Louvre Abu Dhabi, il nuovo museo firmato Jean Nouvel. Oltre 900 le opere

Chi l’avrebbe mai detto che sarebbe nato un nuovo Museo del Louvre ad Abu Dhabi? Sembra davvero sorprendente ma, dopo diversi anni di progettazione e costruzione, il nuovo Louvre Abu Dhabi è pronto per accogliere turisti e artisti da tutto il mondo e far loro conoscere l’arte e la cultura degli Emirati Arabi e non solo.  Il Louvre Abu Dhabi, inaugurato alla presenza del presidente francese Macron, è stato progettato dall’archistar francese Jean Nouvel e ospiterà 600 opere autenticamente arabe e altre 300 che saranno fornite dal Louvre parigino e da altri musei francesi. E’ prevista, infatti, una collaborazione pluriennale con alcuni dei più celebri musei francesi, i quali forniranno al Louvre arabo, alcune tra le più famose opere d’arte: il Ritratto di Dama di Leonardo (dal Louvre), il Bonaparte che attraversa le Alpi di Jacques-Louis David (da Versailles) e l’Autoritratto di Vincent Van Gogh (da Orsay) sono alcuni dei capolavori trasferiti negli Emirati Arabi Uniti in occasione dell’inaugurazione.

foto cupola louvre abu dhabi

La maestosa cupola del Louvre Abu Dhabi

 

Il Louvre Abu Dhabi: non solo lusso e grattacieli, Abu Dhabi mette in mostra l’arte araba

Quello che un tempo non era nient’altro che un piccolo villaggio di pescatori, è oggi una metropoli fatta di grattacieli sempre più alti e strutture sempre più maestose. Un’evoluzione che parte alla fine degli anni 50, con la scoperta di numerosi giacimenti di petrolio, periodo che ha dato il via ad uno sviluppo rapido e senza sosta. Con la realizzazione di una piccola cittadina della cultura sull’Isola di Saadiyat, Abu Dhabi ambisce, di fatto, a diventare il centro della cultura araba.

Il Louvre Abu Dhabi ha l’aspetto architettonico di una cupola gigante (ben 180 metri di diametro), il cui tetto è formato da figure geometriche che ricordano delle stelle e che ricordano il classico stile arabo. Queste figure sono composte da 8 strati di acciaio e la loro disposizione è stata appositamente studiata affinchè possa fare da filtro con la luce del giorno, ma allo stesso tempo proiettare dentro e fuori fasci luminosi a stella, che variano in base all’ora del giorno e alla stagione. All’interno del museo Jean Nouvel ha dato spazio a ben 23 gallerie permanenti con un’estensione totale di 8.600 metri quadrati, all’interno dei quali ci saranno percorsi tematici che variano dalla storia all’arte contemporanea.

Una curiosità che è trapelata in sede di presentazione del progetto, riguarda l’emiro di Abu Dhabi Sheikh Zayed. Durante una visita nel 2005 al Louvre di Parigi, rimase così stupito e colpito dal museo che, girandosi verso i suoi accompagnatori esclamò: “un giorno anche noi avremo un museo come questo!”. E allo scadere del 2017, l’emiro Sheikh Zaied ce l’ha fatta ad avere un Louvre tutto suo.

 

Un progetto ambizioso ma controverso: dai costi al clima

Il Louvre Abu Dhabi (aperto al pubblico dall’11 Novembre), in realtà, è solo un primo step di un più ambizioso e maestoso progetto che riguarda l’intera Isola di Saadiyat, di fronte alle coste di Abu Dhabi. L’idea è quella di creare una sorta di “Isola della cultura” nella quale possano sorgere opere di spicco, che raccontino e svelino nuovi aspetti della cultura araba.

Molto è ancora, come detto, in fase di progettazione e di costruzione ma i progetti in essere lasciano immaginare un’area unica al mondo: è prevista una fiera, un immancabile centro commerciale e, dulcis in fundo, ben 3 musei, le cui strutture portano firme di illustri archistar: ci sarà un National Museum di Abu Dhabi disegnato da Norman Foster, con la storia degli Emirati Arabi Uniti e la celebrazione del padre della patria Sheikh bin Sultan (padre dell’attuale presidente Sheikh Khalifa); sorgerà un nuovo Guggenheim Abu Dhabi (attualmente in costruzione), progettato da Frank Gehry sulla falsa riga della celebre struttura di Bilbao (leggi l’articolo dedicato a Frank Gehry); e il Louvre Abu Dhabi, l’unico finora costruito, come detto progettato da Jean Nouvel.

Nonostante la soddisfazione per la realizzazione di un così importante progetto, alcuni aspetti controversi sono emersi durante gli anni. Tra i dubbi che hanno accompagnato la costruzione del Louvre Abu Dhabi, sollevati da alcuni esperti del settore e, che di fatto, hanno fatto slittare i tempi della costruzione di 5 anni, vi sono state sia critiche di natura economica, che culturale ma anche relativi alla salvaguardia delle opere d’arte. Infatti, i costi sostenuti hanno numeri importanti, tant’è che la spesa raggiunge il miliardo di euro e si pensi che quasi la metà (400 milioni) è stata sostenuta per poter utilizzare il marchio Louvre; vi è stata inoltre l’accusa, da parte di alcune associazioni francesi, della palese mercificazione di un marchio così importante per la cultura francese (come quello del Louvre); in molti hanno esposto le loro preoccupazioni sulla salvaguardia delle opere, visto il clima torrido e umido che caratterizza la metropoli di Abu Dhabi (all’interno del museo, fanno sapere i responsabili, è stato creato un microclima utile a proteggere le opere d’arte da ogni tipo di usura climatica).

Il futuro dell’Isola di Saadiyat di Abu Dhabi

E’ incredibile pensare che, fra qualche anno, esisterà nel mondo un distretto culturale (di fatto un’intera isola) nel quale ci saranno 3 musei progettati da 3 diverse archistar internazionali. Ma la strategia messa in atto ad Abu Dhabi, che ha scelto di diventare una sorta di capitale araba della cultura, è comunque chiara e va a completare quello che le altre metropoli degli Emirati Arabi Uniti hanno costruito negli anni: Dubai è notoriamente la capitale del turismo in termini di lusso e divertimento; Doha, ha scelto di essere pioniera dello sport (in più di un’occasione ha ospitato importanti eventi e nel 2022 ospiterà i Mondiali di Calcio); mentre ad Abu Dhabi il focus sarà la cultura, alla quale è stata dedicata l’Isola di Saadiyat.

foto Isola di Saadiyat Abu Dhabi

Come sarà l’Isola di Saadiyat Abu Dhabi

Ecco uno dei video che raccontano il concept del nuovo Museo Louvre Abu Dhabi

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Trendwatching around the world: Tosilab @ Dutch Design Week 2017

Si è svolta dal 21 al 29 Ottobre a Eindhoven, in Olanda, la Dutch Design Week 2017, un evento internazionale tra i più rilevanti nel panorama del design (scopri gli eventi di design del mese di Novembre nell’articolo), al quale il trendwatching team Tosilab non poteva mancare. In questo articolo scopriamo la storia di questo importantissimo evento e le foto esclusive scattate durante la settimana del design olandese dai trendwatcher.

La Dutch Design Week: l’evento

La Dutch Design Week (conosciuta anche come DDW) è l’evento internazionale annuale sul design, ospitato nella splendida cornice della città di Eindhoven, Olanda. L’evento si svolge intorno all’ultima settimana di Ottobre, dura 9 giorni durante i quali si svolgono mostre, workshop, seminari e feste dislocate in tutta l’area urbana di Eindhoven.

L’iniziativa prende il via ben dodici anni fa, nascendo come una fiera non commerciale il cui focus principale era quello di permettere al design, all’industria e agli imprenditori di comunicare in un luogo “neutro” che potesse accogliere, nello stesso periodo dell’anno, tanti e diversi protagonisti del settore vogliosi di esplorare nuove opportunità di business. Da allora, l’evento è cresciuto rapidamente superando le centinaia di migliaia di visitatori, e anche quest’anno i numeri registrati sono stati in aumento (si parla di ben 300 mila visitatori provenienti da tutto il mondo).

Eindhoven è una città dal forte carattere industriale (ospita aziende di diversi settori industriali come Philips, Philips Design e DAF) e aspira a diventare capitale olandese dell’industria e del design; una città ambiziosa con un forte focus sul design. Non a caso proprio ad Eindhoven ha sede la Design Academy Eindhoven e la University of Technology di Eindhoven. La città rappresenta una base solida per l’innovazione, un motore trainante per le nuove e future tecnologie, non solo per il territorio olandese ma anche per l’intero mercato europeo in generale. Il successo di un evento come la Dutch Design Week non è, quindi, affatto casuale: molti tra designer, architetti e appassionati si sono riuniti in una delle città più rappresentative del settore, per raccogliere nuove idee, alimentare la propria creatività e analizzare i trend.

La Dutch Design Week 2017: il punto dei trendwatcher Tosilab

La DDW si svolge in numerosi luoghi della città e quest’anno ha ospitato 2500 designer, in 110 location e organizzato a ben 438 eventi. Stretch è il tema scelto per la sedicesima edizione della Dutch Design Week, un termine che, sebbene associato immediatamente al mondo dello sport, in questo caso è stato scelto come metafora di apertura mentale, invito ad uscire da una situazione di comfort-zone ed esplorare nuovi luoghi, abitudini ed esperienze.

L’installazione chiave dell’edizione 2017 della Dutch Design Week è stata certamente il People’s Pavilion, progetto ideato dallo studio Overtreders W e bureau SLA. Si tratta di un temporary pavillon (struttura temporanea) per la cui costruzione i designer hanno chiesto il contributo dei cittadini olandesi, incoraggiando le persone a portare materiale da riciclare come metallo, plastica, legno etc.. Questa soluzione abbraccia certamente alcune delle tematiche più sentite degli ultimi anni, ossia quella del riciclo (il concetto di “no waste“) e della cura e il rispetto per l’ambiente, nel rispetto dei canoni di ciò che viene definito green design.

Esiste, al giorno d’oggi, una importante e accesa discussione su cosa sia effettivamente il design olandese: minimale o eclettico contemporaneo? Questo il quesito che ha caratterizzato l’edizione 2017 della DDW. Di fatto, non esiste alcuna chiave di lettura attraverso la quale poter dare una risposta oggettiva a questo dilemma e, non a caso, alla Dutch Design Week non vi è stato uno stile dominante in particolare.

Ciò che sicuramente è emerso, in maniera evidente, è stato lo sperimentalismo e la “confusione” estetica, tipica delle scuole di design che lasciano trasparire, attraverso le loro esposizioni, il loro carattere innovativo: abbiamo trovato accesi lati di eclettismo, accenni ludici, arte e architettura, prodotto e grafica.

Un evento completo che, come ogni anno, è destinato a dettare tendenza e a tracciare nuove e innovative caratteristiche nel design non solo europeo, ma internazionale.   

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4 eventi internazionali su arte e design in programma in Italia a Novembre

Sarà un Novembre in cui gli eventi internazionali dedicati all’arte e al design non mancheranno affatto. Ottobre si è concluso con la Dutch Design Week, evento internazionale sul design al quale il trendwatching team di Tosilab ha preso parte, ma il mese di Novembre regalerà ancora interessantissimi eventi: fiere tematiche, festival, design weeks, un mese ricco nel quale sarà trattato il tema del design sotto tantissimi punti di vista. In questo articolo scopriamo 4 eventi sul design che si svolgeranno nel mese di Novembre, in Italia.

1. Artissima dal 3 al 5 Novembre a Torino

Artissima è tra le principali fiere dedicate all’arte contemporanea italiana. Si tratta di un evento nato nel 1994, che sin da subito lascia ampio spazio alla sperimentazione e alla ricerca, pedine fondamentali nel mondo dell’arte e del design. La fiera ospita ogni anno centinaia di gallerie provenienti da ogni angolo del mondo e, oltre ad accogliere i più celebri artisti, ampie aree sono dedicate ai giovani emergenti, a chi vuole riscoprire i pionieri dell’arte contemporanea.

Artissima 2017 si svolgerà da Venerdì 3 a Domenica 5 Novembre all’Oval, il padiglione di vetro che fu costruito per i XX Giochi Olimpici Invernali del 2006, nella storica area del Lingotto di Torino. La fiera è curata da Artissima srl, società che afferisce alla Fondazione Torino Musei, con la quale collaborano team di curatori e direttori di musei internazionali.

foto di logo artissima torino fiera

Come è strutturata Artissima 2017:

La parte fieristica dell’esposizione di Artissima si divide in quattro principali sezioni:

  • Main Section: è l’area principale della fiera, dedicata alle gallerie più celebri e consolidate della scena internazionale dell’arte contemporanea;
  • Dialogue: come detto, vaste aree saranno dedicate agli artisti emergenti. L’area Dialogue è proprio una di queste, dedicata esclusivamente a gallerie emergenti e gallerie dal concept sperimentale nelle quali è previsto uno stand monografico, in cui lavori di 2-3 diversi artisti dialogano tra loro;
  • New Entries: come dice il nome stesso, in questo spazio l’attenzione è sulle gallerie giovani, sulla scena da meno di cinque anni che, per la prima volta, si presentano alla fiera torinese;
  • Art Editions: un’area dedicata alle gallerie di nicchia, specializzate in edizioni e multipli d’artista.

2. Operae – Fiera di Design Indipendente a Torino

Sempre nel capoluogo Piemontese si svolgerà, in contemporanea con l’Artissima, dal 3 al 5 Novembre, Operae – Fiera di Design Indipendente, appuntamento dedicato al design indipendente e da collezione. Quella di quest’anno è l’ottava edizione e, come di consueto, avrà luogo presso Lingotto Fiere di Torino.

Ciò che rende unica questa fiera è un insieme di fattori davvero peculiari: una selezione meticolosa di designer internazionali emergenti nel panorama del design; un attento focus sul design contemporaneo e sulla lavorazione artigiana; un evento che offre l’opportunità di mettere in contatto imprenditori e artisti, artigiani e istituzioni, gallerie e aziende.

Questa edizione di Operae vuole, quindi, proporre una più aperta lettura del design. Se la scorsa edizione aveva come tema il design del futuro, l’edizione 2017 presenta un design che abbatte le barriere, che abbatte i confini; un design rinnovato, attività chiave che fa da ponte tra le arti e le scienze. Operae vuole poter rappresentare una piattaforma per tutti quei designer che si esprimono con coraggio, con un nuovo punto di vista, che presentano oggetti in grado di essere gli ambasciatori del nostro tempo, in grado di ridefinire l’estetica contemporanea.

foto operae torino 2017 fiera design indipendente

Nel suo insieme, la fiera torinese fornisce una fedele fotografia del design internazionale e contemporaneo, indipendente e da collezione. La presenza in contemporanea di designer e gallerie di design, in un mix nel quale un soggetto mette in risalto l’altro fa sì che i due soggetti si valorizzino a vicenda, favorendo da un lato incontri per nuove occasioni di business tra espositori, dall’altro nuovi materiali per i collezionisti e nuovi scenari per gli appassionati del settore.

Di fatto, quello del design contemporaneo è un settore in forte crescita, che attira a se sempre più attenzioni e alimenta il collezionismo moderno. Quella di Operae è un’occasione unica per tutti i collezionisti, designer, artisti che troveranno per 3 giorni un luogo magico, che coniuga passione ma allo stesso tempo permette di ampliare le proprie opportunità di business. Nella gallery, alcuni progetti di designers che esporranno all’Operae di Torino

Il titolo della fiera di quest’anno è Why Design. Si tratta di un’affermazione, più che di una domanda: il design rappresenta un mezzo attraverso il quale ottenere la chiave di lettura per interpretare la società contemporanea. Secondo i curatori di Operae, infatti, il design è una potente espressione dei valori moderni e contemporanei

3. 8208 – Lighting Design Festival a Como

A Como dal 4 al 24 novembre 2017 si svolgerà la seconda edizione di 8208 – Lighting Design Festival, evento dedicato all’arte e al design contemporaneo al quale prenderanno parte artisti, designer, studenti universitari e professionisti internazionali del settore in eventi dedicati, workshop e approfondimenti che avranno come tema l’arte e il design attraverso la luce.

Organizzato dalla Fondazione Alessandro Volta per la promozione dell’Università, della ricerca scientifica e dell’alta formazione, questo evento pone l’accento sul rapporto che l’arte ha, oggi, con la tecnologia che in maniera sempre crescente ha “invaso” ogni ambito artistico. L’accento è posto sull’innovazione della creazione artistica, e la luce è proprio una di queste espressioni in cui l’elemento tecnologico non può che aggiungere valore.

foto lighting design festival como 2017

La parola che gli organizzatori hanno scelto per questa edizione è Boundary – Confine – e sarà il tema attorno al quale ruoterà l’evento e che gli artisti saranno impegnati a riprodurre attraverso le proprie installazioni. Tra le installazioni selezionate, infatti, troviamo una gabbia, un muro, una barriera ma tutto rimane assolutamente valicabile, visto che è l’elemento luce a comporre il tutto.

Tra le installazioni di designers internazionali che offriranno una nuova visione dello spazio notturno urbano, si svolgeranno eventi di ogni carattere: da concerti a laboratori creativi, da talk a mostre e workshop.

4. I-Design, a Palermo

Ci spostiamo in Sicilia, nel cuore di Palermo dove, dal 9 al 19 Novembre, si svolgerà l’I-Design, evento di sviluppo culturale, basato sul design come strumento fondamentale di riconversione urbana, di trasformazione della società e di sviluppo economico per la comunità.

Nel concept di I-Design si può trovare una doppia chiave di lettura, che risiede nel nome scelto per questo evento: I-Design, infatti, può riprendere la prima persona del verbo to design in lingua inglese, quindi un concetto molto personale; allo stesso tempo intercetta il filone dei nomi dei celebri dispositivi multimediali della Apple (iPad, iPhone etc..) che rappresentano la globalizzazione per eccellenza. Da un lato, quindi, la centralità dell’individuo, mentre dall’altro il design contemporaneo visto attraverso la tecnologia.

 foto i design 9 novembre palermo 2017 i-design

I–Design, come leggiamo sul sito ufficiale dell’evento, mira a valorizzare il design industriale locale, nazionale ed internazionale; rappresenta un’occasione per nuove opportunità di business, per una corretta e utile formazione per i più giovani su come fare impresa nel settore del design, attraverso ampie riflessioni sul paradigma globale-locale.

Da nord a sud, quindi, Novembre ospiterà diversi eventi che permetteranno di avere una visione ampia e differente sul design. Dall’arte contemporanea, al design indipendente, dal light design al design locale ed emergente.

A quale di questi eventi parteciperete? Raccontateci le vostre impressioni sui nostri canali social! 

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Robert Wilson for Villa Panza – Tales: l’arte in movimento

Avrebbe dovuto concludersi il 15 ottobre la mostra Robert Wilson for Villa Panza – Tales, ospitata nella splendida cornice di Villa Panza a Varese, ma visto l’incredibile successo riscosso (oltre 60 mila i visitatori), il FAI – Fondo Ambiente Italiano – che ha collaborato all’organizzazione dell’evento, ha deciso di prorogarla per altri 4 mesi. La chiusura della mostra Robert Wilson è prevista, quindi, per il 4 Marzo 2017 ed è destinata ancora a stupire il pubblico, grazie ad un allestimento forte e coinvolgente che si plasma perfettamente nella collezione e nell’architettura della Villa con grande intensità.

La mostra Robert Wilson for Villa Panza – Tales

Una mostra unica, dove la realtà diventa finzione, dove ciò che è dipinto in realtà si muove: la telecamera fissa l’obbiettivo che posa immobile, ma “finché c’è vita nulla è fermo” spiega Wilson. Il visitatore più scrupoloso e attento sarà quindi in grado di vedere come un movimento impercettibile, un battito di ciglia o una lacrima che solca il viso, possa essere capace di trasformare in continuazione il soggetto che, nonostante rimanga fermo e uguale a sé stesso, è comunque sempre diverso, come una sorta di opera vivente. In altre parole, l’obiettivo di Wilson è quello di portare il teatro nel quadro, la letteratura e la musica nelle proprie installazioni,  l’arte dei grandi maestri nel video come in questo caso, con dei veri e propri Video Portraits.
 
 
I soggetti scelti per la creazione delle opere non sono affatto usuali, visto che in più di un’occasione l’artista statunitense si è “servito” di vere e proprie celebrità. Wilson, per tre delle sue creazioni ha scelto la pop star Lady Gaga per reinterpretare alcuni celebri dipinti del passato: il ritratto di Mademoiselle Caroline Riviere, realizzato da Jean Auguste Dominique Ingres nel 1806, La morte di Marat di Jacques – Louis David e La Testa di San Giovanni Battista di Andrea Solari. Queste 3 opere sono state esposte per la prima volta in Italia dopo la mostra di Parigi del 2013. 
 
Altri Video Portraits sono stati interpretati da personaggi famosi del mondo dell’arte e dello spettacolo. Tra questi troviamo il dipinto di Rembrandt che ritrae una lezione di anatomia, in cui il personaggio che sta per essere sottoposto all’autopsia è interpretato da Robert Downey Jr. (attore e produttore cinematografico statunitense), che sembra assistere alla dissezione del proprio corpo. Anche Roberto Bolle (ballerino), Marianne Faithfull (cantante e attrice britannica), il soprano Renée Fleming sono tra le celebrità che si sono prestate a diventare opere d’arte moderna.

Ecco un breve video-racconto della mostra.

Chi è Robert Wilson: il profilo dell’artista

Nato a Waco, in Texas, Robert Wilson è tra i più importanti artisti internazionali di teatro e arte visiva. I suoi lavori per il teatro non convenzionale (così come viene definito) integrano un’ampia varietà di strategie artistiche che variano dalla danza al semplice movimento, ma anche  l’illuminazione, la scultura, la musica e i testi. Le opere pensate e create da Wilson sono esteticamente suggestive e cariche emotivamente, capaci di sorprendere specialmente attraverso i piccoli dettagli, tant’è che le sue produzioni hanno sin da subito guadagnato il plauso di pubblico e della critica in tutto il mondo.

Dopo aver svolto gli studi presso la University of Texas and Brooklyn’s Pratt Institute, Wilson fonda “The Byrd Hoffman School of Byrds”, un collettivo artistico con sede a New York nella metà degli anni 1960, dove sviluppa le sue primissime opere, tra cui Deafman Glance (1970) e A Letter for Queen Victoria (1974‐1975). Collabora con diversi artisti, tra cui molti scrittori e musicisti come Heiner Müller, Tom Waits, Susan Sontag, Laurie Anderson, William Burroughs, Lou Reed e Jessye Norman. Ha anche lasciato la sua impronta su capolavori quali Krapp’s Last Tape di Beckett, The Threepenny Opera di Brecht, Pelléas et Mélisande di Debussy, il Faust di Goethe, l’Odissea di Omero, Le Favole di Jean de La Fontaine, Madama Butterfly di Puccini e La Traviata di Verdi.

Disegni, dipinti e sculture  di Wilson sono stati esposti, e lo sono tuttora, in giro per il mondo in centinaia di mostre ed eventi d’arte che gli sono valse numerosi riconoscimenti per l’eccellenza, tra cui una nomination Premio Pulitzer, due Premi Ubu, un Leone d’Oro, e un Premio Olivier.

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I colori di tendenza 2018: le proposte inverno e primavera di Pantone

Il 2017 si sta per concludere, un anno ricco di novità nel mondo del design e della moda che ha regalato numerosi spunti durante le nostre attività di trendwatching. Per quanto riguarda l’universo colori, di cui parleremo in questo articolo, il 2017 è stato l’anno del Greenery, eletto colore dell’anno da Pantone, un colore frizzante e vivace che ha anche abbracciato la tematica della natura e della voglia di sentirsi rivitalizzati ed energici.

Quali saranno i colori del 2018?

Pantone ha già dato le prime indicazioni su quelli che saranno i colori dell’inverno 2018 e non solo. L’azienda statunitense, che come noto si occupa di tecnologie per la grafica con una particolare attenzione verso la catalogazione dei colori, ha infatti recentemente diffuso la lista dei colori che detteranno il trend nel design e nella moda nella prossima primavera 2018. In questo articolo scopriamo, quindi, i colori di tendenza 2018 scelti da Pantone attraverso 2 focus principali: il primo sull’imminente stagione invernale, ed il secondo sulla stagione primaverile.

I colori di tendenza inverno 2018: le scelte di Pantone

Sarà un inverno 2018 a colori! È così che possiamo definire la stagione in arrivo, che sarà caratterizzata da un mood in cui colori vivaci e sfumature accese saranno i veri protagonisti. La tendenza infatti, è quella di discostarsi dai classici colori invernali (come il nero e il bianco), a favore di tonalità di altri spettri cromatici, pronte a rendere piacevole, attraverso il colore, l’aspetto degli ambienti e i trend nel campo della moda, come visto nelle sfilate autunno-inverno dei top-brand del fashion.

Puntualmente, come per ogni stagione, Pantone ha lanciato la sua selezione di colori che abbracciano il trend del momento nell’interior design e nell’abbigliamento, fino agli accessori, al make up e all’arredamento.

Si tratta di una selezione composta da 20 colori, divisi su due palette (una ispirata alla New York Fashion Week e una alla London Fashion Week), nella quale si alternano colori più caldi a colori prettamente freddi. Le due selezioni sono molto simili tra di loro, infatti, come vedremo, molti colori si sviluppano attorno alla stessa tonalità cromatica.

La palette di colori scelti da Pantone per l’inverno 2018 ispirata alla New York Fashion Week

La prima palette “invernale” di colori scelti da Pantone per il 2018 è ispirata alla New York Fashion Week, uno degli eventi dedicati alla moda, più rilevante nel panorama internazionale. Le sfumature cromatiche sono varie e comprendono sia colori che riprendono il trend dello scorso anno che novità assolute. Ecco l’elenco dei colori:

  • Golden Lime Pantone, è un colore che richiama al Greenery, ma caratterizzato da sfumature più aride e acide.
  • Shaded Spruce Pantone, che riprende la tonalità ottanio.
  • Marina Pantone, un celeste caratterizzato da una accentuata delicatezza e da un gusto decisamente raffinato.

 

 

  • Navy Peony Pantone, un blu profondo, molto formale e ideale su tessuti cangianti e sul velluto
  • Neutral Grey Pantone, un grigio neutro quasi vicino al ghiaccio.
  • Butterum Pantone, colore molto utilizzato nelle passerelle, con netti richiami alla natura.

 

 

  • Autumn Maple Pantone, caratterizzato da una tonalità cromatica che ricorda i tappeti di foglie durante la stagione autunnale.
  • Tawny Port Pantone, un bordeaux molto intenso e caldo.
  • Grenadine Pantone, colore rosso passione.
  • Ballet Slipper Pantone, un rosa molto delicato che ricorda tonalità vintage.

 

 

Una palette ricca di spunti, che da un lato traccia un fil rouge con la tendenza 2017, mentre dall’altro propone diverse novità.

La palette di colori scelti da Pantone per l’inverno 2018 ispirata alla London Fashion Week

Assoluta novità di quest’anno, come detto, una palette interamente dedicata alla settimana della moda londinese che, sulla falsa riga delle proposte ispirate alla New York Fashion Week, aggiunge altre sfumature cromatiche alla selezione di colori 2018 di Pantone.

  • Navy Peony Pantone, una tonalità di blu, è l’unico colore a ripetersi in entrambe le proposte.
  • Blue Bell Pantone, una variante di azzurro che si avvicina molto al Marina.
  • Royal Lilac Pantone, tonalità di viola, proposta che rappresenta una novità assoluta, visto che il viola negli ultimi anni era stato messo da parte.

 

 

  • Primorose Pink Pantone, colore rosa cipria dall’aspetto decisamente vintage.
  • Toast Pantone, riprende il color caramello.
  • Copper Tan Pantone, un tipo di arancione molto vicino all’albicocca.

 

 

  • Otter Pantone, un color fango caldo e molto invernale.
  • Flame Scarlet Pantone,rosso corposo, forte e intenso.
  • Lemon Curry Pantone, un verde delicato e rilassante.
  • Golden Olive Pantone, molto simile al precedente, è un verde affascinante e d’impatto.

 

 

Non c’è dubbio, quindi, sul fatto che il prossimo inverno sarà caratterizzato da un tripudio di colori e sfumature accese che renderanno ricco qualsiasi ambiente.

I colori di tendenza primavera 2018: le scelte di Pantone

Il Fashion Color Trend Report Spring 2018 di Pantone è stato presentato in occasione della New York Fashion Week. È lo studio che l’azienda americana compie ogni 6 mesi e si basa sui trend relativi ai colori che saranno più utilizzati nei settori di interior design, progettazione, moda e tessile. Attraverso il proprio direttore esecutivo, Pantone ha evidenziato come i designer, al giorno d’oggi, si stiano concentrando molto sulla necessità di mostrare il colore nelle loro collezioni, in linea con le richieste provenienti dai consumatori sempre più attirati da oggetti moderni e caratterizzati da colori vivaci. I colori scelti da Pantone per la primavera 2018 sono 12, ai quali si aggiungono altri 4 colori “classici” tipici della stagione. Vi proponiamo di seguito l’elenco completo:

  • Meadowlark Pantone, un giallo molto luminoso.
  • Lime Punch Pantone, colore giallo dal carattere molto forte, pungente e abbagliante.
  • Pink Lavander Pantone, un rosa vintage molto pacato.

 

 

  • Blooming Dahilia Pantone,rosa che richiama alla serenità.
  • Cherry Tomato Pantone, un tipo di rosso molto caldo
  • Chill Oil Pantone,rosso bruno.

 

 

  • Little Boy Blue Pantone, un azzurro molto moderno e di tendenza.
  • Arcadia Pantone, blu retrò ma in forte ascesa.
  • Ultra Violet Pantone, novità molto intrigante a affascinante in tonalità viola.

 

 

  • Spring Crocus Pantone, vicina alla tonalità viola ciclamino.
  • Emperador Pantone, color marrone simile al cacao.
  • Almost Mauve Pantone, colore neutro, unico della palette.

 

 

Si aggiunge a questo elenco, una selezione di quattro colori primaverili, tipici della stagione: sono il Sailor Blue, Harbor Mist, Warm Sand e il Coconut Milk.

 

 

In attesa, quindi, di conoscere qual è il colore dell’anno 2018 di Pantone, iniziamo a familiarizzare con queste tonalità proposte, che coloreranno le prossime due stagioni in arrivo. Tra nuance delicate, colori caldi e tonalità avvolgenti, il 2018 si profila come un anno dedicato al buon umore, al trionfo dei colori e alla positività.

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Loving Vincent: il film evento su Van Gogh, tra arte pittura e tecnologia

Loving Vincent, la replica il 20 Novembre 2017

[Aggiornamento] Dopo l’enorme successo di Ottobre, Loving Vincent il film-evento su Van Gogh, sarà riproposto in tutte le principali sale cinematografiche il 20 Novembre 2017. Di seguito l’articolo scritto in occasione della prima proiezione del 16 Ottobre.


Dopo un mese di Settembre ricco di appuntamenti dedicati al design e all’arte, in cui Tosilab si è resa protagonista partecipando al Cersaie 2017 e alla Bologna Design Week, con spazi dedicati al well-being che hanno riscosso un grande successo (Scopri di più). Ma quando è il cinema ad incontrare l’arte il risultato è ancora più sorprendente, un concentrato di storia ed emozioni che solo un connubio di questo genere può regalare.  È in uscita nelle sale italiane Loving Vincent, il film su Vincent van Gogh, che ha recentemente ottenuto il premio del pubblico al Festival d’Annecy 2017 (il festival internazionale del film d’animazione). Per alcuni considerato come un martire dell’arte in lotta contro le convenzioni, per altri un artista folle, la vita di Vincent van Gogh è ricca di mistero e tragedia e viene raccontata, attraverso la sua arte, in questo film-evento in programma nei giorni 16-17-18 ottobre.

Si tratta di un film d’animazione molto particolare, in cui ogni singolo fotogramma è stato realizzato a mano, grazie al lavoro di 125 veri artisti che hanno lavorato per ben 5 anni, producendo oltre 62.000 dipinti ad olio in stile vangoghiano, successivamente animati e montati in un lungometraggio della durata di 80 minuti. È il primo film nella storia del cinema creato con questa tecnica, che per la precisione consiste in una postproduzione che trasforma in “pittura animata” i fotogrammi delle scene realmente girate da attori. Secondo alcuni esperti, ogni secondo del film conterrebbe almeno 12 tele dipinte a mano, numeri davvero impressionanti.

I personaggi principali, che hanno effettivamente vissuto all’interno dell’universo delle opere di van Gogh, sono stati interpretati dagli attori Douglas Booth (che ha interpretato Armand Roulin), Eleanor Tomlinson (nei panni di Adeline Ravoux), Jerome Flynn (che ha impersonato il dottor Gachet), mentre lo stesso Van Gogh è stato interpretato dall’esordiente Robert Gulaczyk.

Il film su Vincent van Gogh, genio dell’arte di fine Ottocento ed esponente per eccellenza della pittura espressionista, è stato diretto e sceneggiato da Dorota Kobiela e Hugh Welchman e si snoda attraverso il racconto dei suoi splendidi dipinti e delle oltre 800 lettere scritte dall’artista, nelle quali si coglie uno stato d’animo controverso, causato dai diversi tragici eventi che hanno caratterizzato la sua esistenza e che probabilmente lo hanno portato alla prematura scomparsa. “Non possiamo che esprimerci e raccontarci che attraverso i nostri dipinti”, ha scritto l’artista olandese in una delle lettere ritrovate, concetto dal quale gli sceneggiatori sono partiti per mettere in piedi questa assoluta novità cinematografica.

Nessun altro artista, probabilmente, ha mai dato origine a così tanti misteri e tante leggende come Vincent van Gogh ed è per questo che Loving Vincent si propone come un racconto poetico che si sviluppa attraverso vari linguaggi: quello dell’arte, della pittura e della tecnologia.

Ecco il trailer del film:

TRAILER – LOVING VINCENT

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Le “Narrative Surfaces di Tosilab” alla Bologna Design Week

Uno spazio pensato per stupire. Un viaggio attraverso immagini, colori e sensazioni capaci di suscitare emozioni uniche. Questo è stato il concept che ha ispirato l’esposizione di Tosilab alla Bologna Design Week, che si è svolta dal 26 al 30 Settembre nella splendida cornice dell’Ex Ospedale dei Bastardini, nel cuore di Bologna.

Accompagnate da un cortometraggio narrativo emozionale (di cui trovate una breve anteprima sulla nostra pagina Facebook), le 8 storie che hanno dato vita a Tales – Narrative Surfaces, hanno riscosso un grande successo tra le centinaia di visitatori. Da Joy a Passion, da Serenity ad Adrenaline, i progetti firmati Tosilab si sono resi protagonisti tra designer e curiosi che si sono cimentati in scatti artistici che hanno fatto il giro dei social network durante tutta la settimana bolognese del design.   

Per chiunque si fosse perso l’esposizione o per chiunque voglia approfondire maggiormente quanto visto a Bologna, vi proponiamo le 8 Narrative Surfaces con una dettagliata descrizione di ciò che rappresentano. 

#Joy. Il piacere di realizzare un’opera d’arte è ciò che rappresenta Joy, progetto creato attraverso l’utilizzo di diversi materiali tipici del contesto urban. Racconta la storia di un luogo che, negli anni, ha accolto graffiti, affissioni pubblicitarie e che oggi si presenta come un mix di colori, forme e segni.
Parti del manifesto di un circo, la firma di un writer le sfumature di un murales: Joy evoca emozioni percepite attraverso la vista.

#Euphoria. Lo sport suscita nell’uomo una serie di emozioni indescrivibili: sfide personali, voglia di raggiungere l’obiettivo, vittorie da conquistare. Euphoria è ispirato all’involucro di pelle con cui sono fatti i palloni da basket.
La superficie, scrupolosamente trattata per creare l’effetto di usura, ci racconta l’euforia, una delle emozioni che si provano grazie allo sport.
Dal rumore della palla che rimbalza, al fluttuare dell’acqua mentre si nuota: Euphoria richiama emozioni percepite attraverso l’udito.

#Serenity. La casa è l’unico vero luogo nel quale si possa provare quel senso di protezione e di accoglienza, che suscita inevitabilmente l’emozione della serenità. Ispirato a un oggetto simbolo del focolare domestico, Serenity riproduce una delle superfici più ricche di memorie gustose: il tagliere.
Trattato con un mix di materie naturali e artificiali, Serenity narra la storia decennale di un tagliere sul quale sono passati gusti e sapori che solo le mura di casa possono regalare.
Il senso abbinato è quello del gusto.

#Passion. Due sono gli elementi che caratterizzano l’evanescenza onirica di Passion: le forme del rilievo che riprendono il movimento sinuoso di un ballerino e l’effetto rosso vellutato sullo sfondo che richiama al sipario del teatro. Le prime simboleggiano la leggerezza tipica dei passi di una danza, il colore (rosso vellutato ispirato al sipario dei teatri) rappresenta il sogno a cui Passion è ispirato.
La musica come forza propulsiva della coreografia, abbina Passion al senso dell’udito.

#Love. Un’opera ricca di forme, colori ed elementi in rilievo che prendono ispirazione dall’amore. Love racconta la storia dell’emozione più travolgente che esista, attraverso diverse sensazioni: la quotidianità, simboleggiata dai ritagli di giornale inseriti meticolosamente all’interno dell’opera; il vimini, elemento vintage che evoca piacevoli ricordi; gli intrecci colorati, che rappresentano l’unione, creati con un elemento delicato come la lana. Le mani che si stringono, una carezza, un abbraccio: Love è abbinato al senso del tatto.

#Insight. Una sensazione immediata e fulminea è ciò che ha ispirato la creazione di Insight. Progetto sinestetico, si propone di traslare nel mondo visuale concetti afferenti all’universo olfattivo.
Profumi e odori divengono colori e forme dinamiche, impreziositi da bagliori metallici: Insight immortala la storia di un mix di essenze che fluttuano nell’aria.
Il senso di riferimento è l’olfatto.

#Adrenaline. Cosa induce alcune persone a cimentarsi in sfide estreme al limite delle capacità umane? Cos’è che spinge alcuni sportivi a scalare montagne impervie o affrontare percorsi pericolosi? Adrenaline racconta la storia di una roccia testimone di imprese impegnative. La superficie è stata trattata, in parte, con la tecnica della lappatura per riprodurre l’effetto usura data dai percorsi di scalata.
Gli sport estremi consentono di ammirare paesaggi naturali unici: per questo motivo il senso abbinato è quello della vista.

#Sensation. Un mix di sensazioni è racchiuso in Sensation, progetto realizzato con l’uso di elementi chimici. Piacevole alla vista, grazie al colore tenue tipico di questo marmo, è con il tatto che se ne può apprezzare la lavorazione: il marmo rivela la propria storia millenaria, mostra il proprio aspetto primordiale nei rilievi e nelle tonalità cromatiche più vive e brillanti.
Sensation è abbinato al senso del tatto.

Tales – Narrative Surfaces racconta, quindi, una storia che abbraccia 8 diverse emozioni, suscitate dai 5 sensi a cui ogni superficie è stata abbinata. Ogni progetto è stato frutto di studi creativi ed esplorativi portati avanti dal team Tosilab, con l’obiettivo di rendere unica l’esperienza sensoriale all’interno della mostra.

Scarica l’immagine della Narrative Surface che più ti piace e condividila sui tuoi profili social con l’hashtag del progetto e #AnalyzingOptimism (ad esempio #Adrenaline #AnalyzingOptimism).

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14 Tales of Well-being: Tosilab apre le porte degli showroom

Quali sono le superfici che ci fanno stare bene? Quali sono le forme che ci rendono felici?

In occasione dei due eventi internazionali dedicati al mondo ceramico e al design – Cersaie e Bologna Design Week – in programma a Bologna, dal 19 Settembre al 6 Ottobre, Tosilab apre le porte dei propri showroom: oltre 1000mq di aree espositive attraverso le quali scoprire tutte le superfici dello star bene, accuratamente selezionate grazie ad una fitta ed approfondita attività di trendwatching.

Attraverso 14 Storie di Well-being, Tosilab vi accompagnerà in un viaggio attraverso immagini, colori e sensazioni all’interno dei nuovi spazi espositivi, per analizzare tutte le sfaccettature delle emozioni nel design dei materiali.

 


Settembre è il mese del design. Da Parigi a Bologna: ecco gli appuntamenti

Il prossimo Settembre può certamente essere considerato come il mese del design. Sin dalla prima settimana, il calendario inizia a proporre eventi fieristici – e non solo – che riguardano il design in tutte le sue sfaccettature. Protagonista assoluta l’Europa, che ospita ben 6 eventi in sole 4 settimane. Scopriamo, quindi, quali sono tutti gli eventi dedicati al design di Settembre 2017.

Le città protagoniste nel mese del design

Sono 6 le città che ospiteranno gli eventi di design a Settembre 2017, 5 europee e 1 asiatica. I 7 eventi sono:

  • Dal 6 all’8 Settembre sarà Bruxelles la città protagonista del design d’arredo. La capitale belga, infatti, ospiterà il MoOD, la fiera dedicata all’original design
  • Parigi dall’8 al 12 Settembre ospiterà la celebre fiera Maison & Objet.
  • Spazio per un evento di design anche in Asia. A Shangai, dall’11 al 14 Settembre è in programma il Ciff 2017, evento di grande rilevanza.
  • Nel Regno Unito, dal 16 al 24 Settembre a Londra, ci sarà la London Design Festival.
  • Sempre nella capitale britannica, dal 20 al 23 Settembre la 100% design aprirà le porte a professionisti e appassionati di design contemporaneo.
  • La Bologna Design Week, l’evento internazionale più importante in Italia dedicato al design, dal 26 al 30 Settembre riempirà il centro di Bologna con mostre ed eventi dedicati al design.  Tosilab proporrà un’area espositiva alla Bologna Design Week, uno spazio sorprendente. Puoi trovare maggiori informazioni nell’articolo
    Tosilab alla Bologna Design Week“.
  • Dal 29 Settembre all’8 Ottobre, infine, la Vienna Design Week, giunta all’undicesima edizione.

Vediamo, ora, nel dettaglio, le caratteristiche di ognuna delle fiere sopraelencate, appuntamenti di rilievo per chi si occupa di design e di trendwatching, alla continua ricerca di novità le ultime tendenze.

Il MoOD di Bruxelles –  Meet only Original Designs

Il MoOD –  Meet only Original Designs è la fiera internazionale del tessile per l’arredamento, le tende e i rivestimenti da parete che aprirà dal 6 all’8 Settembre nel quartiere fieristico di Bruxelles. Il MoOd è l’evoluzione di una storica fiera belga, la DECOSIT, ideata oltre trent’anni fa dai produttori tessili belgi che, unite le forze, diedero vita a una fiera internazionale nella quale l’industria tessile belga potesse esporre le proprie lavorazioni. La Decosit è stata per anni il punto di riferimento per il mondo del tessile, ed è per questo che il MoOD racchiude da un lato la tradizione, viste le proprie origini, dall’altro il futuro visto attraverso i nuovi trend nel campo del design d’arredo. Un’altra caratteristica molto significativa del MoOD è il fatto di poter interfacciarsi in maniera diretta con tutti gli espositori, nonchè produttori e proprietari delle loro creazioni, favorendo sia il visitatore (che può facilmente esporre le proprie esigenze di business), sia il produttore, che ascolta in maniera diretta i visitartori.

Dal punto di vista logistico, la fiera MoOD di Bruxelles è suddivisa in 4 aree principali, ognuna delle quali si focalizza su un tema diverso:

  1. MoOD – Area espositiva dedicata ai produttori di alta fascia, che proporranno tappezzeria per tendaggi e rivestimenti murali pensati per il mercato residenziale.
  2. Indigo – Brussels Home edition, area dedicata all’esposizione di superfici di design
  3. MoOD Innovation – L’area pensata per giovani startup del settore e per scoprire nuovi materiali per l’arredamento e le superfici di design.
  4. MoOD Tech – Le nuove tecnologie applicate al mondo del tessile, come stampanti 3d, LED, inchiostri tecnologici.

foto di logo Mood Bruxelles

Maison & Objet Paris: il design nella capitale francese

Maison & Objet è la fiera che racchiude l’intero universo del design e del lifestyle. Meta di ogni appassionato e professionista del design, Maison & Objet può essere considerato, in pieno stile francese, il salotto del design dove nuovi trend e novità del momento vengono esposte per l’intera settimana del design parigino. Dal disegno alla moda, dall‘home decor agli oggetti di decorazione di ogni forma e dimensione, la celebre fiera francese esplora ogni universo e ogni stile decorativo, utile a chi intende rinnovare le proprie idee di stile, o trovare nuove ispirazioni per creare il proprio universo decorativo.

In programma dall’8 al 12 settembre, l’edizione 2017 della Maison&Objet (un’altra edizione è in programma a Gennaio 2018) punta sul tema del benessere, in contrapposizione all’insicurezza e al disagio che hanno caratterizzato la società negli ultimi anni. Il focus sarà quindi sulla ricerca della cosiddetta Comfort Zone, sulla quale tutti i gli espositori della fiera si concentreranno per valorizzare i propri prodotti. La Comfort zone copre a 360 gradi ogni spazio e ogni luogo: luoghi di lavoro, luoghi di viaggio, arredi e architettura eco-sostenibile. Tutto vira nell’unica direzione di svolgere le attività quotidiane con serenità e con quella sensazione di benessere che aiuta sia il fisico che la mente. A spiegare il concept generale della fiera parigina è François Bernard, curatore dell’Espace d’Inspirations di Maison Objet: angoli morbidi, sedute che richiamano ad elementi della natura, l’idea di “guscio” come luogo di accoglienza (si pensi agli sleeping pods di Google, piccoli spazi in azienda dove riposare e rilassarsi), tutto in controtendenza allo stile squadrato e lineare degli ultimi anni.

Un altro personaggio chiave per Maison&Objet è Tristan Auer, architetto d’interni le cui progettazioni gravitano nell’orbita dell’armonia, elemento chiave del proprio stile e, come già detto, in linea con il tema della fiera. Auer è stato eletto come “Createur de l’année”, un premio che annualmente l’organizzazione della fiera parigina assegna ai professionisti che si sono contraddistinti nel campo dell’architettura e del design.

In concomitanza con il M&O 2017, si svolgerà per le strade parigine la “Parigi Design Week“. Oltre 300 partecipanti esporranno le proprie creazioni in diversi luoghi della capitale francese dall’8 al 16 Settembre, dando vita ad un itinerario fatto di forme e colori davvero particolari.

foto di Tosilab maison objet

Il CIFF 2017 di Shangai

Dedicato al mondo dell’arredamento, il Ciff 2017 di Shangai, in programma dall’11 al 14 Settembre, è la fiera adatta a tutti gli appassionati e professionisti dell’arredamento. Si tratta di un evento storico, che esiste da ben 40 anni e che rappresenta una delle più grandi manifestazioni fieristiche del mondo dedicata all’arredamento, nonchè la più grande del continente asiatico. A occupare i 400 mila mq di aree espositive saranno ben 2000 gli espositori al Ciff 2017, il cui tema, “Better Life, Better Work“,  si sposa perfettamente con quello di Maison&Objet.

London Design Festival e 100% Design: la nove giorni Londinese

Ogni anno, Londra accoglie il London Design Festival dove molti tra i più prestigiosi designer internazionali, espongono i loro nuovi progetti attraverso nuovi materiali, forme e concetti innovatori e futuristi. In programma tra il 16 e il 24 settembre 2017, la London Design Festival celebra e promuove per 9 giorni Londra come capitale di design del mondo. Questo appuntamento, nato nel 2003 da un’idea di Sir John e Ben Evans e presentata da Bloomberg nel 2003, è giunto al suo quindicesimo anno e, come di consueto, riempirà con installazioni, mostre, seminari e vari appuntamenti dedicati al design, le strade e i numerosi luoghi della capitale britannica. 

Personaggio di spicco della London Design Festival è il designer Brodie Neill, che presenta l’opera “Drop in the ocean“, installata nel famoso ME Hotel nel cuore di Covent Garden. L’installazione ha l’obiettivo di attirare l’attenzione su un tema molto attuale, quello dell’inquinamento globale e in particolare degli oceani. Attraverso l’arte contemporanea e il riciclo, i flussi di rifiuti possono e devono essere riutilizzati per la creazione di materiali innovativi. Tra i tanti luoghi dedicati al festival, da segnalare il Bankside Design District, dove avranno luogo tantissimi eventi, attività, workshops e incontri il cui tema verterà sul design innovativo. L’installazione Villa Walala è sicuramente tra le novità dell’edizione 2017, progettata da Camille Walala (sua la creazione in copertina): un paesaggio architettonico in Exchange Square – Broadgate -, realizzato utilizzando materiali particolari come vinile, PVC sigillato e nylon.

foto di London Design Week Villa Walala

100% Design: la fiera

100% Design è l’evento fieristico di design contemporaneo più rilevante del Regno Unito, tra i più importanti a livello europeo, dove vengono esposte tra le più recenti superfici, materiali e arredamenti oltre che interessanti idee su rivestimenti per mobili, light design, accessori, rivestimenti per pareti, pavimenti, tessuti, cucine e bagni. 100% Design, in programma dal 20 al 23 Settembre 2017, è l’unica fiera che riguarda l’arredamento d’interni del Regno Unito, che coinvolge professionisti del settore, designer d’interni, architetti e che attira oltre 35.000 visitatori durante ogni edizione, provenienti dai più importanti mercati a livello mondiale.

 Il 100% Design occupa un posto cruciale, rappresenta il cuore commerciale del design nel Regno Unito. La fiere, da molti considerata cross-sector grazie alla molteplicità di proposte di arredo, è suddivisa in cinque sezioni distinte: Interiors, Workplace, Kitchen & Bathrooms, Design & Build e Emerging Brands. Ogni anno 100% Design adotta un tema che si riflette attraverso le sue installazioni, le caratteristiche, il programma dei workshop dedicati al design d’interni . Per l’edizione 2017, il tema scelto è “Elements“, che considera tutto ciò che è fondamento del design: dalle componenti che compongono un prodotto, ai materiali utilizzati per le storie e i processi di sviluppo.

foto di logo 100% design

La Bologna Design Week: la “Dotta” ospita il design internazionale

La Bologna Design Week (BDW) è una manifestazione internazionale interamente dedicata alla promozione della cultura del design in Emilia-Romagna. Organizzata nel centro storico di Bologna BDW è un evento che accoglie tutte le eccellenze culturali, formative, creative, produttive e distributive in un progetto integrato di comunicazione.

L’edizione 2017 della Bologna Design Week è in programma dal 26 Settembre al 30 Settembre 2017.  Lo spazio espositivo Tosilab sarà allestito presso l’Ex Ospedale Bastardini in Via d’Azeglio, a Bologna, e verterà sul tema dello star bene, della positività. (Scopri di più)

foto di logo bdw

L’evento è organizzato in occasione e in collaborazione con Cersaie, il Salone Internazionale della Ceramica per l’Architettura e dell’Arredobagno, manifestazione fieristica in programma a Bologna Fiere dal 25 al 29 Settembre 2017, alla quale Tosilab parteciperà con uno stand dedicato alle superfici della positività, superfici che raccontano storie e scatenano sensazioni uniche (per maggiori dettagli visita la pagina dedicata a (Tosilab @Cersaie2017).

Risultati immagini per cersaie 2017

In Austria per la Vienna Design Week 2017

Giunta all’undicesima edizione, la Vienna Design Week 2017, la cui organizzazione è stata curata da Lilli Hollein, si pone come obiettivo quello della divulgazione del design locale, attraverso la creazione, la produzione e il lavoro sperimentale. La manifestazione prenderà il via il 29 settembre per concludersi l’8 ottobre. Il Festivalzentrale è sicuramente il luogo dove si concentreranno gli eventi chiave della manifestazione: infatti è qui che si svolgerà la cerimonia di apertura e tanti altri appuntamenti in calendario. Anche aziende, musei, istituzioni, gallerie e studi di design provenienti da tutta Europa hanno avuto modo di collaborare all’organizzazione dell’evento: molti infatti i workshop e gli appuntamenti curati da questi enti partner della Vienna Design Week 2017.

foto di logo Vienna design week 2017

Sarà un Settembre 2017 ricco di eventi importanti dedicati al design che Tosilab osserverà con grande attenzione. E’ in questi luoghi, infatti, dove si sviluppano e dove nascono i trend che caratterizzano il mondo del design nell’immediato futuro.

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Frank Gehry: architettura e well-being

“Essere ottimisti, credere nel futuro”. Frank Gehry può certamente essere definito come l’archistar della positività e dell’ottimismo, il tema che, dopo un’attenta analisi di trendwatching, abbiamo scelto per il nostro stand al Cersaie 2017. Le forme morbide, armoniose e “danzanti” delle sue creazioni architettoniche non possono che farci pensare ad un genio che si lascia ispirare da tutto ciò che è positivo, ottimista e che ricorda lo star bene.

Abbiamo già affrontato il tema delle archistar nell’articolo “Il trendwatching attraverso le archistar”, raccontando 5 architetti attraverso le loro opere e il loro stile. In questo articolo parleremo di Frank Gehry, pluripremiato architetto e autore di numerosi capolavori architettonici.

Chi è Frank Gehry?

Frank Gehry è un architetto canadese, tra i più influenti nel campo dell’architettura internazionale, famoso per il suo stile scultoreo e organico e iniziatore della corrente decostruttivista. Nel 2014, in occasione di una premiazione a Oviedo, in Spagna, Gehry ha dichiarato in un’intervista che il suo obiettivo è quello di “umanizzare gli edifici” ed è così che, infatti, le sue creazioni assumono delle forme davvero particolari.

Di origine ebreo-polacca, Frank Owen Gehry (nome assunto solo nel 1954, in sostituzione di Ephraim Goldberg), nasce a Toronto nel 1929. Già nella seconda metà degli anni 40, si trasferisce a Los Angeles dove si laurea in Architettura alla University of Southern California, nel 1954. Si specializza successivamente in urbanistica all’Harvard Graduate School of Design, nel Massachusetts e inizia una serie di collaborazioni con alcuni famosi studi di architettura americani.

Il periodo europeo di Frank Gehry e i primi lavori: dagli anni ’60 agli anni ’80

Nel 1961, Frank Gehry si trasferisce a Parigi, dove trascorre un anno. In questo periodo, l’archistar canadese, lavora nello studio di André Remondet, studia le opere di Le Corbusier e Neumann e rimane affascinato dalle chiese di epoca romantica francesi. Successivamente, tornato a Los Angeles apre, nel 1962, il suo studio professionale Frank O. Gehry and Associates.

Sebbene i primi lavori di Gehry siano legati al movimento modernista, l’influenza di artisti americani della West Coast come Ed Moses e Billy Al Bengston fa sì che l’archistar canadese utilizzi, in questa prima fase, anche materiale grezzo: compensato, cemento grezzo, metallo usurato. Realizza case e grandi abitazioni private in California, la più significativa delle quali è la sua villa a Santa Monica del 1978.

Molto importante, nel 1980, la partecipazione di Gerhy alla Biennale di Venezia dove, chiamato da Paolo Portoghesi, lavora all’installazione “Strada Novissima”, opera madre dell’architettura postmoderna.

foto di villa gehry Santa monica los angeles

Villa di Frank Gehry, Santa Monica, Los Angeles

 

Le opere di Frank Gehry

A partire dagli anni ’90 Gerhy progetta le opere architettoniche contemporanee che lo hanno reso celebre in tutto il mondo. Eccone elencate alcune:

Il museo Guggenheim

Il Guggenheim di Bilbao è la struttura che ha condotto Frank Gehry alla fama internazionale. Le sue particolarissime forme, non convenzionali, nuove, armoniose e lo splendore conferitogli dal rivestimento in titanio, hanno permesso a Gehry di conquistare l’apprezzamento di un vasto pubblico e al museo stesso di costituire una principale attrattiva per il turismo internazionale nella provincia basca.

E’ grazie all’utilizzo di ultra-moderni software di progettazione e di calcolo che è stato possibile realizzare e progettare questa opera. Si pensi che tra i programmi utilizzati alcuni vengono adoperati per la progettazione di velivoli militari francesi.

L’edificio progettato da Gehry è certamente considerato oggi uno dei capolavori mondiali dell’architettura contemporanea, ed è stato inserito in un vasto piano di riorganizzazione e di rivitalizzazione della città basca, con l’obiettivo di aggiungere nuova linfa all’economia e al turismo nella città di Bilbao, attraverso un nuovo polo di interesse turistico e culturale.

 


 Il Walt Disney Concert Hall

Situato nella città di Los Angeles, precisamente su Bunker Hill, il Walt Disney Concert Hall è stato inaugurato nel mese di Ottobre del 2003. Si tratta di un edificio che è stato dedicato alla Los Angeles Philharmonic Orchestra ed è collocato all’interno della cosiddetta maglia regolare di Los Angeles con gli ingressi posti, anzichè sugli assi principali, sui quattro angoli; ogni ingresso ha forma e funzione totalmente differente rispetto agli altri: a Nord Ovest la Sala Soci Fondatori, a Sud Est la Cascada, a Sud Ovest il giardino musicisti, a Nord Est l’ingresso principale foyer. Da qui si intuisce lo stile architettonico di Gehry, caratterizzato dall’accostamento di elementi dell’edificio progettati separatamente e pensati per poter “avere una vita propria” sia funzionalmente che staticamente.

 

 


 Gehry Tower, Hannover (Germania)

La Gehry Tower è un edificio di 9 piani, progettato per la compagnia di trasporto pubblico cittadino. E’ situato nella Steintor, Goethestraße 13a, ad Hannover, Germania. Il fabbricato è rivestito in acciaio inossidabile, per la sua realizzazione sono stati necessari 2 anni per un costo totale di 8,5 milioni di marchi tedeschi.

 

 


 Beekman Tower, New York (Stati Uniti)

La Beekman Tower è un grattacielo di ben 76 piani. Questo edifico è considerato un capolavoro architettonico e ci se ne accorge semplicemente guardando le forme che Gehry è riuscito a creare. All’apparenza, infatti, questa struttura sembra essere di un materiale morbido, sembra contorcersi verso l’alto. La Beekman Tower è stata edificata a New York nel distretto di Manhattan – 8 Spruce Street, a sud di Plaza City Hall e del Ponte di Brooklyn.

Grazie ai 76 piani, la torre progettata dall’archistar canadese è alta 265 metri, rappresentando il grattacielo residenziale più alto del distretto di Manhattan. Lo spazio è suddiviso in 903 unità residenziali, oltre che in uffici, scuole pubbliche, ambulatori medici aree commerciali e un parcheggio di oltre 2000mq.

 

 


 Fondazione Louis Vuitton

La Luis Vuitton Fondation si trova a Parigi, tra il Bois de Boulogne e il Jardin d’Acclimatation, nell’ovest della capitale parigina. Si tratta di una vera opera d’arte architettonica, che ha affascinato e continua a sorprendere tutti i visitatori. Molto curioso è il fatto che non tutti vedono in questa opera la stessa forma: per alcuni, infatti, si tratta di  un grande veliero, per altri di un iceberg d’acciaio, per altri una creatura marina. Certo è che il materiale utilizzato complessivamente pesi ben 1500 tonnellate. La sua costruzione è durata ben 15 anni, copre in totale 11000 metri quadri e si compone di 3600 pannelli in vetro, acciaio e legno.

 

Frank Gehry è un personaggio chiave nel mondo dell’architettura e le sue opere rispecchiano appieno il concetto di positività, di ottimismo oltre che un totale rispetto per l’ambiente.

In passato ha dichiarato che “un artista deve essere ottimista per poter serenamente svolgere il proprio lavoro”.

Con Frank Gehry si arricchisce la lista di archistar che i nostri trendwatcher seguono e osservano costantemente. Di chi parleremo nei prossimi articoli? Qual è l’archistar a cui ti ispiri?

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Tosilab alla Bologna Design Week. 26-30 Settembre 2017

La Bologna Design Week è una manifestazione internazionale interamente dedicata alla promozione della cultura del design in Emilia-Romagna. Organizzata nel centro storico di Bologna in occasione e in collaborazione con Cersaie (il Salone Internazionale della Ceramica per l’Architettura e dell’Arredobagno), BDW è un evento che accoglie tutte le eccellenze culturali, formative, creative, produttive e distributive in un progetto integrato di comunicazione.

Nella scorsa edizione 2016, nella quale Tosilab ha partecipato per la prima volta riscuotendo un grande successo, l’evento ha superato le 40 mila visite grazie ai 450 eventi organizzati durante la settimana nelle varie location dislocate in tutta la città.

Come ogni anno, l’evento è stato caratterizzato da mostre, design exhibition, workshop, concorsi, eventi, visite guidate, design talks tematizzati su design cultures, fashion & design, design food e tanti altri eventi culturali che hanno animato fino alle ore serali di ogni giornata il centro storico del capoluogo emiliano, che per l’intera settimana della Bologna Design Week è stato il centro della creatività, dell’arte e del design.

L’edizione 2017 della Bologna Design Week, la terza consecutiva,  si è svolta dal 26 al 30 Settembre 2017. Cinque giorni ricchi di eventi, durante i quali Tosilab si è resa assoluta protagonista con uno spazio allestito all’interno di una delle principali aree dell’evento bolognese: l’Ex Ospedale dei Bastardini. Situato nel cuore di Bologna, l’Ex Ospedale dei Bastardini ha una superficie di ben 5500mq e, dal 2012, è sede degli eventi di design internazionali più importanti e seguiti del settore. 

In occasione della Bologna Design Week, Tosilab ha dato vita a uno spazio pensato per stupire: i visitatori sono stati guidati in un viaggio attraverso immagini, colori e sensazioni all’interno di “una storia fatta di storie”, un mix di ricordi ed emozioni uniche. Scopri lo spazio espositivo di Tosilab alla Bologna Design Week nell’articolo dedicato. Clicca QUI

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Analyzing Optimism. All the shapes of well-being


 

 

Trendwatching around the world: Tosilab @Biennale di Venezia 2017

Vi sarà sicuramente capitato di sentir parlare della Biennale di Venezia, un luogo magico che fornisce mille spunti e chiavi di lettura sulla società vista attraverso l’arte. Nella società odierna in cui il “visivo” non ha linee di demarcazione nette arte, design, architettura e grafica si fondono in un mix di prodotti interessanti e importanti per l’attività di trendwatching. Venezia diventa quindi la piazza delle istanze umane e, spesso con linguaggi ferocemente critici, intavola riflessioni che coinvolgono noi tutti.

Cos’è la Biennale di Venezia?

La Biennale di Venezia è una rassegna d’arte contemporanea, tra le più prestigiose e antiche al mondo. Già nata nel 1895 come società di cultura, con l’organizzazione della prima Esposizione Biennale d’Arte del mondo che aveva l’obiettivo di accrescere l’attività artistica e il mercato dell’arte a Venezia e in Italia, la Biennale di Venezia ha, ancora oggi, questo fine di promuovere nuovi trend e creazioni artistiche in una grande manifestazione internazionale di arti contemporanee. Semplice dedurre da dove deriva il nome biennale che rimanda alla cadenza biennale delle manifestazioni, ma che col tempo ha assunto la valenza di un termine utile a descrivere un grande evento internazionale.

La storia della Biennale di Venezia

Tutto ha avuto inizio nel 1893, quando un gruppo di intellettuali con a capo Riccardo Selvatico, sindaco del capoluogo veneto del tempo, pensò di proporre l’istituzione di un’esposizione biennale artistica nazionale. Attualmente la manifestazione si svolge al Padiglione Centrale, sede ufficiale della mostra principale della Biennale d’arte che si trova nei pressi dei Giardini della Biennale, in principio chiamato Palazzo Pro Arte, poi Padiglione Italia. I padiglioni sorti successivamente (a partire dal 1907), i Padiglioni Nazionali, sono stati progettati da famosissimi architetti (Scarpa, Stirling, Aalto, Giacometti etc..), e rispecchiano le diverse architetture mondiali. Tra le edizioni più importanti, ricordiamo quella del 1930, anno in cui l’ente Biennale d’Arte diventa a tutti gli effetti autonomo e più incentrato alle tendenze europee (non solo venete e italiane): quella del 1980, anno in cui venne aperto per la prima volta l’area delle Corderie dell’Arsenale di Venezia e in cui si tenne la prima edizione della Mostra Internazionale di Architettura della Biennale di Venezia, diretta da Paolo Portoghesi; quella del 2011/2012, edizione speciale inaugurata in occasione del 150° anniversario dell’unità d’italia.

La Biennale di Venezia 2017

Aperto al pubblico dal 13 maggio e fino al 26 novembre 2017, la 57° edizione della Biennale d’Arte di Venezia ha i numeri da grande evento internazionale:

  • 120 sono gli artisti e i collettivi partecipanti
  • 103 tra artisti e collettivi espongono per la prima volta in Biennale
  • 51 i paesi partecipanti
  • 85 le partecipazioni nazionali negli storici Padiglioni ai Giardini, all’Arsenale e nel centro storico di Venezia, che includono le new entry Antigua e Barbuda, Kiribati e Nigeria.

Il concept di questa particolare edizione della Biennale di Venezia è il racconto della vita, messa al centro dell’esperienza artistica, così come Christine Macel, che ha curato il tutto, ha immaginato. È per questo che il titolo dell’esposizione di quest’anno è VIVA ARTE VIVA. Un sostanziale distacco dalle edizioni precedenti: infatti, se negli ultimi anni le opere esposte in Biennale si rifacevano perlopiù ad argomenti astratti come riflessioni ideologiche o concetti tecnologici, nella 57° edizione della mostra ritorna protagonista la Vita, il soggetto in carne ed ossa.

Molte le novità, anche dal punto di vista organizzativo. Durante la rassegna sono previsti incontri durante l’ora di pranzo con gli artisti, iniziative di confronto ogni venerdì e sabato tra il pubblico e gli espositori, che creano un clima costruttivo e forniscono preziosissimi spunti e idee agli appassionati.

Il trendwatching-team di Tosilab, alla continua ricerca di novità e nuovi trend in campo internazionale, è stato recentemente alla Biennale di Venezia e ha raccolto alcuni scatti che vi proponiamo nella gallery!

Sei mai stato alla Biennale di Venezia? Dicci le tue impressioni, seguici e commenta sulla pagina Facebook di Tosilab. Seguici anche su LinkedInInstagram Pinterest!

 


Il design brasiliano: tra rispetto per l’ambiente e creatività

In attesa dell’evento internazionale organizzato da Aspacer sul trendwatching e sui trend nell’ambito del rivestimento ceramico (7-8 Agosto 2017 – San Paolo, Brasile), vi parliamo di design brasiliano, attraverso un focus su due designer dallo stile molto particolare.

Il design in Brasile oggi

Se si dovesse descrivere il design brasiliano moderno, lo si potrebbe fare con 4 parole chiave: rispetto, ricerca, creatività, innovazione. Un ruolo fondamentale è ricoperto da tecnologia ed ecosostenibilità, fattori grazie ai quali la lavorazione dei materiali tipici del Paese, avviene nel pieno rispetto dell’ambiente; la reinterpretazione della ricerca attraverso creatività e innovazione traccia l’identità brasiliana, dinamica e solare.

Il Brasile è un paese in forte crescita ormai da tempo che, nonostante alcune situazioni sociali particolari nel proprio territorio, è voglioso di entrare a far parte da protagonista dello scenario internazionale senza però allontanarsi dalle tradizioni locali e dal mondo indigeno che da sempre lo caratterizzano. Sicuramente le Olimpiadi del 2016 sono state un’ottima occasione per il Paese, un buon motivo per “rifarsi il look”, grazie al potenziamento di infrastrutture e alla ristrutturazione di molti edifici. Inoltre, il clamore mediatico scatenato da questo evento è stato fondamentale nel far conoscere ancora di più il Paese attraverso la creatività del design, dell’arte e l’anima colorata e originale tipica del Brasile.

Tra i tantissimi artisti emergenti nel panorama del design brasiliano, anche l’artigianato locale si sta affermando oltreoceano, con la proposta di opere che hanno un forte legame con il territorio e con lo spirito brasiliano. In questo scenario collochiamo i fratelli Campana, ormai star internazionali, che portano alta la bandiera del design Brasiliano collaborando con alcuni dei più famosi brand internazionali

Chi sono i Fratelli Campana?

Si chiamano Humberto e Fernando Campana, sono nati e cresciuti in una regione molto ricca di risorse naturali, nella città di Brotas, a 250 chilometri da São Paulo. Humberto è laureato in giurisprudenza, ma dopo gli studi si dedica esclusivamente al mondo dell’artigianato, aprendo una piccola bottega di prodotti artigianali. Fernando, invece, è laureato in architettura e si occupa da sempre di design “alternativi”.

È il 1983 l’anno chiave della loro carriera. I due, infatti, in quell’anno lavorano insieme ad un grande progetto internazionale, che li rende celebri e li consacra come designer contemporanei.

Il Brasile come “fontana d’ispirazione”: lo stile dei fratelli Campana

La vita quotidiana e la reinterpretazione non convenzionale di nuovi oggetti caratterizzano il design brasiliano dei fratelli Campana, che descrivono, attraverso le loro opere, la semplicità degli oggetti comuni. E così la loro prima collezione di sedie in ferro, chiamata ‘Desconfortáveis‘ racconta, con un linguaggio artistico, una storia poetica del disagio, delle difficoltà e dell’errore.

Alcune delle più famose opere dei fratelli Campana

Utilizzando peluche di animali la serie BanqueteMultidao hanno origine da un impulso di creare una nuova forma di tappezzeria usando metodi non convenzionali. I fratelli Campana provengono da una realtà molto tradizionale, nella quale la lavorazione dei tessuti era molto diffusa. “Quello che distingue il nostro lavoro – spiegano i designer – è la scarsità di risorse, che è anche il nostro tesoro: il Brasile è la nostra grande fontana d’ispirazione, tutto ci ispira, dai popoli e da come organizzano le loro vite, alla varietà geografica ed etnica. Ciò che noi consideriamo veramente la modernità”. In questa serie anche la “Armchair of thousand eyes“, che i fratelli Campana hanno progettato per il brand FENDI, ispirata alle famose Bag Bugs della casa di moda italiana.

 

foto di banquete e multidao fratelli campana opere

 

La sedia di Celia e la sedia Favela

Realizzata in pannelli di legno compresso e carta colorata, la sedia Celia prende il nome dalla madre di Humberto e Fernando, che spesso si lamentava che i suoi figli non avessero mai nominato nessuno dei loro lavori con il suo nome. È una delle prime sedie che i fratelli hanno progettato per il mercato brasiliano di massa. La sedia Favela, invece, ispirandosi alle casuali e caotiche cittadine di San Paolo, fu progettata dai Campana usando pezzi di legno trovati per le strade. Il risultato è una sedia intricata, assemblata con cura con centinaia di componenti.

 

foto di Favela chair and Celia chair by Campana Brothers

 

Il divano Boa

Si tratta di un divano molto particolare, ispirato al boa constrictor, fatto da un groviglio di oltre 90 metri di tubo di velluto imbottito. Viste le dimensioni di questo elemento d’arredo, è stato sicuramente pensato per grandi spazi, che possano accogliere numerose persone contemporaneamente.

 

foto di opere fratelli campana boa

 

La serie Sushi

Tra gli esempi più versatili di esperimenti con materiali di scarto dei fratelli Campana , vi è la serie Sushi. È composta da sedie, divani, sgabelli e tavoli realizzati con materiale da scarto, come tessuto tagliato, residui di tappeti e scarti di gomma. L’ispirazione proviene dalle favelas brasiliane, dove si fanno tappeti e coperte semplicemente sovrapponendo i resti di tessuto. “Abbiamo cominciato con questa tradizione “povera” e abbiamo pensato alla serie Sushi. Tessuti di diversi tipi, naturali e artificiali, feltri, lana, tappeti, gomma, tutti avvolti e spinti in un tubo di panno elasticizzato”.

 

foto di sushi sofa fratelli campana

 

Il Corallo

I campana descrivono il Corallo come un oggetto tridimensionale, fatto da un filo di acciaio verniciato. La forma intrecciata irregolare è a forma di mano e ricorda le barriere coralline scavate sulla costa del Brasile.

 

corallo opere fratelli campana

 

Sedia Vermelha

Ispirata a un grosso groviglio di corde che i fratelli hanno acquistato in un mercato di Sao Paulo, la sedia Vermelha è costituita da un telaio in acciaio ricoperto da più di 450 metri di corda scarlatta intrecciata e tessuta in un complesso sistema di legami e nodi. La prima versione è stata fatta a mano in Brasile.

 

foto di vermelha chair by campana brothers

 

Il design brasiliano è un mondo tutto nuovo, da scoprire. Il trend analysis di Tosilab avviene in tutti quei luoghi dove i trend nascono e si sviluppano e il Brasile è uno di questi.

In occasione del sesto “Forum Nacional de Design para Revestimentos Ceramicos” organizzato da Aspacer, i nostri trendwatcher saranno a San Paolo per scoprire e analizzare le nuove tendenze del design brasiliano.

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Design Trends: un anno stellare

Difficile fare previsioni quanto si parla di trend, specialmente quando essi si trovano in una fase pre-emergente che non lascia intravedere molti dettagli sulla propria evoluzione. Questo è il caso del trend che prende come riferimento l’intergalattico, un trend che campeggia sia nel design che in altri ambiti e che non è nuovo agli esperti di trendwatching.

Le costellazioni, l’intergalattico, il moon style: nel panorama del design lo sguardo è sempre più rivolto al mondo extraterrestre.

Un esempio lampante sono le superfici sugli oggetti che evocano la crosta lunare, resi in scala di grigio anche con materiali naturali come travertini e ceppi che, già per natura, presentano buchi in superficie.

Altro soggetto chiave di questo trend “stellare” è l’astronauta, con tutti i suoi equipaggiamenti rivisitati in chiave moderna. Tute spaziali, stazioni aeree, caschi, tubolari di metallo e navicelle, tutto viene ripreso tanto dal design come dalla moda. Allineato al trend anche il cinema, con le uscite di diversi film a tema “galattico” (The Arrival, Passengers, I guardiani della galassia II, Rogue One: A Star Wars Story).

Anche nella moda, come abbiamo detto, il trend intergalattico compare in diverse occasioni: anche sulle passerelle di quest’anno atterrano capi stellari, tra fogge siderali e abiti galattici, si gioca molto sull’accostamento fra cosmico e ironico. Stelle cadenti precipitano su abiti couture, scarpe e borse, come le sneakers Super Star di Yves Saint Laurent, le magliette L’Etoile di Christian Dior e la Zodiac jacket con ricami di Lesage di Schiaparelli. Se non riconosciamo sui vestiti la forma della stella, è il suo bagliore, dato da polveri o da inserti in metallo, che ci travolge (…)

(…) Leggi l’articolo completo su Ceramic World Web dove troverai una gallery tutta dedicata a questo trend.

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Trendwatching around the World: Tosilab in Brasile @Aspacer

Per il terzo anno consecutivo, Tosilab ha preso parte al “Forum Nacional de Design para Revestimentos Ceramicos”, organizzato da Aspacer e giunto alla sesta edizione. Il focus dell’evento è stato sugli sviluppi e i perfezionamenti riguardanti le professioni di design ceramico, ed è per questo che l’intervento di Tosilab si è incentrato sull’attività di trendwatching che quotidianamente svolge.

Il ruolo di Aspacer

Aspacer (Asociación Paulista de Revestimiento de Cerámica) è l’associazione paulista di rivestimento ceramico, ente nato con l’obiettivo di curare gli interessi del distretto ceramico di San Paolo.

È una delle più grandi associazioni del settore, non solo del Brasile ma di tutto il distretto ceramico delle Americhe, nonchè la seconda più grande al mondo, e lavora in rappresentanza anche delle aziende che si occupano della catena di automazione della produzione ceramica.

L’intervento di Tosilab

Tra i numerosi eventi che l’associazione brasiliana promuove, vi è il Forum Nacional de Design para Revestimentos Ceramicos, giunto alla sesta edizione. Il 7 e 8 Agosto 2017 Tosilab ha partecipato all’evento con  lo speech “Tosilab Trendwatching Analysis. General Overview on 2017 Ongoing” tenuto da Ivan Saavedra Rosas, Marketing & Communication Specialist.

L’intervento di quest’anno si è basato sull’analisi delle attività di trendwatching che Tosilab svolge. Il 2017 si sta disegnando come un anno in cui l’uomo si muove come un esploratore della realtà tangibile e virtuale, filosofica e pratica, che da sempre lo circonda. La società ci appare sempre più fluida ed i comportamenti umani variano a velocità crescenti, con una rapidità mai prima d’ora immaginata. Alle scelte sociali conseguono reazioni opposte e, così facendo, le sfaccettature animano un panorama caleidoscopico di opinioni, tecniche e culture.
L’attività di osservazione è fondamentale, per meglio capire ogni minimo cambiamento che avviene nel mondo che ci circonda, ed è per questo che, durante questo anno Tosilab ha presidiato le più importanti città e fiere di design internazionali, in questo modo lo studio condotto in un secondo momento ha prodotto dei risultati completi e forti delle pregresse esperienze. Questa metodologia di analisi è insita nel DNA di Tosilab che di anno in anno sta portando l’accento su nuovi spunti per un trendwatching sempre più globale.

Questo è solo uno dei vari eventi a cui Tosilab ha preso parte negli ultimi mesi. Dopo il viaggio in Brasile saremo subito impegnati in Italia, al Cersaie 2017 nella città di Bologna, dal 25 al 29 Settembre. Per rimanere sempre aggiornati sugli eventi a cui Tosilab parteciperà in giro per il mondo, seguici anche su FacebookLinkedIn, Instagram Pinterest!