Pantone 2019: svelate le prime palette colore

Siamo giunti al giro di boa di un 2018 che, in tema colori, ha riservato a designer e professionisti tantissimi spunti e novità inaspettate. Dai colori selezionati nelle palette colore Pantone 2018 è emersa la tendenza all’uso di colori accesi, vivi tanto nella moda quanto nell’interior, mentre nell’Ultra Violet eletto come colore dell’anno del 2018 abbiamo trovato un colore molto particolare che guarda al futuro.
Se non li hai ancora letti, puoi trovare le palette colore Pantone del 2018 nel nostro articolo QUI.

Ma cosa succederà nel mondo dei colori del 2019? Ci sarà un’inversione di tendenza? Pantone ha recentemente svelato alcune delle palette che faranno parte dei colori 2019 dedicata al design e all’interior. Vediamo nel dettaglio di quali colori si tratta.

I colori Pantone 2019: ecco svelate le prime 3 palette

I colori Pantone 2019 per l’interior design sono inclusi nella pubblicazione annuale PANTONEVIEW home + interiors 2019, uno studio che include 72 colori per il 2019 divisi in 8 temi e accompagnati da immagini attraverso le quali trovare la giusta ispirazione per poterli abbinare tra loro.

“Oggi le soluzioni sono innumerevoli, per cui è essenziale per i brand e i progettisti di mobili e arredamenti per la casa intercettare i bisogni dei propri consumatori e fornire temi, gamme e colori che valorizzino gli ambienti e che siano fonte di ispirazione, superando il concetto di superficie”, afferma Laurie Pressman, Vice Presidente di Pantone Color Insitute.

“La guida PANTONEVIEW home + interiors 2019 è ispirata al tema dell’attenzione: per via delle infinite possibilità di scelta è necessario concentrarsi su quei colori che hanno la capacità di catturare lo sguardo. La guida Pantone è un viaggio attraverso i colori che aprono la strada ad un futuro differente, che lascia più spazio all’immaginazione”.

Nelle 3 selezioni ad oggi rese note dall’azienda americana c’è una palette dedicata ai colori del cibo, una dedicata agli evergreen del colore e una plasmata attraverso il tema della società multiculturale.

Cravings, la palette Pantone 2019 dedicata al cibo

Il nome di questa Palette è emblematico e lascia intuire che è stata originata basandosi sui sensi stimolati dal cibo. Cravings vuol dire, letteralmente, voglia, desiderio e riprende colori che richiamano alla tentazione che si scatena vedendo un buon piatto, un dolce gustoso: i rossi delle spezie orientali, rosa delicati e viola accesi si alternano a toni più freddi come il verde del prato che arricchisce la palette.

foto palette cravings pantone 2019

Tra i colori inclusi in Cravings – Palette Colori Pantone 2019 troviamo: Butterum, Cappuccino, Chili Pepper, Flamingo, Grass Green, and Cayenne

Classico, la palette Pantone 2019 dai colori senza tempo

Proprio come suggerisce il nome, le tonalità della palette Pantone Classico sono essenziali, sobri e intramontabili e allo stesso tempo, eleganti e da sempre di tendenza.

Si tratta di una palette in cui convivono perfettamente diverse sfumature, dal bianco al caramello, dal grigio al verde fino al nero e al bordeaux e che può essere adatta a diverse ambientazioni e soluzioni di arredo.

Tra i colori inclusi in Classico – Palette Colori Pantone 2019 troviamo: Camel, Deep Teal, Apricot Brandy, Gray Flannel, White Swan, and Caviar.

Meanderings, la palette Pantone 2019 della globalizzazione

Da anni il fenomeno della globalizzazione e lo spostamento continuo di persone e prodotti stanno sensibilmente modificando usi e costumi delle popolazioni di tutto mondo. Pantone celebra questo fenomeno con una palette di colori “globalizzata” e dall’estetica “priva di premeditazione”, una palette istintiva che guarda alle sfaccettature cromatiche del mondo.

foto palette meaderings pantone 2019

Questo mood cromatico nel mondo dell’arredamento e del design di interni è una storia di colori che Pantone ha chiamato Meanderings, che racconta di viaggi, sensazioni, culture ed eterogeneità. Tra i colori inclusi in MeanderingsPalette Colori Pantone 2019 abbiamo: Island Green, Blue Print, Spice Route, Chai Tea, Aurora Red e Wild Orchid.

Continueremo nelle prossime settimane a svelare le altre 5 palette colore Pantone 2019 (Paradoxical, Syncopated, Chairish, Musings e Proximity). C’è ancora tempo per familiarizzare con i colori del 2019 e per capire come applicarli nel mondo del design. Intanto cosa ne pensate di questa prima selezione?

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Tra modernità e storia: lo stile lusitano torna protagonista

 

C’è chi azzarda nel dire che il Portogallo possa diventare la California d’Europa: un luogo che coniuga strutture ultra moderne con storia e cultura, ma anche luoghi turistici, mare, ottima cucina e innumerevoli prospettive per il futuro. In questo articolo parleremo della rinascita del Portogallo che è nel momento più fiorente del proprio percorso di risalita e che abbraccia anche l’architettura e il design.

Un’economia a segno + rinata nell’arco di 5 anni

Sono passati poco più di 5 anni da quando il Portogallo rischiava il collasso economico e si vedeva costretto a chiedere l’aiuto della Troika per evitare un fallimento che avrebbe messo a repentaglio la stabilità non solo del paese ma dell’Europa intera. Oggi l’inversione di marcia della nazione lusitana è più che una realtà e a testimoniarlo sono gli indicatori macroeconomici più significativi: PIL in costante crescita, disoccupazione ai minimi storici rispetto agli ultimi 15 anni, prezzo degli immobili a Lisbona, la capitale, in aumento del 5% negli ultimi 12 mesi e deficit pubblico assestatosi nel punto più basso dagli anni ’70.

foto lisbona

A conferma di questa rinascita del Portogallo è anche il colpo d’occhio che offre Lisbona dall’alto. Decine di cantieri, nuove strutture pronte a nascere, case in ristrutturazione, palazzi e centri commerciali in via ultimazione ci mostrano una città in totale fermento, specchio di una intera nazione che ha la giusta forza e soprattutto tanta voglia di tornare protagonista nel panorama mondiale.
È fisiologico, poi, che la ritrovata salute del tessuto economico lusitano abbia scatenato una serie di situazioni favorevoli. Due su tutte, il boom turistico che sta di recente registrando il Portogallo e il rafforzamento del “Made in Portugal”, con un export di prodotti agricoli portoghesi che sfiora il 20% di crescita.

Le multinazionali parlano portoghese

Negli ultimi tempi anche diverse aziende multinazionali hanno deciso di scommettere sul Portogallo, con investimenti che sono risultati essere determinanti in questo periodo di crescita. La lista di aziende è lunga e molto eterogenea per provenienza e settore: si va dalla tedesca Daimler (di proprietà della Mercedes) che ha aperto una sede con 100 dipendenti per lo sviluppo di prodotti e tecnologie digitali, alle asiatiche Fujitsu e Huawei, fino ai colossi Microsoft e Google, che a Oeiras (città a ovest di Lisbona) inaugurerà un enorme centro tecnologico in cui oltre 500 ingegneri lavoreranno per i mercati Europa, Africa e Medio Oriente.
Meritano di essere citate in questo elenco anche le aziende Uber, Zalando, Renault, Bosch e Siemens che per varie esigenze, sia di mercato che di ricerca e sviluppo, hanno aperto nuove sedi in Portogallo.

Un ultimo esempio eclatante di investimenti provenienti da aziende multinazionali e che conferma il periodo di grazia del Portogallo è il campus universitario che sta sorgendo tra Lisbona e Cascais. Finanziato da colossi multinazionali come Microsoft, Cisco e Nestlè, il nuovo campus ospiterà oltre 600 studenti provenienti da tutto il mondo e che approfondiranno temi attinenti le nuove tecnologie digitali e il ruolo che possono avere nell’economia globale.

Una rinascita anche estetica e Lisbona ne è l’esempio

Lisbona è certamente l’emblema della rinascita Portoghese: nel 2017 premiata come migliore città per un city break con il World Travel Award, eletta Capitale Ibero-Americana della Cultura 2017 e insignita del premio Wallpaper Design Award 2017, la capitale lusitana offre opere architettoniche storiche e moderne, musei di architettura e installazioni di design, tutto curato da vere e proprie archistar internazionali.

.foto portogallo interior design

Il MAAT di Lisbona dell’archistar Amanda Levete

Tra le opere architettoniche spicca il MAAT – Museo di Arte Architettura e Tecnologia – inaugurato nello storico quartiere di Belém. La prorompente struttura è stata progettata dall’archistar Amanda Levete che ha ideato un edificio a forma di onda rivestito con 15 mila piastrelle in calçada – tipico materiale utilizzato per produrre gli azulejos, decori in ceramica caratteristici della penisola iberica – che riflettono le acque del fiume Tago che scorre ai piedi del museo.

foto maat lisbona

L’edificio, che offre la possibilità di una veduta panoramica della città dal tetto percorribile a piedi, si colloca in una zona che ha subito negli ultimi anni un restyling significativo. Ne è un esempio la vicina ex centrale elettrica che ospita il Musee da Electricidade, in mattoni rossi, che ben si sposa con il contesto moderno dell’area.

foto museo da electricidade lisbona - tosilab

Lisbona è anche città del Museo del Design e della Moda, il MUDE, che è temporaneamente in fase di totale riqualificazione ma che offre, nonostante la chiusura, numerose installazioni di design in tutta la città: il 2017 si è chiuso con una interessante mostra sul design brasiliano (leggi l’articolo sul design brasiliano dei Fratelli Campana QUI), mentre è attualmente in corso la mostra “Tanto Mar. Fluxos Transatlânticos do Design” curata da due designer, una portoghese, Bárbara Coutinho, e una brasiliana Adélia Borges.
Restando in tema di grandi opere architettoniche in corso di costruzione, prosegue la riqualificazione del lungomare Baixa, con la realizzazione del nuovo Terminal per le Crociere, ad opera dall’architetto João Luís Carrilho da Graça.

progetto nuovo terminal crociere Baixa João Luís Carrilho da Graça. - tosilab

Un rinnovamento che ingloba anche le aree più storiche della capitale, in modo particolare La Baixa, nel cuore di Lisbona, che vede il nascere di nuovi spazi commerciali e negozi di emergenti designer accanto alle tradizionali botteghe storiche.

Il mondo del design celebra il ritorno del Portogallo

Un vento Lusitano che si respira anche su alcune delle principali riviste di design, a conferma dell’esplosione del Made in Portugal. Si pensi che nel numero di Febbraio 2018, la nota rivista INTERNI – nella quale si parla di interior e contemporary design – ha dedicato ben due spazi al design portoghese: un articolo sulla storica Vista Alegre, azienda produttrice di porcellana, che tramite il designer Sam Baron, ha curato la parte creativa e di arredo di un nuovo hotel di lusso costruito in alle porte di Lisbona; e uno sul celebre designer Emmanuel Babled, di origini francesi, che ha deciso, dopo Amsterdam, Milano e Parigi, di aprire uno studio anche in Portogallo, a Lisbona, città che il designer stesso ha definito “stimolante e che rappresenta il giusto compromesso tra capitale Europea e piccola città, aperta, progressista e non violenta”.

Anche su AD – rivista internazionale di arredamento design e architettura – ci si imbatte in oggetti di design definiti “Fantasie Lusitane” e in “Geni iberici, a conferma che per i prossimi anni il mondo del design sarà “invaso” dall’estro e dalla vitalità di una nazione che, dopo anni bui, sta fortemente risalendo la china e ha voglia di (ri)affermarsi sul panorama europeo e mondiale.

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Intelligenza artificiale e design: l’A.I. Design

Siamo nell’era del 4.0, delle smart cities, dell’automazione dei processi e di tutto ciò che possiamo definire technology-driven, nella quale si delineano nettamente due estremi: da un lato la tendenza che abbiamo definito Humanification in cui tutto si riconduce all’umano e a tutte le sfaccettature che lo riguardano (una su tutti, la natura); dall’altro è la tecnologia che continua ad espandere i propri confini, che crea intelligenze artificiali (A.I.) in grado di apprendere e comprendere il comportamento umano e che fa da supporto (per ora) in maniera trasversale a quasi tutte le attività dell’uomo. Questa tendenza l’abbiamo definita A.I.fication.

Quali gli effetti dell’intelligenza artificiale nella società? Che impatto avrà l’intelligenza artificiale nel design, nella progettazione e nell’architettura? Può nascere un A.I. Design (Artificial Intelligence Design)In questo articolo cercheremo di trovare una risposta a queste domande, partendo col capire cos’è l’intelligenza artificiale e quanto è effettivamente diffusa oggi, per concludere spiegando come potrebbe cambiare il design del futuro, mettendo in evidenza anche quanto emerso dalle maggiori fiere internazionali di design che il trendwatching team di Tosilab ha avuto modo di visitare recentemente..

L’intelligenza artificiale oggi

Partiamo col definire cos’è l’intelligenza artificiale. Secondo l’Osservatorio Artificial Intelligence della School of Management del Politecnico di Milano, con la definizione intelligenza artificiale s’intende quel ramo della computer science che studia lo sviluppo di sistemi hardware e software dotati di capacità tipiche dell’essere umano (interazione con l’ambiente, apprendimento e adattamento, ragionamento e pianificazione), in grado di perseguire autonomamente una finalità definita prendendo delle decisioni che, fino a quel momento, erano solitamente affidate agli esseri umani.

Una scienza in continua evoluzione che, è bene sottolineare, non ha potenzialmente confini di applicazione; ciò significa che qualora in specifici settori si verifichino, nello stesso momento storico, particolari sviluppi tecnologici e miglioramenti nella capacità dell’uomo di gestire agevolmente i nuovi strumenti che la tecnologia fornisce, si potrebbero aprire nuovi scenari nell’applicazione dell’intelligenza artificiale in maniera rapida ed efficace.

foto pepper robot_dutch_design_week tosilab

Stando al panorama economico italiano, è opinione comune di studiosi ed esperti che l’intelligenza artificiale è ancora poco sfruttata da imprese e altri settori, ma ha un potenziale applicativo enorme, con impatti progressivi sul tessuto economico e sociale e sulla quotidianità delle persone.
La crescita nella diffusione dell’intelligenza artificiale dipende da 2 fattori principali, strettamente correlati tra loro: da un lato l’imprescindibile sviluppo di algoritmi, software e hardware utilizzati; dall’altro dalla capacità da parte dell’uomo di organizzazione e potenziamento del proprio patrimonio informativo che possa essere acquisito e trasferito all’intelligenza artificiale.

I principali ambiti di applicazione dell’intelligenza artificiale

Al giorno d’oggi i principali ambiti di applicazione dell’intelligenza artificiale sono abbastanza eterogenei. Si va dalla guida autonoma ad aspetti prettamente più strategici come l’analisi dei dati e i chatbot. Vediamo nel grafico seguente come è distribuito l’uso dell’intelligenza artificiale, prendendo come riferimento uno studio effettuato dal magazine Tendenze Online pubblicato nel febbraio 2018.

grafico uso dell'intelligenza artificiale 2018

Intelligent data processing (35%), soluzioni che prevedono l’uso di algoritmi di AI per estrapolare informazioni ed utilizzarle autonomamente per compiere azioni strategiche;
virtual assistant o chatbot (25%), software capaci di interagire con un interlocutore umano per guidarlo nella navigazione di un sito, effettuare acquisti o offrire un servizio;
recommendation (10%), un’interazione – di iniziativa dell’A.I. – con l’utente che si adatta in base alle necessità e indirizza le decisioni del cliente nel processo di acquisto;
image processing (8%), che consiste nell’analisi di immagini per il riconoscimento biometrico e l’estrazione di informazioni;
autonomous vehicle (7%) – su cui oggi l’A.I. si sta concentrando in maniera particolare – mezzi a guida autonoma che possono percepire l’ambiente esterno e adattare le manovre di conseguenza (ad esempio la frenata automatica in seguito al riconoscimento dei pedoni);
intelligent object (7%), oggetti che interagiscono con l’ambiente grazie all’uso di sensori e capaci di apprendere azioni degli utenti che li utilizzano quotidianamente;
language processing (4%), comprendono i testi, li traducono e li producono in totale autonomia;
autonomous robot (4%), si muovono in autonomia, interagiscono con gli spazi e le persone, spostano oggetti in funzione di determinate indicazioni.

Un uso ampio, anche se in molti casi si tratta di progetti pilota o prototipi, che apre però la discussione sull’effettiva accuratezza delle azioni che l’intelligenza artificiale può svolgere in autonomia. A tal proposito, Donald A. Norman – prof. emerito MIT ed esperto di ergonomia e interazione uomo-macchina – scrive nel suo libro “Il design del futuro”:

“Gli esseri umani hanno molte capacità uniche che le macchine non sono, o almeno non sono ancora, in grado di replicare. Via via che rendiamo le macchine sempre più autonome e intelligenti, dobbiamo mantenere l’umiltà di riconoscere i molti problemi e possibilità di errore che si trovano lungo questa strada (…), riconoscere l’enorme differenza fra il modo in cui funzioniamo noi persone e quello in cui funzionano le macchine”.

Intelligenza artificiale nel design

È chiaro che in ambiti come design e architettura, nei quali il fattore umano è fondamentale, il ruolo dell’intelligenza artificiale può essere determinante solo se funge da supporto. Designer, progettisti e architetti hanno dalla loro parte la possibilità di incrociare più discipline per dar vita alle loro creazioni, dalla sociologia alla fisica, dall’elettronica all’ingegneria meccanica, cosa che una macchina non potrebbe mai riuscire a riprodurre (almeno per ora).
L’A.I. Design sarà, quindi, una disciplina innovativa di progettazione che proseguirà il proprio percorso di supporto ai professionisti nel miglioramento e nella creazione di prodotti al passo con i tempi.

Due esempi chiave ci possono aiutare a capire meglio il ruolo dell’intelligenza artificiale nel design: il Fashion Designer AI sviluppato da Amazon e il Generative Design.
Nel primo caso, la notizia è di fine 2017, il noto colosso dell’E-commerce mondiale, Amazon, ha sviluppato un designer di moda AI che impara da una raccolta di immagini opportunamente catalogate ed è in grado di elaborare capi di abbigliamento in stile. Un insieme di algoritmi e software che, grazie al cosiddetto Machine Learning sono capaci di apprendere e replicare mode, stili, abbigliamento e tutto ciò che concerne il mondo del fashion.
Nata nei laboratori di San Francisco, questo fashion designer artificiale ricrea da zero nuovi oggetti con stili e caratteristiche simili alle immagini che ha attentamente “osservato”. Un progetto ancora in fase di implementazione ma certamente di grande interesse per i professionisti del settore.

Come per il fashion designer di Amazon, una nuova frontiera per l’intelligenza artificiale nel design è rappresentata dal concetto di Generative Design definito come il futuro del disegno e della progettazione, che ruota attorno all’Intelligenza Artificiale. Come nel caso descritto pocanzi, il Generative design si propone come supporto alla creatività di designer e progettisti; i software di generative design, attraverso dei sistemi di machine learning, generano proposte, suggerimenti ma anche veri e propri componenti e parti di un progetto, mettendoli a disposizione dei curatori del progetto. Nella foto di seguito la Elbo Chair, una sedia realizzata con l’uso di software di generative design.

Foto elbo chair sedia realizzata con generative design

Il Generative Design utilizza algoritmi che riconoscono testo e immagini, formula proposte, idee, suggerimenti a chi progetta o modella soluzioni, ma soprattutto è in grado di contestualizzare la propria proposta per meglio indirizzare il progettista nel proseguire il progetto.
Per giungere ad un’intelligenza artificiale in grado di sviluppare un progetto di design in totale autonomia ci vorrà certamente del tempo. Ma gli esperti sono fiduciosi sul fatto che, un giorno, un design ancora più evoluto e guidato dai Big Data possa produrre autonomamente un prodotto o stilare un progetto che abbia tutte le caratteristiche di un oggetto reale generato dalla mente umana.

Insomma, l’intelligenza artificiale nel design ha ragione di esistere, ma non è certamente il design la disciplina nel quale deve trovare i più importanti canali di evoluzione. Il ruolo che oggi ricopre il design nel complicato mondo dell’intelligenza artificiale è puramente estetico e volto ad instaurare un dialogo tra il prodotto super tecnologico e l’uomo che ne fa uso.

Non è un caso se, all’inizio del 2018 le principali fiere internazionali di design che il team Tosilab ha visitato abbiano dedicato numerosi spazi espositivi il cui tema era proprio quello delle nuove tecnologie.

Ecco, di seguito, una gallery esclusiva con ambientazioni in cui emerge fortemente il tema del digitale e delle innovazioni tecnologiche.

Gli effetti dell’AI Design: gli aspetti estetici che verranno

Nuove estetiche, nuove forme e nuovi colori. È così che si presenta il design plasmato da processi come la tecnologia e l’intelligenza artificiale. La composizione di elementi con programmi digitali e strumenti per la stampa tridimensionale è ormai consuetudine e fa parte di un gusto del tutto inedito, non riconducibile a nessuna cultura del globo terrestre. Si tratta di un’estetica che non ha matrice etnografica, né proprie coordinate geografiche, né un personaggio icona di riferimento. Essa nasce in un “non-luogo” che di fatto non ha appigli con la realtà fisica, nasce in un “pianeta virtuale”, in un immaginario per noi comprensibile perché lo abbiamo già assimilato grazie alla cultura visiva contemporanea.

La ragione è una: il linguaggio dei software è portatore di estetiche capaci di restituire geometrie realizzabili solo con sistemi di calcolo automatizzato. Questo metodo digitale è manipolativo, poiché decostruisce e corregge con disinvoltura le forme semplici. L’assunto di base è che le possibilità aperte dalla convergenza del reale con il digitale ci consentono di sviluppare nuovi codici grazie ai quali si stanno creando cifre stilistiche inedite, ridefinendo le estetiche di prodotto e gettando le basi per un “esotismo virtuale” (da “Esotismo Virtuale”, Tosilab – CWW, Marzo 2017).

Che futuro ci aspetta quindi? Diteci la vostra e seguiteci per non perdere news, curiosità e tendenze del design.

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Perchè l’Africa influenzerà i trend del futuro?

 


La società contemporanea è caratterizzata da continui e significativi cambiamenti nel corso degli anni che determinano nuovi usi e costumi , di riflesso, influenzano l’andamento delle tendenze, in ogni campo di applicazione.

In questo articolo parleremo di come la cultura Africana influenzerà i trend del futuro, tenendo presente la forza con la quale questo continente stia emergendo e continuerà a farlo durante i prossimi anni. In questo primo periodo dell’anno, infatti, durante le attività di trendwatching del nostro team, è risultata molto interessante la massiccia presenza di elementi estetici legata alla cultura africana (nella Gallery in copertina alcuni scatti dal Maison&Objet 2018) che ci ha portati ad approfondire e cercare di capire le ragioni per le quali questi trend africani saranno protagonisti nel futuro. 

The future is urban

Il fenomeno dell’urbanizzazione è certamente il più significativo degli ultimi 10 anni e, probabilmente, continuerà ancora ad esserlo nel prossimo futuro. Ad oggi, oltre metà della popolazione mondiale vive in grandi città e metropoli e, qualora questo trend continuerà il proprio percorso, si giungerà al punto in cui entro la fine del XXI secolo circa l’85% del genere umano vivrà in centri urbani.

Perché questa tendenza all’urbanizzazione sta influenzando ogni aspetto della società contemporanea?

Per avere un quadro completo, facciamo un passo indietro, agli anni ’50, periodo storico in cui meno del 30% della popolazione viveva in grandi città. Di fatto le metropoli non esistevano (nessuna città ospitava 10 milioni di abitanti – solo Londra e New York raggiungevano gli 8 milioni circa) e la maggior parte della popolazione si concentrava in centri rurali e agricoli. Con l’avvio dell’industrializzazione, lo spostamento di persone verso i centri urbani è stato sempre più rapido e intenso tant’è che oggi contiamo ben 37 metropoli con milioni di abitanti (si pensi che l’area di Tokyo ne conta ben 38 milioni) e solo in Cina ben 100 città hanno superato il milione.

Cosa succede nel continente Africano?

Questo fenomeno non dà segni di rallentamento e in ogni continente provoca effetti differenti portando a mutare, a volte anche profondamente, alcuni aspetti della società. Ad oggi, il continente Africano è certamente quello nel quale, per una serie di avvenimenti, si sta registrando un forte progresso. C’è aria di nuove sfide, di novità nel campo dell’economia, della cultura e della politica che si riflettono inevitabilmente nella società attraverso cambiamenti che riguardano anche l’estetica – moda e design in primis.

Vi è, infatti, un’attenzione sempre maggiore da parte dei grandi brand nei confronti del continente africano, tanto attraverso iniziative in loco quanto nei confronti della cultura africana rappresentata nel resto del mondo (vedremo più avanti alcuni interessanti esempi di come questa tendenza si stia sviluppando in maniera esponenziale).

Cerchiamo, quindi in questo articolo, di delineare le principali ragioni per le quali pensiamo che l’Africa possa, nei prossimi anni, dettare diversi trend che sicuramente andranno ad influenzare anche ambiti come l’estetica – dal design al mondo fashion

Abbiamo individuato 4 “forze propulsive” che fanno dell’Africa il continente emergente per eccellenza:

1. Africa rising. Il risveglio della società africana
2. Proud. L’orgoglio di rappresentare l’Africa nel mondo
3. The green challenge. La voglia da parte dell’Africa di vincere la sfida dell’ecosostenibile e rinnovabile.
4. Technology. Lo sviluppo tecnologico è in fortissima ascesa.

Si tratta di una serie di indicazioni che, grazie ad alcuni esempi pratici, ci possono aiutare a capire alcune delle numerose ragioni che fanno pensare al continente africano come trend-setter del futuro.

1. Africa rising

L’aspetto economico è sicuramente uno dei fattori principali che sta spingendo l’Africa verso una netta risalita. Dati alla mano, l’Africa ha registrato una crescita economica dell’1,3% nel 2016 e del 2,3% nel 2017 (World Bank data). Un trend di crescita chiaramente positivo che, sebbene vada ancora a scontrarsi con alcuni ostacoli dovuti a idee politiche tradizionaliste, sta tracciando un solco divisorio importante con il passato, volto ad inaugurare una nuova era per l’intero popolo africano.

Anche sul fronte politico ci sono stati avvenimenti molto significativi, grazie ai quali nuove sfide di rinnovamento sono state intraprese. Ciò che sta emergendo da questa prima tendenza è, quindi, una continua ricerca del “nuovo”, che si stacchi dagli standard del passato e che si basi su ciò che potremmo definire “The New African Way”, come in una sorta di re-branding del continente africano ad impatto, però, mondiale.

foto Trend Africa 2018 - Tosilab (5)

Scatto dal Maison&Objet 2018 – Tosilab

2. Proud

Il 2017 è stato caratterizzato da una forte discussione sul tema dell’immigrazione il quale, vista la delicatezza, ha sensibilizzato l’opinione pubblica, ma nel contempo ha anche polarizzato. È per questo che, in maniera sempre crescente, personaggi pubblici, politici e persino celebrità – africani e non – si sono cimentati nel trattare l’argomento, schierandosi in maniera netta contro la discriminazione di razza e di cultura. 

Possiamo parlare, quindi, di una “hyper-awareness” nei confronti delle proprie origini da parte del popolo africano. Si tratta di una sorta di orgoglio etnico crescente, che sta portando i grandi brand ad adattare e in molti casi rimodellare le proprie attività, soprattutto comunicative, per andare incontro a questa tendenza, coltivata e diffusa dal popolo africano stesso tanto all’interno dei propri confini quanto all’estero.

Non è un caso se un top brand come Nivea, nel luglio del 2017, abbia collaborato con Luduma Ngxokolo, celebre fashion designer africano, per la campagna promozionale di un deodorante. Di non meno importanza la nuova piattaforma digitale della BBC, lanciata ad ottobre 2017, in lingua anglo-africana, per la diffusione di notizie e intrattenimento tv per l’est e il centro Africa.
Altro esempio interessante dal celebre marchio di trasposto internazionale, la DHL, che ha instaurato una partnership con alcuni dealer per la creazione di drop-off points negli Stati Uniti per il commercio e trasporto di prodotti provenienti dall’Africa.

Sempre più attenzione verso l’Africa, quindi, non solo nel continente stesso ma anche nel resto del mondo, laddove nei secoli la popolazione africana si è sempre più spostata.

foto di Luduma - African fashion designer

Luduma Ngxokolo – African Fashion Designer testimonial per Nivea – 2017

3. The green challenge

Una delle grandi opportunità che l’Africa ha in questo avviato percorso di forte sviluppo è certamente rappresentata dalla sfida al mondo occidentale sulla sostenibilità ambientale. Imparare dagli errori delle nazioni più sviluppate in tema di danni all’ambiente e inquinamento per tentare di rendere l’Africa un continente green e poter diventare in futuro un continente modello sul tema ambiente, molto attuale visti gli sviluppi allarmanti dell’ultimo ventennio. Una sfida, di fatto, già cominciata per diverse nazioni africane.

Un esempio su tutti, l’isola di Capo Verde che si è impegnata ad ottenere il 100% del fabbisogno energetico da fonti completamente eco-sostenibili e rinnovabili entro il 2025 (Obiettivo finanziato dal programma SDG – Sustainable Development Goals dell’ONU). 

Il futuro, in Africa, si prospetta essere sicuramente green.

4. Technology

Altro grande trend legato al continente africano, riguarda il mondo della tecnologia. Si prevede che nel 2018 le cosiddette “smart technologies” raggiungeranno il loro apice di diffusione in Africa; ragion per cui oggi il continente risulta essere il luogo ideale per start-up e aziende che stanno sperimentando prodotti e servizi ultra tecnologici.
Tanti gli esempi a conferma di questa tendenza: 
nell’Ottobre 2017 in Somalia è stato aperto iRise Hub, il primo Innovation Hub, interamente dedicato alle startup africaneFacebook ha fatto ingente investimento nella formazione digitale di 50 mila studenti nigeriani e ha fondato il TechCrunch Startup Battlefield in Kenya, un luogo di incontro e ispirazione per startup, sviluppatori, influencers e giovani imprenditori in procinto di investire nel campo della tecnologia; per concludere, un altro colosso del web come Google, ha annunciato di voler costruire il primo Launchpad Space – un luogo di incontro tra sviluppatori e imprenditori con i vari team di Google –  fuori dagli Stati Uniti, in Africa.

foto Trend africa tecnology TechCrunch Startup Battlefield by facebook

Non è affatto casuale, quindi, che in più contesti il continente africano stia fortemente emergendo. Tra ripresa economica e cultura, sostenibilità e tecnologia, l’Africa avrà tanto da offrire nel prossimo futuro. Ecco perchè molte tendenze avranno certamente una forte influenza di matrice africana.

Nei prossimi articoli entreremo più nel dettaglio delle tendenze in campo estetico, parlando nello specifico della presenza dell’Africa nel mondo del design. Cercheremo di capire come l’estetica cambierà nei prossimi anni a seguito di tutte queste novità trainate dallo sviluppo considerevole che il continente africano sta attraversando.

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Il colore dell’anno 2018 Pantone è Ultra Violet!

Il colore dell’anno 2018 scelto da Pantone è Ultra Violet, un colore che rappresenta sicuramente una novità affascinante e soprattutto inaspettata.

L’azienda americana ha infatti descritto la scelta come “fortemente provocativa, originale, ingenua e visionaria, che ci saprà indicare il futuro”.

Leatrice Eieseman, direttore esecutivo del Pantone Color Institute, ha dichiarato in merito alla scelta di Ultra Violet come colore dell’anno 2018, che il mondo in cui viviamo oggi necessita di inventiva e immaginazione, caratteristiche tutte contenute nell’Ultra Violet di Pantone, che abbraccia da un lato i colori delle nuove tecnologie e dall’altro l’arte espressiva e spirituale della riflessione.

foto di Ultra Violet Pantone 18-3838 tcx

Pantone Ultra Violet 18-3838

Ultra Violet Pantone nel Fashion Color Trend 2018

L’Ultra Violet era stato inserito nella palette di colori di tendenza della primavera 2018 (Fashion Color Trend Report Spring 2018) che puoi trovare nel nostro articolo I colori di tendenza 2018: le proposte inverno e primavera di Pantone.  

Il Fashion Color Trend Report Spring 2018 di Pantone è stato presentato in occasione della New York Fashion Week. È lo studio che l’azienda americana compie ogni 6 mesi e si basa sui trend relativi ai colori che saranno più utilizzati nei settori di interior designprogettazionemoda e tessile. Attraverso il proprio direttore esecutivo, Pantone ha evidenziato come i designer, al giorno d’oggi, si stiano concentrando molto sulla necessità di mostrare il colore nelle loro collezioni, in linea con le richieste provenienti dai consumatori sempre più attirati da oggetti moderni e caratterizzati da colori vivaci.

Cosa ne pensate dell’Ultra Violet Pantone? E’ il colore dell’anno che vi aspettavate?

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I colori di tendenza 2018: le proposte inverno e primavera di Pantone

Il 2017 è stato un anno ricco di novità nel mondo del design e della moda che ha regalato numerosi spunti durante le nostre attività di trendwatching. Per quanto riguarda l’universo colori, di cui parleremo in questo articolo, il 2017 è stato l’anno del Greenery, eletto colore dell’anno da Pantone, un colore frizzante e vivace che ha anche abbracciato la tematica della natura e della voglia di sentirsi rivitalizzati ed energici.

Quali saranno i colori del 2018?

Pantone ha già dato le prime indicazioni su quelli che saranno i colori dell’inverno 2018 e non solo. L’azienda statunitense, che come noto si occupa di tecnologie per la grafica con una particolare attenzione verso la catalogazione dei colori, ha infatti recentemente diffuso la lista dei colori che detteranno il trend nel design e nella moda nella prossima primavera 2018. In questo articolo scopriamo, quindi, i colori di tendenza 2018 scelti da Pantone attraverso 2 focus principali: il primo sull’imminente stagione invernale, ed il secondo sulla stagione primaverile.

Il 7 Dicembre Pantone ha comunicato che il colore dell'anno 2018 è Ultra Violet! Scopri il nostro articolo! CLICCA QUI

foto ultra violet pantone colore dell'anno 2018

I colori di tendenza inverno 2018: le scelte di Pantone

Sarà un inverno 2018 a colori! È così che possiamo definire la stagione in arrivo, che sarà caratterizzata da un mood in cui colori vivaci e sfumature accese saranno i veri protagonisti. La tendenza infatti, è quella di discostarsi dai classici colori invernali (come il nero e il bianco), a favore di tonalità di altri spettri cromatici, pronte a rendere piacevole, attraverso il colore, l’aspetto degli ambienti e i trend nel campo della moda, come visto nelle sfilate autunno-inverno dei top-brand del fashion.

Puntualmente, come per ogni stagione, Pantone ha lanciato la sua selezione di colori che abbracciano il trend del momento nell'interior design e nell’abbigliamento, fino agli accessori, al make up e all’arredamento.

Si tratta di una selezione composta da 20 colori, divisi su due palette (una ispirata alla New York Fashion Week e una alla London Fashion Week), nella quale si alternano colori più caldi a colori prettamente freddi. Le due selezioni sono molto simili tra di loro, infatti, come vedremo, molti colori si sviluppano attorno alla stessa tonalità cromatica.

La palette di colori scelti da Pantone per l’inverno 2018 ispirata alla New York Fashion Week

La prima palette “invernale” di colori scelti da Pantone per il 2018 è ispirata alla New York Fashion Week, uno degli eventi dedicati alla moda, più rilevante nel panorama internazionale. Le sfumature cromatiche sono varie e comprendono sia colori che riprendono il trend dello scorso anno che novità assolute. Ecco l’elenco dei colori:

  • Golden Lime Pantone, è un colore che richiama al Greenery, ma caratterizzato da sfumature più aride e acide.
  • Shaded Spruce Pantone, che riprende la tonalità ottanio.
  • Marina Pantone, un celeste caratterizzato da una accentuata delicatezza e da un gusto decisamente raffinato.

 

 

  • Navy Peony Pantone, un blu profondo, molto formale e ideale su tessuti cangianti e sul velluto
  • Neutral Grey Pantone, un grigio neutro quasi vicino al ghiaccio.
  • Butterum Pantone, colore molto utilizzato nelle passerelle, con netti richiami alla natura.

 

 

  • Autumn Maple Pantone, caratterizzato da una tonalità cromatica che ricorda i tappeti di foglie durante la stagione autunnale.
  • Tawny Port Pantone, un bordeaux molto intenso e caldo.
  • Grenadine Pantone, colore rosso passione.
  • Ballet Slipper Pantone, un rosa molto delicato che ricorda tonalità vintage.

 

 

Una palette ricca di spunti, che da un lato traccia un fil rouge con la tendenza 2017, mentre dall’altro propone diverse novità.

La palette di colori scelti da Pantone per l’inverno 2018 ispirata alla London Fashion Week

Assoluta novità di quest’anno, come detto, una palette interamente dedicata alla settimana della moda londinese che, sulla falsa riga delle proposte ispirate alla New York Fashion Week, aggiunge altre sfumature cromatiche alla selezione di colori 2018 di Pantone.

  • Navy Peony Pantone, una tonalità di blu, è l’unico colore a ripetersi in entrambe le proposte.
  • Blue Bell Pantone, una variante di azzurro che si avvicina molto al Marina.
  • Royal Lilac Pantone, tonalità di viola, proposta che rappresenta una novità assoluta, visto che il viola negli ultimi anni era stato messo da parte.

 

 

  • Primorose Pink Pantone, colore rosa cipria dall’aspetto decisamente vintage.
  • Toast Pantone, riprende il color caramello.
  • Copper Tan Pantone, un tipo di arancione molto vicino all’albicocca.

 

 

  • Otter Pantone, un color fango caldo e molto invernale.
  • Flame Scarlet Pantone,rosso corposo, forte e intenso.
  • Lemon Curry Pantone, un verde delicato e rilassante.
  • Golden Olive Pantone, molto simile al precedente, è un verde affascinante e d’impatto.

 

 

Non c’è dubbio, quindi, sul fatto che il prossimo inverno sarà caratterizzato da un tripudio di colori e sfumature accese che renderanno ricco qualsiasi ambiente.

I colori di tendenza primavera 2018: le scelte di Pantone

Il Fashion Color Trend Report Spring 2018 di Pantone è stato presentato in occasione della New York Fashion Week. È lo studio che l’azienda americana compie ogni 6 mesi e si basa sui trend relativi ai colori che saranno più utilizzati nei settori di interior design, progettazione, moda e tessile. Attraverso il proprio direttore esecutivo, Pantone ha evidenziato come i designer, al giorno d’oggi, si stiano concentrando molto sulla necessità di mostrare il colore nelle loro collezioni, in linea con le richieste provenienti dai consumatori sempre più attirati da oggetti moderni e caratterizzati da colori vivaci. I colori scelti da Pantone per la primavera 2018 sono 12, ai quali si aggiungono altri 4 colori “classici” tipici della stagione. Vi proponiamo di seguito l’elenco completo:

  • Meadowlark Pantone, un giallo molto luminoso.
  • Lime Punch Pantone, colore giallo dal carattere molto forte, pungente e abbagliante.
  • Pink Lavander Pantone, un rosa vintage molto pacato.

 

 

  • Blooming Dahilia Pantone,rosa che richiama alla serenità.
  • Cherry Tomato Pantone, un tipo di rosso molto caldo
  • Chill Oil Pantone,rosso bruno.

 

 

  • Little Boy Blue Pantone, un azzurro molto moderno e di tendenza.
  • Arcadia Pantone, blu retrò ma in forte ascesa.
  • Ultra Violet Pantone, novità molto intrigante a affascinante in tonalità viola, eletto colore dell'anno 2018.

 

 

  • Spring Crocus Pantone, vicina alla tonalità viola ciclamino.
  • Emperador Pantone, color marrone simile al cacao.
  • Almost Mauve Pantone, colore neutro, unico della palette.

 

 

Si aggiunge a questo elenco, una selezione di quattro colori primaverili, tipici della stagione: sono il Sailor Blue, Harbor Mist, Warm Sand e il Coconut Milk.

 

 

Svelato, quindi, anche il colore dell’anno 2018 di Pantone, ossia l'Ultra Violet iniziamo a familiarizzare con queste tonalità proposte, che coloreranno i prossimi mesi dell'anno. Tra nuance delicate, colori caldi e tonalità avvolgenti, il 2018 si profila come un anno dedicato al buon umore, al trionfo dei colori e alla positività.

Scopri l'articolo sull'Ultra Violet! Clicca sull'immagine

foto ultra violet pantone colore dell'anno 2018

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Il design brasiliano: tra rispetto per l’ambiente e creatività

In attesa dell’evento internazionale organizzato da Aspacer sul trendwatching e sui trend nell’ambito del rivestimento ceramico (7-8 Agosto 2017 – San Paolo, Brasile), vi parliamo di design brasiliano, attraverso un focus su due designer dallo stile molto particolare.

Il design in Brasile oggi

Se si dovesse descrivere il design brasiliano moderno, lo si potrebbe fare con 4 parole chiave: rispetto, ricerca, creatività, innovazione. Un ruolo fondamentale è ricoperto da tecnologia ed ecosostenibilità, fattori grazie ai quali la lavorazione dei materiali tipici del Paese, avviene nel pieno rispetto dell’ambiente; la reinterpretazione della ricerca attraverso creatività e innovazione traccia l’identità brasiliana, dinamica e solare.

Il Brasile è un paese in forte crescita ormai da tempo che, nonostante alcune situazioni sociali particolari nel proprio territorio, è voglioso di entrare a far parte da protagonista dello scenario internazionale senza però allontanarsi dalle tradizioni locali e dal mondo indigeno che da sempre lo caratterizzano. Sicuramente le Olimpiadi del 2016 sono state un’ottima occasione per il Paese, un buon motivo per “rifarsi il look”, grazie al potenziamento di infrastrutture e alla ristrutturazione di molti edifici. Inoltre, il clamore mediatico scatenato da questo evento è stato fondamentale nel far conoscere ancora di più il Paese attraverso la creatività del design, dell’arte e l’anima colorata e originale tipica del Brasile.

Tra i tantissimi artisti emergenti nel panorama del design brasiliano, anche l’artigianato locale si sta affermando oltreoceano, con la proposta di opere che hanno un forte legame con il territorio e con lo spirito brasiliano. In questo scenario collochiamo i fratelli Campana, ormai star internazionali, che portano alta la bandiera del design Brasiliano collaborando con alcuni dei più famosi brand internazionali

Chi sono i Fratelli Campana?

Si chiamano Humberto e Fernando Campana, sono nati e cresciuti in una regione molto ricca di risorse naturali, nella città di Brotas, a 250 chilometri da São Paulo. Humberto è laureato in giurisprudenza, ma dopo gli studi si dedica esclusivamente al mondo dell’artigianato, aprendo una piccola bottega di prodotti artigianali. Fernando, invece, è laureato in architettura e si occupa da sempre di design “alternativi”.

È il 1983 l’anno chiave della loro carriera. I due, infatti, in quell’anno lavorano insieme ad un grande progetto internazionale, che li rende celebri e li consacra come designer contemporanei.

Il Brasile come “fontana d’ispirazione”: lo stile dei fratelli Campana

La vita quotidiana e la reinterpretazione non convenzionale di nuovi oggetti caratterizzano il design brasiliano dei fratelli Campana, che descrivono, attraverso le loro opere, la semplicità degli oggetti comuni. E così la loro prima collezione di sedie in ferro, chiamata ‘Desconfortáveis‘ racconta, con un linguaggio artistico, una storia poetica del disagio, delle difficoltà e dell’errore.

Alcune delle più famose opere dei fratelli Campana

Utilizzando peluche di animali la serie BanqueteMultidao hanno origine da un impulso di creare una nuova forma di tappezzeria usando metodi non convenzionali. I fratelli Campana provengono da una realtà molto tradizionale, nella quale la lavorazione dei tessuti era molto diffusa. “Quello che distingue il nostro lavoro – spiegano i designer – è la scarsità di risorse, che è anche il nostro tesoro: il Brasile è la nostra grande fontana d’ispirazione, tutto ci ispira, dai popoli e da come organizzano le loro vite, alla varietà geografica ed etnica. Ciò che noi consideriamo veramente la modernità”. In questa serie anche la “Armchair of thousand eyes“, che i fratelli Campana hanno progettato per il brand FENDI, ispirata alle famose Bag Bugs della casa di moda italiana.

 

foto di banquete e multidao fratelli campana opere

 

La sedia di Celia e la sedia Favela

Realizzata in pannelli di legno compresso e carta colorata, la sedia Celia prende il nome dalla madre di Humberto e Fernando, che spesso si lamentava che i suoi figli non avessero mai nominato nessuno dei loro lavori con il suo nome. È una delle prime sedie che i fratelli hanno progettato per il mercato brasiliano di massa. La sedia Favela, invece, ispirandosi alle casuali e caotiche cittadine di San Paolo, fu progettata dai Campana usando pezzi di legno trovati per le strade. Il risultato è una sedia intricata, assemblata con cura con centinaia di componenti.

 

foto di Favela chair and Celia chair by Campana Brothers

 

Il divano Boa

Si tratta di un divano molto particolare, ispirato al boa constrictor, fatto da un groviglio di oltre 90 metri di tubo di velluto imbottito. Viste le dimensioni di questo elemento d’arredo, è stato sicuramente pensato per grandi spazi, che possano accogliere numerose persone contemporaneamente.

 

foto di opere fratelli campana boa

 

La serie Sushi

Tra gli esempi più versatili di esperimenti con materiali di scarto dei fratelli Campana , vi è la serie Sushi. È composta da sedie, divani, sgabelli e tavoli realizzati con materiale da scarto, come tessuto tagliato, residui di tappeti e scarti di gomma. L’ispirazione proviene dalle favelas brasiliane, dove si fanno tappeti e coperte semplicemente sovrapponendo i resti di tessuto. “Abbiamo cominciato con questa tradizione “povera” e abbiamo pensato alla serie Sushi. Tessuti di diversi tipi, naturali e artificiali, feltri, lana, tappeti, gomma, tutti avvolti e spinti in un tubo di panno elasticizzato”.

 

foto di sushi sofa fratelli campana

 

Il Corallo

I campana descrivono il Corallo come un oggetto tridimensionale, fatto da un filo di acciaio verniciato. La forma intrecciata irregolare è a forma di mano e ricorda le barriere coralline scavate sulla costa del Brasile.

 

corallo opere fratelli campana

 

Sedia Vermelha

Ispirata a un grosso groviglio di corde che i fratelli hanno acquistato in un mercato di Sao Paulo, la sedia Vermelha è costituita da un telaio in acciaio ricoperto da più di 450 metri di corda scarlatta intrecciata e tessuta in un complesso sistema di legami e nodi. La prima versione è stata fatta a mano in Brasile.

 

foto di vermelha chair by campana brothers

 

Il design brasiliano è un mondo tutto nuovo, da scoprire. Il trend analysis di Tosilab avviene in tutti quei luoghi dove i trend nascono e si sviluppano e il Brasile è uno di questi.

In occasione del sesto “Forum Nacional de Design para Revestimentos Ceramicos” organizzato da Aspacer, i nostri trendwatcher saranno a San Paolo per scoprire e analizzare le nuove tendenze del design brasiliano.

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Design Trends: un anno stellare

Difficile fare previsioni quanto si parla di trend, specialmente quando essi si trovano in una fase pre-emergente che non lascia intravedere molti dettagli sulla propria evoluzione. Questo è il caso del trend che prende come riferimento l’intergalattico, un trend che campeggia sia nel design che in altri ambiti e che non è nuovo agli esperti di trendwatching.

Le costellazioni, l’intergalattico, il moon style: nel panorama del design lo sguardo è sempre più rivolto al mondo extraterrestre.

Un esempio lampante sono le superfici sugli oggetti che evocano la crosta lunare, resi in scala di grigio anche con materiali naturali come travertini e ceppi che, già per natura, presentano buchi in superficie.

Altro soggetto chiave di questo trend “stellare” è l’astronauta, con tutti i suoi equipaggiamenti rivisitati in chiave moderna. Tute spaziali, stazioni aeree, caschi, tubolari di metallo e navicelle, tutto viene ripreso tanto dal design come dalla moda. Allineato al trend anche il cinema, con le uscite di diversi film a tema “galattico” (The Arrival, Passengers, I guardiani della galassia II, Rogue One: A Star Wars Story).

Anche nella moda, come abbiamo detto, il trend intergalattico compare in diverse occasioni: anche sulle passerelle di quest’anno atterrano capi stellari, tra fogge siderali e abiti galattici, si gioca molto sull’accostamento fra cosmico e ironico. Stelle cadenti precipitano su abiti couture, scarpe e borse, come le sneakers Super Star di Yves Saint Laurent, le magliette L’Etoile di Christian Dior e la Zodiac jacket con ricami di Lesage di Schiaparelli. Se non riconosciamo sui vestiti la forma della stella, è il suo bagliore, dato da polveri o da inserti in metallo, che ci travolge (…)

(…) Leggi l’articolo completo su Ceramic World Web dove troverai una gallery tutta dedicata a questo trend.

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Tendenze design: Natural Appeal

Le conseguenze sull’ecosistema dovute ai cambiamenti climatici hanno fortemente influenzato il nostro approccio alla quotidianità, al punto che oggi, qualunque cosa facciamo, non possiamo più prescindere dall’assumere un atteggiamento virtuoso verso l’ambiente che ci circonda. Questo comportamento è sempre più tangibile nei processi industriali atti alla creazione di oggetti o nel campo della produzione di servizi, dove l’impiego di materiali naturali interpreta il nuovo pensiero: consumare meno e conservare di più. Secondo gli studiosi di tendenze questo fenomeno si potenzierà ulteriormente in futuro. Ogni bene fabbricato punterà a raggiungere l’armonia con la natura e il rispetto del ciclo della vita.
Nel design, la tematica green sta prendendo infinite sfaccettature interessanti, tutte da esplorare. L’idea di individuare risorse alternative che non sviliscano la Terra più di quanto già abbiamo fatto conduce alla sperimentazione di materiali inediti che possano sostituire legno, cortecce e fibre tessili almeno in parte. Oltre all’uso sempre più oculato di tali materiali naturali, nascono quindi oggetti realizzati con fibre diverse e nuove forme di aggregati organici, purché abbiano un aspetto esteticamente intrigante. La designer Tamara Orjola si è interrogata sul perché, degli alberi di pino abbondanti in Europa, venga usato prevalentemente il massello, mentre si scartino del tutto gli aghi, ossia ben il 25% della loro massa. Ha quindi studiato un processo che, grazie a tecniche di sbriciolamento, imbevimento, cardatura, piegatura e pressatura, le consentisse di trasformare gli aghi in una fibra con cui oggi realizza i tessili d’arredo della collezione Forest Wool.
Un concept molto simile caratterizza una serie di arredi presentati a Maison & Objet di Parigi lo scorso gennaio. Si tratta di cuscini, pouf e sedie la cui imbottitura è realizzata con fieno compatto e racchiuso all’interno di plastica trasparente, che consente di lasciare a vista l’aggregato organico e le naturali sfumature date dall’essiccazione della pianta al sole.

 

Tali oggetti hanno una durata di circa dieci anni, il che integra la decomposizione successiva nell’intera storia del progetto stesso: non ci si limita quindi solo all’estetica, ma si considera l’intero ciclo di vita del prodotto fino al suo smaltimento e al ritorno alla terra.
La School of Design dell’Università di Lund propone invece dei pennelli da barba il cui manico viene intagliato nel guscio delle noci, un ottimo modo per trasformare un involucro di scarto in un oggetto di consumo dall’appeal indiscutibile.
Nel paesaggio domestico gli spazi atti ad ospitare fiori e vegetazione non sono più solo i vasi o le aiuole sul terrazzo, bensì configurazioni complesse di contenitori a muro che fanno proliferare pareti di muschi semplici o arborescenze più importanti nelle residenze private, negli hotel, nei ristoranti, nei negozi e negli aeroporti. L’idea di base è trovare nuove modalità di integrare il verde nell’indoor e sfruttare tutti i benefici che ne derivano: assorbimento acustico, pulizia dell’aria e benessere psicofisico. Non ci sono limiti ai luoghi bizzarri dai quali la vegetazione può fare capolino. Esemplare è certamente il porticato esterno del Perez Art Museum di Miami studiato da Herzog & de Meuron: qui, cilindri altissimi, di oltre otto metri, pendono dalla copertura direttamente sui visitatori che vengono interamente ricoperti di verde.

Nel design, il territorio stilistico di maggior espansione è quello che richiama la natura selvaggia di matrice prevalentemente africana, un influsso corroborato anche dall’ascesa di progettisti emergenti in tale continente e sui quali il panorama internazionale sta puntando i riflettori.
La messa in scena di tutto questo nelle nostre case avviene grazie a stampe fotografiche. Si pensi alla collezione Home 2017 di Christian Fischbacher, colorato tributo alle foreste tropicali; o alle surreali realizzazioni grafiche delle carte da parati di Cole & Sons che ritraggono mondi onirici fatti di belve e alberi improbabili declinati in vivaci pattern.
Un omaggio all’eco-sostenibilità in tutte le sue forme arriva da Andrea Castrignano, uno dei designer italiani più amati, che al Fuorisalone di Milano, nel suo headquarter metropolitano, propone PRE-FABulous. La sua villa signorile è infatti completamente immersa nel verde delle felci tropicali, dotata di tutti i comfort e rifinita con materiali naturali che riprendono i motivi grafici del foliage esterno.
Ad accreditare ancora la voglia di echi naturali sono tutti i rivestimenti in pelle artificiale che si sono fatti strada nelle fiere di arredamento come l’IMM di Colonia: ghepardato, pitonato, maculato e zebrato, senza scordare le repliche sui tessuti delle vibranti livree di insetti e altri organismi viventi.
Legata al tema, anche la scelta del Greenery come colore dell’anno secondo Pantone, un vero e proprio tributo alla rinascita.

Fonte: CWW – Ceramic World Web

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