ad un futuro differente, che lascia più spazio all’immaginazione”.

Nelle 3 selezioni ad oggi rese note dall’azienda americana c’è una palette dedicata ai colori del cibo, una dedicata agli evergreen del colore e una plasmata attraverso il tema della società multiculturale.

Cravings, la palette Pantone 2019 dedicata al cibo

Il nome di questa Palette è emblematico e lascia intuire che è stata originata basandosi sui sensi stimolati dal cibo. Cravings vuol dire, letteralmente, voglia, desiderio e riprende colori che richiamano alla tentazione che si scatena vedendo un buon piatto, un dolce gustoso: i rossi delle spezie orientali, rosa delicati e viola accesi si alternano a toni più freddi come il verde del prato che arricchisce la palette.

foto palette cravings pantone 2019

Tra i colori inclusi in Cravings – Palette Colori Pantone 2019 troviamo: Butterum, Cappuccino, Chili Pepper, Flamingo, Grass Green, and Cayenne

Classico, la palette Pantone 2019 dai colori senza tempo

Proprio come suggerisce il nome, le tonalità della palette Pantone Classico sono essenziali, sobri e intramontabili e allo stesso tempo, eleganti e da sempre di tendenza.

Si tratta di una palette in cui convivono perfettamente diverse sfumature, dal bianco al caramello, dal grigio al verde fino al nero e al bordeaux e che può essere adatta a diverse ambientazioni e soluzioni di arredo.

Tra i colori inclusi in Classico – Palette Colori Pantone 2019 troviamo: Camel, Deep Teal, Apricot Brandy, Gray Flannel, White Swan, and Caviar.

Meanderings, la palette Pantone 2019 della globalizzazione

Da anni il fenomeno della globalizzazione e lo spostamento continuo di persone e prodotti stanno sensibilmente modificando usi e costumi delle popolazioni di tutto mondo. Pantone celebra questo fenomeno con una palette di colori “globalizzata” e dall’estetica “priva di premeditazione”, una palette istintiva che guarda alle sfaccettature cromatiche del mondo.

foto palette meaderings pantone 2019

Questo mood cromatico nel mondo dell’arredamento e del design di interni è una storia di colori che Pantone ha chiamato Meanderings, che racconta di viaggi, sensazioni, culture ed eterogeneità. Tra i colori inclusi in MeanderingsPalette Colori Pantone 2019 abbiamo: Island Green, Blue Print, Spice Route, Chai Tea, Aurora Red e Wild Orchid.

Continueremo nelle prossime settimane a svelare le altre 5 palette colore Pantone 2019 (Paradoxical, Syncopated, Chairish, Musings e Proximity). C’è ancora tempo per familiarizzare con i colori del 2019 e per capire come applicarli nel mondo del design. Intanto cosa ne pensate di questa prima selezione?

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I 10 Padiglioni da non perdere alla Biennale Architettura Venezia 2018

Freespace è il titolo della Mostra Internazionale di Architettura di Venezia 2018, giunta all’edizione numero 16, iniziata ufficialmente il 26 Maggio e che occuperà gli spazi dei Giardini e dell’Arsenale fino al mese di Novembre. A cura dello studio irlandese Grafton Architects, Freespace è anche il tema che gli organizzatori hanno assegnato alle 63 nazioni partecipanti alla Biennale di Venezia 2018 le quali, attraverso i loro padiglioni, sono state chiamate a reinterpretare gli spazi in maniera del tutto libera, basandosi sulle proprie radici culturali, le proprie identità nazionali e i propri stili.

Un concetto affascinante quello di sviluppare spazi liberi (Freespace) all’interno di scatole chiuse (i padiglioni) che ha permesso di ottenere installazioni molto eterogenee tra loro, guidate dalle più svariate interpretazioni di progettisti e designer da tutto il mondo, pronti a dettare tendenza nel settore.

Ecco di seguito la selezione Tosilab dei 10 Padiglioni alla Biennale Architettura Venezia 2018 da non perdere.

1. Arcipelago Italia, il Padiglione Italia alla Biennale di Venezia 2018

Il viaggio all’interno dei padiglioni che popolano la Biennale Architettura Venezia 2018 non può che partire dal Padiglione Italia, un must per chi si reca alla Biennale.
Affidato alla cura dell’architetto Mario Cucinella il padiglione Italia alla Biennale Architettura Venezia si compone di 5 progetti, 8 itinerari e diverse attività collaterali. L’obiettivo è quello di indagare sull’obiettiva complessità dei territori interni italiani composti da oltre 1000 piccole realtà locali e il ruolo chiave che l’architettura contemporanea ricopre per il loro rilancio.

2. Building a Future Countryside, il Padiglione Cina 

#Arsenale

L’imponente installazione della Cina guarda al futuro dello sviluppo rurale nel paese (da qui il titolo del progetto) e s’interroga su come nuove forme di tecnologia potrebbero essere utilizzate per creare nuovi edifici per comunità autosufficienti.

Tra le mostre di spicco figurano un modello di tetto in bambù a forma di otto e una torre panoramica costruita dai resti di una casa demolita, originariamente costruita nella provincia dello Yunnan e inviata direttamente a Venezia in occasione della Biennale.

Tecnologia che sempre più entra a far parte del mondo dell’architettura e del design. Ne abbiamo parlato nell’articolo dedicato all’A.I. Design (leggi l’articolo qui).

Presente anche un’installazione interamente stampata in 3D, progettata da Archi-Union e chiamata “Cloud Village”.

3. Svizzera 240, House Tour, il Padiglione Svizzera eletto come il migliore dell’edizione 2018

#Giardini

Premiato come il miglior padiglione della Biennale 2018, il Padiglione della Svizzera è un’installazione coinvolgente, il cui focus è sulla graduale riduzione degli spazi che la società si trova ad affrontare. Svizzera 240: House Tour genera una experience che ricorda gli ambienti di Alice in Wonderland, dove spazi, arredi e oggetti diventano enormi o eccessivamente piccoli, le finestre si affacciano sul nulla e i consueti canoni dell’abitare vengono decisamente scardinati.

4. Holy See: Città del Vaticano per la prima volta alla Biennale

#Isola di San Giorgio Maggiore

La reinterpretazione degli spazi di culto religiosi è il tema dell’installazione della Città del Vaticano – nell’isola veneziana di San Giorgio Maggiore – che ha creato una delle mostre più discusse della biennale di quest’anno.

Con la partecipazione di grandi nomi come Norman Foster e Eduardo Souta de Moura, oltre a figure di culto come Smiljan Radić, Flores & Prats e Terunobu Fujimoro, la mostra intende riflettere sul significato dello spazio Chiesa nel 21° secolo, con l’installazione di 10 cappelle sparse per l’isola.

5.  Finlandia, Norvegia e Svezia nel Nordic Countries Pavilion Another Generosity

#Giardini

Un’installazione caratterizzata da quattro enormi bolle all’interno del Nordic Pavilion, che si gonfiano e si sgonfiano in risposta alle condizioni ambientali.

L’obiettivo è mostrare una visione di un futuro in cui l’architettura può adattarsi a ciò che lo circonda, nello stesso modo in cui lo fanno gli esseri umani.

6. Il padiglione Olanda: Work, Body, Leisure

#Giardini

Uno spazio apparentemente semplice ma ricco di contenuti in cui si vuole esplorare come l’umanità verrà trasformata in un’epoca caratterizzata dall’evoluzione rapida di robot e intelligenze artificiali che oggi sono in grado di svolgere molti lavori tradizionalmente svolti dagli umani.

Un progetto che prova a rispondere a tutti questi cambiamenti incoraggiando creatività e responsabilità anche in campo architettonico.

7. Lussemburgo con il Padiglione The Architecture of the Common Ground

#Arsenale

Di forte riflessione il padiglione Lussemburgo che guarda a come, in una nazione dove il 92% della terra è di proprietà privata, l’architettura può essere più generosa.

Attraverso una serie di modelli in scala, mostra ipotetici progetti non realizzati dove grandi edifici  vengono sollevati da terra su palafitte, creando uno spazio pubblico sottostante.

8. Il padiglione del Portogallo, Without Rhetoric

#Fondazione Ugo e Olga Levi Onlus

Il padiglione portoghese è chiamato a celebrare alcuni dei progetti di infrastrutture pubbliche che il paese ha completato negli ultimi dieci anni, nonostante la crisi economica globale.

Abbiamo parlato della rinascita del Portogallo e delle tendenze estetiche legate alla nazione lusitana nell’articolo che trovi QUI.

Tra i progetti proposti troviamo Teatro Thalia, un teatro degli architetti Gonçalo Byrne e Barbas Lopes e il Centro di arti contemporanee Arquipélago, un museo di arte e cultura curato da Menos é Mais Arquitectos e João Mendes Ribeiro.

 

9. Germania: Unbuilding Walls

#Giardini

Entrando nel padiglione tedesco, ci si trova di fronte a quello che sembra essere un muro solido, continuo. Quando ci si avvicina, il muro si rivela essere formato da una serie di frammenti. Sul retro di ciascuno si possono trovare i dettagli di un edificio o di uno spazio situato lungo il percorso del Muro di Berlino.

La riflessione è proprio sull’impatto che barriere e recinzioni hanno sugli spazi pubblici, città e interi paesi.

10. Il padiglione Vertigo Horizontal dell’Argentina

#Arsenale

Un grande giardino a specchio si estende lungo il centro del padiglione argentino, offrendo uno spazio che vuole rappresentare un’oasi urbana, un rifugio green nel cuore dell’Arsenale.

L’obiettivo è quello di riprendere i numerosi parchi e spazi sociali pubblici creati in Argentina da quando il paese ripristinò la democrazia nel 1983.

Si prospetta una Biennale Architettura 2018 davvero interessante. C’è tempo fino al 25 Novembre 2018 per poter ammirare le installazioni collocate tra le più suggestive zone di Venezia. Un evento da non perdere!

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