Il Feng Shui nell’interior design: caratteristiche e materiali da utilizzare

Esistono numerosi stili quando si parla di interior design, alcuni rappresentano degli evergreen, altri seguono trend dettati da designer o personalità influenti del settore. In questo articolo approfondiremo lo stile Feng Shui nell’interior design, una pratica orientale dal forte carattere mistico che sta ampiamente prendendo piede in occidente.

Cosa significa Feng Shui?

Il significato del Feng Shui è molto profondo: letteralmente Feng Shui significa “vento e acqua”, due elementi naturali estremamente contrapposti, ma dal cui equilibrio dipende l’armonia tra lo Yin e lo Yang, nella cultura orientale forze che dominano l’universo. In altre parole, il Feng Shui applicato all’interior design ricerca l’armonia negli ambienti domestici attraverso diversi fattori: la disposizione dell’arredamento, l’illuminazione, la presenza di piante e tutto ciò che fa parte della composizione di un ambiente domestico o lavorativo.

Quella del Feng Shui, sebbene sia una disciplina millenaria e insita da sempre nella cultura orientale, è un’assoluta novità per il mondo occidentale; se in oriente la scelta di un’abitazione dipende quasi esclusivamente da fattori legati all’energia positiva, in occidente mai come oggi architetti e interior designer, oltre a lavorare sul fattore estetico nella scelta dell’arredamento o della disposizione di una casa, prendono in considerazione anche questi aspetti che questa “nuova” disciplina orientale suggerisce, come a voler favorire una migliore circolazione di “forze positive” all’interno degli ambienti.

foto Arredamento Feng Shui Interio Design - Tosilab

Per fare alcuni esempi, in Cina (dove è nato il Feng Shui) alcuni tra i criteri che determinano l’aspetto di una casa sono:
• l’esposizione della facciata principale rivolta a sud
• la vicinanza di corsi d’acqua, segno di ricchezza
• l’interno della casa non deve avere angoli eccessivamente acuti, i quali bloccherebbero il flusso di energia

Creare un arredamento Feng Shui: caratteristiche principali

Secondo la disciplina del Feng Shui, in ogni ambiente domestico o lavorativo esistono delle energie che interagiscono e stimolano positivamente le persone che vivono lo spazio: possono favorire l’ottimismo, rasserenare, infondere coraggio e fiducia, ma nulla deve sovrapporsi fra queste fonti per non impedirne una corretta diffusione. In Cina e Giappone gli esperti della disciplina Feng Shui utilizzano il Bagua, una particolare mappa che serve a verificare che la disposizione della casa o del luogo di lavoro favorisca la circolazione di queste energie positive.

Un arredamento Feng Shui ha le seguenti caratteristiche:

• Contrapposizione di colori chiari e scuri. Ad esempio, se le pareti presentano una colorazione bianca, è bene contrapporre un arredamento di colore scuro
• Luci naturali. È consigliato illuminare gli ambienti con luci naturali e che queste prevalgano su fonti di luce artificiale.
Elementi naturali. Piante, elementi lignei, sassi devono essere inseriti nell’ambiente per calamitare i flussi di energia.
• Essenze e profumi. Secondo la disciplina orientale è suggerito l’uso di essenze naturali e profumazioni particolari come elementi propiziatori di energia positiva.
• Lo specchio. Il Feng Shui considera lo specchio come un elemento utile a respingere le energie negative. Va disposto in luoghi di passaggio o ambienti come il soggiorno, ma non in camera da letto, in quanto non favorirebbe il riposo.

foto Feng Shui arredamento disposizione - Tosilab

L’arredamento Feng Shui in ufficio

Anche il luogo di lavoro è oggetto di disciplina da parte del Feng Shui. D’altronde un ambiente come l’ufficio è oggi vissuto per diverse ore della giornata e necessita quindi di un certo comfort e una certa vivibilità utili a creare un luogo piacevole e che favorisca la collaborazione tra colleghi.

Il Feng Shui per l’ufficio deve rispettare le seguenti caratteristiche:

• Ordine. Soprattutto all’ingresso dell’ufficio deve vigere un rigoroso ordine, che non causi ostacoli ai flussi di energia positiva.
• Colori chiari vs Colori scuri. Come nell’arredamento Feng Shui per la casa, anche in ufficio ci deve essere il giusto equilibrio tra colori chiari e colori scuri. A volte ciò dipende anche dalla professione svolta.
• La disposizione delle scrivanie. Il Feng Shui sconsiglia di disporre le scrivanie con le spalle alle porte e alle finestre in quanto ciò attirerebbe energia negativa.

foto Ufficio Feng Shui - Tosilab

I materiali del Feng Shui: dal legno ai metalli

Nel Feng Shui anche i materiali ricoprono un ruolo fondamentale nella diffusione delle energie negli ambienti (chiamate Ch’i). Tra i materiali principali troviamo: il legno, il tessuto, la plastica, pietre e mattoni, metalli, vetro.

Il legno nel Feng Shui

Essendo di origine vegetale, il legno è importantissimo nell’arredamento Feng Shui; è considerato come un materiale vivo con caratteristiche polivalenti e può essere utilizzato in ogni ambiente della casa.

Il tessuto nel Feng Shui

I tessuti (in particolare le fibre naturali come lino, seta, cotone e lana) secondo la disciplina del Feng Shui devono essere utilizzati non in maniera eccessiva e in particolare nei luoghi di relax, visto che la loro composizione (intrecciata e imbottita) rallenterebbe il flusso di energie.

La plastica nel Feng Shui

La plastica è un materiale sintetico ed è per questo che secondo la disciplina orientale se ne dovrebbe fare un uso moderato per non causare un effetto bloccante delle energie all’interno dell’ambiente.

I mattoni e le pietre nel Feng Shui

Sebbene si tratti di materiali naturali, la loro conformazione fa sì che se ne suggerisca un utilizzo moderato ed ordinato. All’interno è bene utilizzare pietre dalla composizione più solida e dall’aspetto lucido, all’esterne pietre porose e opache (come il travertino, l’ardesia etc..). Sconsigliati questi materiali in zone come la camera da letto

Il metallo e il vetro nel Feng Shui

I metalli sono altresì importanti nel Feng Shui e hanno caratteristiche diverse in base alla loro composizione: se lucidi e riflettenti, come anche il vetro, sono adatti a luoghi di relax; in caso contrario favorirebbero un maggior flusso di energia e andrebbero utilizzati in luoghi più dinamici.

I colori del Feng Shui

Per concludere, un breve approfondimento sui colori che la disciplina del Feng Shui predilige: la scelta non deve essere casuale ma pensata per ogni ambiente. In una zona come il salotto, i colori caldi come rosso e arancione possono aiutare la conversazione con gli ospiti o tra familiari. Tonalità come il blu e il verde favoriscono il relax e di conseguenza il sonno per cui sono da utilizzare nelle camere da letto; il giallo, invece, stimola l’appetito e fornisce l’energia necessaria fin dall’inizio della giornata.

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Louvre Abu Dhabi, il nuovo museo firmato Jean Nouvel. Oltre 900 le opere

Chi l’avrebbe mai detto che sarebbe nato un nuovo Museo del Louvre ad Abu Dhabi? Sembra davvero sorprendente ma, dopo diversi anni di progettazione e costruzione, il nuovo Louvre Abu Dhabi è pronto per accogliere turisti e artisti da tutto il mondo e far loro conoscere l’arte e la cultura degli Emirati Arabi e non solo.  Il Louvre Abu Dhabi, inaugurato alla presenza del presidente francese Macron, è stato progettato dall’archistar francese Jean Nouvel e ospiterà 600 opere autenticamente arabe e altre 300 che saranno fornite dal Louvre parigino e da altri musei francesi. E’ prevista, infatti, una collaborazione pluriennale con alcuni dei più celebri musei francesi, i quali forniranno al Louvre arabo, alcune tra le più famose opere d’arte: il Ritratto di Dama di Leonardo (dal Louvre), il Bonaparte che attraversa le Alpi di Jacques-Louis David (da Versailles) e l’Autoritratto di Vincent Van Gogh (da Orsay) sono alcuni dei capolavori trasferiti negli Emirati Arabi Uniti in occasione dell’inaugurazione.

foto cupola louvre abu dhabi

La maestosa cupola del Louvre Abu Dhabi

 

Il Louvre Abu Dhabi: non solo lusso e grattacieli, Abu Dhabi mette in mostra l’arte araba

Quello che un tempo non era nient’altro che un piccolo villaggio di pescatori, è oggi una metropoli fatta di grattacieli sempre più alti e strutture sempre più maestose. Un’evoluzione che parte alla fine degli anni 50, con la scoperta di numerosi giacimenti di petrolio, periodo che ha dato il via ad uno sviluppo rapido e senza sosta. Con la realizzazione di una piccola cittadina della cultura sull’Isola di Saadiyat, Abu Dhabi ambisce, di fatto, a diventare il centro della cultura araba.

Il Louvre Abu Dhabi ha l’aspetto architettonico di una cupola gigante (ben 180 metri di diametro), il cui tetto è formato da figure geometriche che ricordano delle stelle e che ricordano il classico stile arabo. Queste figure sono composte da 8 strati di acciaio e la loro disposizione è stata appositamente studiata affinchè possa fare da filtro con la luce del giorno, ma allo stesso tempo proiettare dentro e fuori fasci luminosi a stella, che variano in base all’ora del giorno e alla stagione. All’interno del museo Jean Nouvel ha dato spazio a ben 23 gallerie permanenti con un’estensione totale di 8.600 metri quadrati, all’interno dei quali ci saranno percorsi tematici che variano dalla storia all’arte contemporanea.

Una curiosità che è trapelata in sede di presentazione del progetto, riguarda l’emiro di Abu Dhabi Sheikh Zayed. Durante una visita nel 2005 al Louvre di Parigi, rimase così stupito e colpito dal museo che, girandosi verso i suoi accompagnatori esclamò: “un giorno anche noi avremo un museo come questo!”. E allo scadere del 2017, l’emiro Sheikh Zaied ce l’ha fatta ad avere un Louvre tutto suo.

 

Un progetto ambizioso ma controverso: dai costi al clima

Il Louvre Abu Dhabi (aperto al pubblico dall’11 Novembre), in realtà, è solo un primo step di un più ambizioso e maestoso progetto che riguarda l’intera Isola di Saadiyat, di fronte alle coste di Abu Dhabi. L’idea è quella di creare una sorta di “Isola della cultura” nella quale possano sorgere opere di spicco, che raccontino e svelino nuovi aspetti della cultura araba.

Molto è ancora, come detto, in fase di progettazione e di costruzione ma i progetti in essere lasciano immaginare un’area unica al mondo: è prevista una fiera, un immancabile centro commerciale e, dulcis in fundo, ben 3 musei, le cui strutture portano firme di illustri archistar: ci sarà un National Museum di Abu Dhabi disegnato da Norman Foster, con la storia degli Emirati Arabi Uniti e la celebrazione del padre della patria Sheikh bin Sultan (padre dell’attuale presidente Sheikh Khalifa); sorgerà un nuovo Guggenheim Abu Dhabi (attualmente in costruzione), progettato da Frank Gehry sulla falsa riga della celebre struttura di Bilbao (leggi l’articolo dedicato a Frank Gehry); e il Louvre Abu Dhabi, l’unico finora costruito, come detto progettato da Jean Nouvel.

Nonostante la soddisfazione per la realizzazione di un così importante progetto, alcuni aspetti controversi sono emersi durante gli anni. Tra i dubbi che hanno accompagnato la costruzione del Louvre Abu Dhabi, sollevati da alcuni esperti del settore e, che di fatto, hanno fatto slittare i tempi della costruzione di 5 anni, vi sono state sia critiche di natura economica, che culturale ma anche relativi alla salvaguardia delle opere d’arte. Infatti, i costi sostenuti hanno numeri importanti, tant’è che la spesa raggiunge il miliardo di euro e si pensi che quasi la metà (400 milioni) è stata sostenuta per poter utilizzare il marchio Louvre; vi è stata inoltre l’accusa, da parte di alcune associazioni francesi, della palese mercificazione di un marchio così importante per la cultura francese (come quello del Louvre); in molti hanno esposto le loro preoccupazioni sulla salvaguardia delle opere, visto il clima torrido e umido che caratterizza la metropoli di Abu Dhabi (all’interno del museo, fanno sapere i responsabili, è stato creato un microclima utile a proteggere le opere d’arte da ogni tipo di usura climatica).

Il futuro dell’Isola di Saadiyat di Abu Dhabi

E’ incredibile pensare che, fra qualche anno, esisterà nel mondo un distretto culturale (di fatto un’intera isola) nel quale ci saranno 3 musei progettati da 3 diverse archistar internazionali. Ma la strategia messa in atto ad Abu Dhabi, che ha scelto di diventare una sorta di capitale araba della cultura, è comunque chiara e va a completare quello che le altre metropoli degli Emirati Arabi Uniti hanno costruito negli anni: Dubai è notoriamente la capitale del turismo in termini di lusso e divertimento; Doha, ha scelto di essere pioniera dello sport (in più di un’occasione ha ospitato importanti eventi e nel 2022 ospiterà i Mondiali di Calcio); mentre ad Abu Dhabi il focus sarà la cultura, alla quale è stata dedicata l’Isola di Saadiyat.

foto Isola di Saadiyat Abu Dhabi

Come sarà l’Isola di Saadiyat Abu Dhabi

Ecco uno dei video che raccontano il concept del nuovo Museo Louvre Abu Dhabi

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Trendwatching around the world: Tosilab @ Dutch Design Week 2017

Si è svolta dal 21 al 29 Ottobre a Eindhoven, in Olanda, la Dutch Design Week 2017, un evento internazionale tra i più rilevanti nel panorama del design (scopri gli eventi di design del mese di Novembre nell’articolo), al quale il trendwatching team Tosilab non poteva mancare. In questo articolo scopriamo la storia di questo importantissimo evento e le foto esclusive scattate durante la settimana del design olandese dai trendwatcher.

La Dutch Design Week: l’evento

La Dutch Design Week (conosciuta anche come DDW) è l’evento internazionale annuale sul design, ospitato nella splendida cornice della città di Eindhoven, Olanda. L’evento si svolge intorno all’ultima settimana di Ottobre, dura 9 giorni durante i quali si svolgono mostre, workshop, seminari e feste dislocate in tutta l’area urbana di Eindhoven.

L’iniziativa prende il via ben dodici anni fa, nascendo come una fiera non commerciale il cui focus principale era quello di permettere al design, all’industria e agli imprenditori di comunicare in un luogo “neutro” che potesse accogliere, nello stesso periodo dell’anno, tanti e diversi protagonisti del settore vogliosi di esplorare nuove opportunità di business. Da allora, l’evento è cresciuto rapidamente superando le centinaia di migliaia di visitatori, e anche quest’anno i numeri registrati sono stati in aumento (si parla di ben 300 mila visitatori provenienti da tutto il mondo).

Eindhoven è una città dal forte carattere industriale (ospita aziende di diversi settori industriali come Philips, Philips Design e DAF) e aspira a diventare capitale olandese dell’industria e del design; una città ambiziosa con un forte focus sul design. Non a caso proprio ad Eindhoven ha sede la Design Academy Eindhoven e la University of Technology di Eindhoven. La città rappresenta una base solida per l’innovazione, un motore trainante per le nuove e future tecnologie, non solo per il territorio olandese ma anche per l’intero mercato europeo in generale. Il successo di un evento come la Dutch Design Week non è, quindi, affatto casuale: molti tra designer, architetti e appassionati si sono riuniti in una delle città più rappresentative del settore, per raccogliere nuove idee, alimentare la propria creatività e analizzare i trend.

La Dutch Design Week 2017: il punto dei trendwatcher Tosilab

La DDW si svolge in numerosi luoghi della città e quest’anno ha ospitato 2500 designer, in 110 location e organizzato a ben 438 eventi. Stretch è il tema scelto per la sedicesima edizione della Dutch Design Week, un termine che, sebbene associato immediatamente al mondo dello sport, in questo caso è stato scelto come metafora di apertura mentale, invito ad uscire da una situazione di comfort-zone ed esplorare nuovi luoghi, abitudini ed esperienze.

L’installazione chiave dell’edizione 2017 della Dutch Design Week è stata certamente il People’s Pavilion, progetto ideato dallo studio Overtreders W e bureau SLA. Si tratta di un temporary pavillon (struttura temporanea) per la cui costruzione i designer hanno chiesto il contributo dei cittadini olandesi, incoraggiando le persone a portare materiale da riciclare come metallo, plastica, legno etc.. Questa soluzione abbraccia certamente alcune delle tematiche più sentite degli ultimi anni, ossia quella del riciclo (il concetto di “no waste“) e della cura e il rispetto per l’ambiente, nel rispetto dei canoni di ciò che viene definito green design.

Esiste, al giorno d’oggi, una importante e accesa discussione su cosa sia effettivamente il design olandese: minimale o eclettico contemporaneo? Questo il quesito che ha caratterizzato l’edizione 2017 della DDW. Di fatto, non esiste alcuna chiave di lettura attraverso la quale poter dare una risposta oggettiva a questo dilemma e, non a caso, alla Dutch Design Week non vi è stato uno stile dominante in particolare.

Ciò che sicuramente è emerso, in maniera evidente, è stato lo sperimentalismo e la “confusione” estetica, tipica delle scuole di design che lasciano trasparire, attraverso le loro esposizioni, il loro carattere innovativo: abbiamo trovato accesi lati di eclettismo, accenni ludici, arte e architettura, prodotto e grafica.

Un evento completo che, come ogni anno, è destinato a dettare tendenza e a tracciare nuove e innovative caratteristiche nel design non solo europeo, ma internazionale.   

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4 eventi internazionali su arte e design in programma in Italia a Novembre

Sarà un Novembre in cui gli eventi internazionali dedicati all’arte e al design non mancheranno affatto. Ottobre si è concluso con la Dutch Design Week, evento internazionale sul design al quale il trendwatching team di Tosilab ha preso parte, ma il mese di Novembre regalerà ancora interessantissimi eventi: fiere tematiche, festival, design weeks, un mese ricco nel quale sarà trattato il tema del design sotto tantissimi punti di vista. In questo articolo scopriamo 4 eventi sul design che si svolgeranno nel mese di Novembre, in Italia.

1. Artissima dal 3 al 5 Novembre a Torino

Artissima è tra le principali fiere dedicate all’arte contemporanea italiana. Si tratta di un evento nato nel 1994, che sin da subito lascia ampio spazio alla sperimentazione e alla ricerca, pedine fondamentali nel mondo dell’arte e del design. La fiera ospita ogni anno centinaia di gallerie provenienti da ogni angolo del mondo e, oltre ad accogliere i più celebri artisti, ampie aree sono dedicate ai giovani emergenti, a chi vuole riscoprire i pionieri dell’arte contemporanea.

Artissima 2017 si svolgerà da Venerdì 3 a Domenica 5 Novembre all’Oval, il padiglione di vetro che fu costruito per i XX Giochi Olimpici Invernali del 2006, nella storica area del Lingotto di Torino. La fiera è curata da Artissima srl, società che afferisce alla Fondazione Torino Musei, con la quale collaborano team di curatori e direttori di musei internazionali.

foto di logo artissima torino fiera

Come è strutturata Artissima 2017:

La parte fieristica dell’esposizione di Artissima si divide in quattro principali sezioni:

  • Main Section: è l’area principale della fiera, dedicata alle gallerie più celebri e consolidate della scena internazionale dell’arte contemporanea;
  • Dialogue: come detto, vaste aree saranno dedicate agli artisti emergenti. L’area Dialogue è proprio una di queste, dedicata esclusivamente a gallerie emergenti e gallerie dal concept sperimentale nelle quali è previsto uno stand monografico, in cui lavori di 2-3 diversi artisti dialogano tra loro;
  • New Entries: come dice il nome stesso, in questo spazio l’attenzione è sulle gallerie giovani, sulla scena da meno di cinque anni che, per la prima volta, si presentano alla fiera torinese;
  • Art Editions: un’area dedicata alle gallerie di nicchia, specializzate in edizioni e multipli d’artista.

2. Operae – Fiera di Design Indipendente a Torino

Sempre nel capoluogo Piemontese si svolgerà, in contemporanea con l’Artissima, dal 3 al 5 Novembre, Operae – Fiera di Design Indipendente, appuntamento dedicato al design indipendente e da collezione. Quella di quest’anno è l’ottava edizione e, come di consueto, avrà luogo presso Lingotto Fiere di Torino.

Ciò che rende unica questa fiera è un insieme di fattori davvero peculiari: una selezione meticolosa di designer internazionali emergenti nel panorama del design; un attento focus sul design contemporaneo e sulla lavorazione artigiana; un evento che offre l’opportunità di mettere in contatto imprenditori e artisti, artigiani e istituzioni, gallerie e aziende.

Questa edizione di Operae vuole, quindi, proporre una più aperta lettura del design. Se la scorsa edizione aveva come tema il design del futuro, l’edizione 2017 presenta un design che abbatte le barriere, che abbatte i confini; un design rinnovato, attività chiave che fa da ponte tra le arti e le scienze. Operae vuole poter rappresentare una piattaforma per tutti quei designer che si esprimono con coraggio, con un nuovo punto di vista, che presentano oggetti in grado di essere gli ambasciatori del nostro tempo, in grado di ridefinire l’estetica contemporanea.

foto operae torino 2017 fiera design indipendente

Nel suo insieme, la fiera torinese fornisce una fedele fotografia del design internazionale e contemporaneo, indipendente e da collezione. La presenza in contemporanea di designer e gallerie di design, in un mix nel quale un soggetto mette in risalto l’altro fa sì che i due soggetti si valorizzino a vicenda, favorendo da un lato incontri per nuove occasioni di business tra espositori, dall’altro nuovi materiali per i collezionisti e nuovi scenari per gli appassionati del settore.

Di fatto, quello del design contemporaneo è un settore in forte crescita, che attira a se sempre più attenzioni e alimenta il collezionismo moderno. Quella di Operae è un’occasione unica per tutti i collezionisti, designer, artisti che troveranno per 3 giorni un luogo magico, che coniuga passione ma allo stesso tempo permette di ampliare le proprie opportunità di business. Nella gallery, alcuni progetti di designers che esporranno all’Operae di Torino

Il titolo della fiera di quest’anno è Why Design. Si tratta di un’affermazione, più che di una domanda: il design rappresenta un mezzo attraverso il quale ottenere la chiave di lettura per interpretare la società contemporanea. Secondo i curatori di Operae, infatti, il design è una potente espressione dei valori moderni e contemporanei

3. 8208 – Lighting Design Festival a Como

A Como dal 4 al 24 novembre 2017 si svolgerà la seconda edizione di 8208 – Lighting Design Festival, evento dedicato all’arte e al design contemporaneo al quale prenderanno parte artisti, designer, studenti universitari e professionisti internazionali del settore in eventi dedicati, workshop e approfondimenti che avranno come tema l’arte e il design attraverso la luce.

Organizzato dalla Fondazione Alessandro Volta per la promozione dell’Università, della ricerca scientifica e dell’alta formazione, questo evento pone l’accento sul rapporto che l’arte ha, oggi, con la tecnologia che in maniera sempre crescente ha “invaso” ogni ambito artistico. L’accento è posto sull’innovazione della creazione artistica, e la luce è proprio una di queste espressioni in cui l’elemento tecnologico non può che aggiungere valore.

foto lighting design festival como 2017

La parola che gli organizzatori hanno scelto per questa edizione è Boundary – Confine – e sarà il tema attorno al quale ruoterà l’evento e che gli artisti saranno impegnati a riprodurre attraverso le proprie installazioni. Tra le installazioni selezionate, infatti, troviamo una gabbia, un muro, una barriera ma tutto rimane assolutamente valicabile, visto che è l’elemento luce a comporre il tutto.

Tra le installazioni di designers internazionali che offriranno una nuova visione dello spazio notturno urbano, si svolgeranno eventi di ogni carattere: da concerti a laboratori creativi, da talk a mostre e workshop.

4. I-Design, a Palermo

Ci spostiamo in Sicilia, nel cuore di Palermo dove, dal 9 al 19 Novembre, si svolgerà l’I-Design, evento di sviluppo culturale, basato sul design come strumento fondamentale di riconversione urbana, di trasformazione della società e di sviluppo economico per la comunità.

Nel concept di I-Design si può trovare una doppia chiave di lettura, che risiede nel nome scelto per questo evento: I-Design, infatti, può riprendere la prima persona del verbo to design in lingua inglese, quindi un concetto molto personale; allo stesso tempo intercetta il filone dei nomi dei celebri dispositivi multimediali della Apple (iPad, iPhone etc..) che rappresentano la globalizzazione per eccellenza. Da un lato, quindi, la centralità dell’individuo, mentre dall’altro il design contemporaneo visto attraverso la tecnologia.

 foto i design 9 novembre palermo 2017 i-design

I–Design, come leggiamo sul sito ufficiale dell’evento, mira a valorizzare il design industriale locale, nazionale ed internazionale; rappresenta un’occasione per nuove opportunità di business, per una corretta e utile formazione per i più giovani su come fare impresa nel settore del design, attraverso ampie riflessioni sul paradigma globale-locale.

Da nord a sud, quindi, Novembre ospiterà diversi eventi che permetteranno di avere una visione ampia e differente sul design. Dall’arte contemporanea, al design indipendente, dal light design al design locale ed emergente.

A quale di questi eventi parteciperete? Raccontateci le vostre impressioni sui nostri canali social! 

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I colori di tendenza 2018: le proposte inverno e primavera di Pantone

Il 2017 si sta per concludere, un anno ricco di novità nel mondo del design e della moda che ha regalato numerosi spunti durante le nostre attività di trendwatching. Per quanto riguarda l’universo colori, di cui parleremo in questo articolo, il 2017 è stato l’anno del Greenery, eletto colore dell’anno da Pantone, un colore frizzante e vivace che ha anche abbracciato la tematica della natura e della voglia di sentirsi rivitalizzati ed energici.

Quali saranno i colori del 2018?

Pantone ha già dato le prime indicazioni su quelli che saranno i colori dell’inverno 2018 e non solo. L’azienda statunitense, che come noto si occupa di tecnologie per la grafica con una particolare attenzione verso la catalogazione dei colori, ha infatti recentemente diffuso la lista dei colori che detteranno il trend nel design e nella moda nella prossima primavera 2018. In questo articolo scopriamo, quindi, i colori di tendenza 2018 scelti da Pantone attraverso 2 focus principali: il primo sull’imminente stagione invernale, ed il secondo sulla stagione primaverile.

I colori di tendenza inverno 2018: le scelte di Pantone

Sarà un inverno 2018 a colori! È così che possiamo definire la stagione in arrivo, che sarà caratterizzata da un mood in cui colori vivaci e sfumature accese saranno i veri protagonisti. La tendenza infatti, è quella di discostarsi dai classici colori invernali (come il nero e il bianco), a favore di tonalità di altri spettri cromatici, pronte a rendere piacevole, attraverso il colore, l’aspetto degli ambienti e i trend nel campo della moda, come visto nelle sfilate autunno-inverno dei top-brand del fashion.

Puntualmente, come per ogni stagione, Pantone ha lanciato la sua selezione di colori che abbracciano il trend del momento nell’interior design e nell’abbigliamento, fino agli accessori, al make up e all’arredamento.

Si tratta di una selezione composta da 20 colori, divisi su due palette (una ispirata alla New York Fashion Week e una alla London Fashion Week), nella quale si alternano colori più caldi a colori prettamente freddi. Le due selezioni sono molto simili tra di loro, infatti, come vedremo, molti colori si sviluppano attorno alla stessa tonalità cromatica.

La palette di colori scelti da Pantone per l’inverno 2018 ispirata alla New York Fashion Week

La prima palette “invernale” di colori scelti da Pantone per il 2018 è ispirata alla New York Fashion Week, uno degli eventi dedicati alla moda, più rilevante nel panorama internazionale. Le sfumature cromatiche sono varie e comprendono sia colori che riprendono il trend dello scorso anno che novità assolute. Ecco l’elenco dei colori:

  • Golden Lime Pantone, è un colore che richiama al Greenery, ma caratterizzato da sfumature più aride e acide.
  • Shaded Spruce Pantone, che riprende la tonalità ottanio.
  • Marina Pantone, un celeste caratterizzato da una accentuata delicatezza e da un gusto decisamente raffinato.

 

 

  • Navy Peony Pantone, un blu profondo, molto formale e ideale su tessuti cangianti e sul velluto
  • Neutral Grey Pantone, un grigio neutro quasi vicino al ghiaccio.
  • Butterum Pantone, colore molto utilizzato nelle passerelle, con netti richiami alla natura.

 

 

  • Autumn Maple Pantone, caratterizzato da una tonalità cromatica che ricorda i tappeti di foglie durante la stagione autunnale.
  • Tawny Port Pantone, un bordeaux molto intenso e caldo.
  • Grenadine Pantone, colore rosso passione.
  • Ballet Slipper Pantone, un rosa molto delicato che ricorda tonalità vintage.

 

 

Una palette ricca di spunti, che da un lato traccia un fil rouge con la tendenza 2017, mentre dall’altro propone diverse novità.

La palette di colori scelti da Pantone per l’inverno 2018 ispirata alla London Fashion Week

Assoluta novità di quest’anno, come detto, una palette interamente dedicata alla settimana della moda londinese che, sulla falsa riga delle proposte ispirate alla New York Fashion Week, aggiunge altre sfumature cromatiche alla selezione di colori 2018 di Pantone.

  • Navy Peony Pantone, una tonalità di blu, è l’unico colore a ripetersi in entrambe le proposte.
  • Blue Bell Pantone, una variante di azzurro che si avvicina molto al Marina.
  • Royal Lilac Pantone, tonalità di viola, proposta che rappresenta una novità assoluta, visto che il viola negli ultimi anni era stato messo da parte.

 

 

  • Primorose Pink Pantone, colore rosa cipria dall’aspetto decisamente vintage.
  • Toast Pantone, riprende il color caramello.
  • Copper Tan Pantone, un tipo di arancione molto vicino all’albicocca.

 

 

  • Otter Pantone, un color fango caldo e molto invernale.
  • Flame Scarlet Pantone,rosso corposo, forte e intenso.
  • Lemon Curry Pantone, un verde delicato e rilassante.
  • Golden Olive Pantone, molto simile al precedente, è un verde affascinante e d’impatto.

 

 

Non c’è dubbio, quindi, sul fatto che il prossimo inverno sarà caratterizzato da un tripudio di colori e sfumature accese che renderanno ricco qualsiasi ambiente.

I colori di tendenza primavera 2018: le scelte di Pantone

Il Fashion Color Trend Report Spring 2018 di Pantone è stato presentato in occasione della New York Fashion Week. È lo studio che l’azienda americana compie ogni 6 mesi e si basa sui trend relativi ai colori che saranno più utilizzati nei settori di interior design, progettazione, moda e tessile. Attraverso il proprio direttore esecutivo, Pantone ha evidenziato come i designer, al giorno d’oggi, si stiano concentrando molto sulla necessità di mostrare il colore nelle loro collezioni, in linea con le richieste provenienti dai consumatori sempre più attirati da oggetti moderni e caratterizzati da colori vivaci. I colori scelti da Pantone per la primavera 2018 sono 12, ai quali si aggiungono altri 4 colori “classici” tipici della stagione. Vi proponiamo di seguito l’elenco completo:

  • Meadowlark Pantone, un giallo molto luminoso.
  • Lime Punch Pantone, colore giallo dal carattere molto forte, pungente e abbagliante.
  • Pink Lavander Pantone, un rosa vintage molto pacato.

 

 

  • Blooming Dahilia Pantone,rosa che richiama alla serenità.
  • Cherry Tomato Pantone, un tipo di rosso molto caldo
  • Chill Oil Pantone,rosso bruno.

 

 

  • Little Boy Blue Pantone, un azzurro molto moderno e di tendenza.
  • Arcadia Pantone, blu retrò ma in forte ascesa.
  • Ultra Violet Pantone, novità molto intrigante a affascinante in tonalità viola.

 

 

  • Spring Crocus Pantone, vicina alla tonalità viola ciclamino.
  • Emperador Pantone, color marrone simile al cacao.
  • Almost Mauve Pantone, colore neutro, unico della palette.

 

 

Si aggiunge a questo elenco, una selezione di quattro colori primaverili, tipici della stagione: sono il Sailor Blue, Harbor Mist, Warm Sand e il Coconut Milk.

 

 

In attesa, quindi, di conoscere qual è il colore dell’anno 2018 di Pantone, iniziamo a familiarizzare con queste tonalità proposte, che coloreranno le prossime due stagioni in arrivo. Tra nuance delicate, colori caldi e tonalità avvolgenti, il 2018 si profila come un anno dedicato al buon umore, al trionfo dei colori e alla positività.

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14 Tales of Well-being: Tosilab apre le porte degli showroom

Quali sono le superfici che ci fanno stare bene? Quali sono le forme che ci rendono felici?

In occasione dei due eventi internazionali dedicati al mondo ceramico e al design – Cersaie e Bologna Design Week – in programma a Bologna, dal 19 Settembre al 6 Ottobre, Tosilab apre le porte dei propri showroom: oltre 1000mq di aree espositive attraverso le quali scoprire tutte le superfici dello star bene, accuratamente selezionate grazie ad una fitta ed approfondita attività di trendwatching.

Attraverso 14 Storie di Well-being, Tosilab vi accompagnerà in un viaggio attraverso immagini, colori e sensazioni all’interno dei nuovi spazi espositivi, per analizzare tutte le sfaccettature delle emozioni nel design dei materiali.

 


Settembre è il mese del design. Da Parigi a Bologna: ecco gli appuntamenti

Il prossimo Settembre può certamente essere considerato come il mese del design. Sin dalla prima settimana, il calendario inizia a proporre eventi fieristici – e non solo – che riguardano il design in tutte le sue sfaccettature. Protagonista assoluta l’Europa, che ospita ben 6 eventi in sole 4 settimane. Scopriamo, quindi, quali sono tutti gli eventi dedicati al design di Settembre 2017.

Le città protagoniste nel mese del design

Sono 6 le città che ospiteranno gli eventi di design a Settembre 2017, 5 europee e 1 asiatica. I 7 eventi sono:

  • Dal 6 all’8 Settembre sarà Bruxelles la città protagonista del design d’arredo. La capitale belga, infatti, ospiterà il MoOD, la fiera dedicata all’original design
  • Parigi dall’8 al 12 Settembre ospiterà la celebre fiera Maison & Objet.
  • Spazio per un evento di design anche in Asia. A Shangai, dall’11 al 14 Settembre è in programma il Ciff 2017, evento di grande rilevanza.
  • Nel Regno Unito, dal 16 al 24 Settembre a Londra, ci sarà la London Design Festival.
  • Sempre nella capitale britannica, dal 20 al 23 Settembre la 100% design aprirà le porte a professionisti e appassionati di design contemporaneo.
  • La Bologna Design Week, l’evento internazionale più importante in Italia dedicato al design, dal 26 al 30 Settembre riempirà il centro di Bologna con mostre ed eventi dedicati al design.  Tosilab proporrà un’area espositiva alla Bologna Design Week, uno spazio sorprendente. Puoi trovare maggiori informazioni nell’articolo
    Tosilab alla Bologna Design Week“.
  • Dal 29 Settembre all’8 Ottobre, infine, la Vienna Design Week, giunta all’undicesima edizione.

Vediamo, ora, nel dettaglio, le caratteristiche di ognuna delle fiere sopraelencate, appuntamenti di rilievo per chi si occupa di design e di trendwatching, alla continua ricerca di novità le ultime tendenze.

Il MoOD di Bruxelles –  Meet only Original Designs

Il MoOD –  Meet only Original Designs è la fiera internazionale del tessile per l’arredamento, le tende e i rivestimenti da parete che aprirà dal 6 all’8 Settembre nel quartiere fieristico di Bruxelles. Il MoOd è l’evoluzione di una storica fiera belga, la DECOSIT, ideata oltre trent’anni fa dai produttori tessili belgi che, unite le forze, diedero vita a una fiera internazionale nella quale l’industria tessile belga potesse esporre le proprie lavorazioni. La Decosit è stata per anni il punto di riferimento per il mondo del tessile, ed è per questo che il MoOD racchiude da un lato la tradizione, viste le proprie origini, dall’altro il futuro visto attraverso i nuovi trend nel campo del design d’arredo. Un’altra caratteristica molto significativa del MoOD è il fatto di poter interfacciarsi in maniera diretta con tutti gli espositori, nonchè produttori e proprietari delle loro creazioni, favorendo sia il visitatore (che può facilmente esporre le proprie esigenze di business), sia il produttore, che ascolta in maniera diretta i visitartori.

Dal punto di vista logistico, la fiera MoOD di Bruxelles è suddivisa in 4 aree principali, ognuna delle quali si focalizza su un tema diverso:

  1. MoOD – Area espositiva dedicata ai produttori di alta fascia, che proporranno tappezzeria per tendaggi e rivestimenti murali pensati per il mercato residenziale.
  2. Indigo – Brussels Home edition, area dedicata all’esposizione di superfici di design
  3. MoOD Innovation – L’area pensata per giovani startup del settore e per scoprire nuovi materiali per l’arredamento e le superfici di design.
  4. MoOD Tech – Le nuove tecnologie applicate al mondo del tessile, come stampanti 3d, LED, inchiostri tecnologici.

foto di logo Mood Bruxelles

Maison & Objet Paris: il design nella capitale francese

Maison & Objet è la fiera che racchiude l’intero universo del design e del lifestyle. Meta di ogni appassionato e professionista del design, Maison & Objet può essere considerato, in pieno stile francese, il salotto del design dove nuovi trend e novità del momento vengono esposte per l’intera settimana del design parigino. Dal disegno alla moda, dall‘home decor agli oggetti di decorazione di ogni forma e dimensione, la celebre fiera francese esplora ogni universo e ogni stile decorativo, utile a chi intende rinnovare le proprie idee di stile, o trovare nuove ispirazioni per creare il proprio universo decorativo.

In programma dall’8 al 12 settembre, l’edizione 2017 della Maison&Objet (un’altra edizione è in programma a Gennaio 2018) punta sul tema del benessere, in contrapposizione all’insicurezza e al disagio che hanno caratterizzato la società negli ultimi anni. Il focus sarà quindi sulla ricerca della cosiddetta Comfort Zone, sulla quale tutti i gli espositori della fiera si concentreranno per valorizzare i propri prodotti. La Comfort zone copre a 360 gradi ogni spazio e ogni luogo: luoghi di lavoro, luoghi di viaggio, arredi e architettura eco-sostenibile. Tutto vira nell’unica direzione di svolgere le attività quotidiane con serenità e con quella sensazione di benessere che aiuta sia il fisico che la mente. A spiegare il concept generale della fiera parigina è François Bernard, curatore dell’Espace d’Inspirations di Maison Objet: angoli morbidi, sedute che richiamano ad elementi della natura, l’idea di “guscio” come luogo di accoglienza (si pensi agli sleeping pods di Google, piccoli spazi in azienda dove riposare e rilassarsi), tutto in controtendenza allo stile squadrato e lineare degli ultimi anni.

Un altro personaggio chiave per Maison&Objet è Tristan Auer, architetto d’interni le cui progettazioni gravitano nell’orbita dell’armonia, elemento chiave del proprio stile e, come già detto, in linea con il tema della fiera. Auer è stato eletto come “Createur de l’année”, un premio che annualmente l’organizzazione della fiera parigina assegna ai professionisti che si sono contraddistinti nel campo dell’architettura e del design.

In concomitanza con il M&O 2017, si svolgerà per le strade parigine la “Parigi Design Week“. Oltre 300 partecipanti esporranno le proprie creazioni in diversi luoghi della capitale francese dall’8 al 16 Settembre, dando vita ad un itinerario fatto di forme e colori davvero particolari.

foto di Tosilab maison objet

Il CIFF 2017 di Shangai

Dedicato al mondo dell’arredamento, il Ciff 2017 di Shangai, in programma dall’11 al 14 Settembre, è la fiera adatta a tutti gli appassionati e professionisti dell’arredamento. Si tratta di un evento storico, che esiste da ben 40 anni e che rappresenta una delle più grandi manifestazioni fieristiche del mondo dedicata all’arredamento, nonchè la più grande del continente asiatico. A occupare i 400 mila mq di aree espositive saranno ben 2000 gli espositori al Ciff 2017, il cui tema, “Better Life, Better Work“,  si sposa perfettamente con quello di Maison&Objet.

London Design Festival e 100% Design: la nove giorni Londinese

Ogni anno, Londra accoglie il London Design Festival dove molti tra i più prestigiosi designer internazionali, espongono i loro nuovi progetti attraverso nuovi materiali, forme e concetti innovatori e futuristi. In programma tra il 16 e il 24 settembre 2017, la London Design Festival celebra e promuove per 9 giorni Londra come capitale di design del mondo. Questo appuntamento, nato nel 2003 da un’idea di Sir John e Ben Evans e presentata da Bloomberg nel 2003, è giunto al suo quindicesimo anno e, come di consueto, riempirà con installazioni, mostre, seminari e vari appuntamenti dedicati al design, le strade e i numerosi luoghi della capitale britannica. 

Personaggio di spicco della London Design Festival è il designer Brodie Neill, che presenta l’opera “Drop in the ocean“, installata nel famoso ME Hotel nel cuore di Covent Garden. L’installazione ha l’obiettivo di attirare l’attenzione su un tema molto attuale, quello dell’inquinamento globale e in particolare degli oceani. Attraverso l’arte contemporanea e il riciclo, i flussi di rifiuti possono e devono essere riutilizzati per la creazione di materiali innovativi. Tra i tanti luoghi dedicati al festival, da segnalare il Bankside Design District, dove avranno luogo tantissimi eventi, attività, workshops e incontri il cui tema verterà sul design innovativo. L’installazione Villa Walala è sicuramente tra le novità dell’edizione 2017, progettata da Camille Walala (sua la creazione in copertina): un paesaggio architettonico in Exchange Square – Broadgate -, realizzato utilizzando materiali particolari come vinile, PVC sigillato e nylon.

foto di London Design Week Villa Walala

100% Design: la fiera

100% Design è l’evento fieristico di design contemporaneo più rilevante del Regno Unito, tra i più importanti a livello europeo, dove vengono esposte tra le più recenti superfici, materiali e arredamenti oltre che interessanti idee su rivestimenti per mobili, light design, accessori, rivestimenti per pareti, pavimenti, tessuti, cucine e bagni. 100% Design, in programma dal 20 al 23 Settembre 2017, è l’unica fiera che riguarda l’arredamento d’interni del Regno Unito, che coinvolge professionisti del settore, designer d’interni, architetti e che attira oltre 35.000 visitatori durante ogni edizione, provenienti dai più importanti mercati a livello mondiale.

 Il 100% Design occupa un posto cruciale, rappresenta il cuore commerciale del design nel Regno Unito. La fiere, da molti considerata cross-sector grazie alla molteplicità di proposte di arredo, è suddivisa in cinque sezioni distinte: Interiors, Workplace, Kitchen & Bathrooms, Design & Build e Emerging Brands. Ogni anno 100% Design adotta un tema che si riflette attraverso le sue installazioni, le caratteristiche, il programma dei workshop dedicati al design d’interni . Per l’edizione 2017, il tema scelto è “Elements“, che considera tutto ciò che è fondamento del design: dalle componenti che compongono un prodotto, ai materiali utilizzati per le storie e i processi di sviluppo.

foto di logo 100% design

La Bologna Design Week: la “Dotta” ospita il design internazionale

La Bologna Design Week (BDW) è una manifestazione internazionale interamente dedicata alla promozione della cultura del design in Emilia-Romagna. Organizzata nel centro storico di Bologna BDW è un evento che accoglie tutte le eccellenze culturali, formative, creative, produttive e distributive in un progetto integrato di comunicazione.

L’edizione 2017 della Bologna Design Week è in programma dal 26 Settembre al 30 Settembre 2017.  Lo spazio espositivo Tosilab sarà allestito presso l’Ex Ospedale Bastardini in Via d’Azeglio, a Bologna, e verterà sul tema dello star bene, della positività. (Scopri di più)

foto di logo bdw

L’evento è organizzato in occasione e in collaborazione con Cersaie, il Salone Internazionale della Ceramica per l’Architettura e dell’Arredobagno, manifestazione fieristica in programma a Bologna Fiere dal 25 al 29 Settembre 2017, alla quale Tosilab parteciperà con uno stand dedicato alle superfici della positività, superfici che raccontano storie e scatenano sensazioni uniche (per maggiori dettagli visita la pagina dedicata a (Tosilab @Cersaie2017).

Risultati immagini per cersaie 2017

In Austria per la Vienna Design Week 2017

Giunta all’undicesima edizione, la Vienna Design Week 2017, la cui organizzazione è stata curata da Lilli Hollein, si pone come obiettivo quello della divulgazione del design locale, attraverso la creazione, la produzione e il lavoro sperimentale. La manifestazione prenderà il via il 29 settembre per concludersi l’8 ottobre. Il Festivalzentrale è sicuramente il luogo dove si concentreranno gli eventi chiave della manifestazione: infatti è qui che si svolgerà la cerimonia di apertura e tanti altri appuntamenti in calendario. Anche aziende, musei, istituzioni, gallerie e studi di design provenienti da tutta Europa hanno avuto modo di collaborare all’organizzazione dell’evento: molti infatti i workshop e gli appuntamenti curati da questi enti partner della Vienna Design Week 2017.

foto di logo Vienna design week 2017

Sarà un Settembre 2017 ricco di eventi importanti dedicati al design che Tosilab osserverà con grande attenzione. E’ in questi luoghi, infatti, dove si sviluppano e dove nascono i trend che caratterizzano il mondo del design nell’immediato futuro.

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Frank Gehry: architettura e well-being

“Essere ottimisti, credere nel futuro”. Frank Gehry può certamente essere definito come l’archistar della positività e dell’ottimismo, il tema che, dopo un’attenta analisi di trendwatching, abbiamo scelto per il nostro stand al Cersaie 2017. Le forme morbide, armoniose e “danzanti” delle sue creazioni architettoniche non possono che farci pensare ad un genio che si lascia ispirare da tutto ciò che è positivo, ottimista e che ricorda lo star bene.

Abbiamo già affrontato il tema delle archistar nell’articolo “Il trendwatching attraverso le archistar”, raccontando 5 architetti attraverso le loro opere e il loro stile. In questo articolo parleremo di Frank Gehry, pluripremiato architetto e autore di numerosi capolavori architettonici.

Chi è Frank Gehry?

Frank Gehry è un architetto canadese, tra i più influenti nel campo dell’architettura internazionale, famoso per il suo stile scultoreo e organico e iniziatore della corrente decostruttivista. Nel 2014, in occasione di una premiazione a Oviedo, in Spagna, Gehry ha dichiarato in un’intervista che il suo obiettivo è quello di “umanizzare gli edifici” ed è così che, infatti, le sue creazioni assumono delle forme davvero particolari.

Di origine ebreo-polacca, Frank Owen Gehry (nome assunto solo nel 1954, in sostituzione di Ephraim Goldberg), nasce a Toronto nel 1929. Già nella seconda metà degli anni 40, si trasferisce a Los Angeles dove si laurea in Architettura alla University of Southern California, nel 1954. Si specializza successivamente in urbanistica all’Harvard Graduate School of Design, nel Massachusetts e inizia una serie di collaborazioni con alcuni famosi studi di architettura americani.

Il periodo europeo di Frank Gehry e i primi lavori: dagli anni ’60 agli anni ’80

Nel 1961, Frank Gehry si trasferisce a Parigi, dove trascorre un anno. In questo periodo, l’archistar canadese, lavora nello studio di André Remondet, studia le opere di Le Corbusier e Neumann e rimane affascinato dalle chiese di epoca romantica francesi. Successivamente, tornato a Los Angeles apre, nel 1962, il suo studio professionale Frank O. Gehry and Associates.

Sebbene i primi lavori di Gehry siano legati al movimento modernista, l’influenza di artisti americani della West Coast come Ed Moses e Billy Al Bengston fa sì che l’archistar canadese utilizzi, in questa prima fase, anche materiale grezzo: compensato, cemento grezzo, metallo usurato. Realizza case e grandi abitazioni private in California, la più significativa delle quali è la sua villa a Santa Monica del 1978.

Molto importante, nel 1980, la partecipazione di Gerhy alla Biennale di Venezia dove, chiamato da Paolo Portoghesi, lavora all’installazione “Strada Novissima”, opera madre dell’architettura postmoderna.

foto di villa gehry Santa monica los angeles

Villa di Frank Gehry, Santa Monica, Los Angeles

 

Le opere di Frank Gehry

A partire dagli anni ’90 Gerhy progetta le opere architettoniche contemporanee che lo hanno reso celebre in tutto il mondo. Eccone elencate alcune:

Il museo Guggenheim

Il Guggenheim di Bilbao è la struttura che ha condotto Frank Gehry alla fama internazionale. Le sue particolarissime forme, non convenzionali, nuove, armoniose e lo splendore conferitogli dal rivestimento in titanio, hanno permesso a Gehry di conquistare l’apprezzamento di un vasto pubblico e al museo stesso di costituire una principale attrattiva per il turismo internazionale nella provincia basca.

E’ grazie all’utilizzo di ultra-moderni software di progettazione e di calcolo che è stato possibile realizzare e progettare questa opera. Si pensi che tra i programmi utilizzati alcuni vengono adoperati per la progettazione di velivoli militari francesi.

L’edificio progettato da Gehry è certamente considerato oggi uno dei capolavori mondiali dell’architettura contemporanea, ed è stato inserito in un vasto piano di riorganizzazione e di rivitalizzazione della città basca, con l’obiettivo di aggiungere nuova linfa all’economia e al turismo nella città di Bilbao, attraverso un nuovo polo di interesse turistico e culturale.

 


 Il Walt Disney Concert Hall

Situato nella città di Los Angeles, precisamente su Bunker Hill, il Walt Disney Concert Hall è stato inaugurato nel mese di Ottobre del 2003. Si tratta di un edificio che è stato dedicato alla Los Angeles Philharmonic Orchestra ed è collocato all’interno della cosiddetta maglia regolare di Los Angeles con gli ingressi posti, anzichè sugli assi principali, sui quattro angoli; ogni ingresso ha forma e funzione totalmente differente rispetto agli altri: a Nord Ovest la Sala Soci Fondatori, a Sud Est la Cascada, a Sud Ovest il giardino musicisti, a Nord Est l’ingresso principale foyer. Da qui si intuisce lo stile architettonico di Gehry, caratterizzato dall’accostamento di elementi dell’edificio progettati separatamente e pensati per poter “avere una vita propria” sia funzionalmente che staticamente.

 

 


 Gehry Tower, Hannover (Germania)

La Gehry Tower è un edificio di 9 piani, progettato per la compagnia di trasporto pubblico cittadino. E’ situato nella Steintor, Goethestraße 13a, ad Hannover, Germania. Il fabbricato è rivestito in acciaio inossidabile, per la sua realizzazione sono stati necessari 2 anni per un costo totale di 8,5 milioni di marchi tedeschi.

 

 


 Beekman Tower, New York (Stati Uniti)

La Beekman Tower è un grattacielo di ben 76 piani. Questo edifico è considerato un capolavoro architettonico e ci se ne accorge semplicemente guardando le forme che Gehry è riuscito a creare. All’apparenza, infatti, questa struttura sembra essere di un materiale morbido, sembra contorcersi verso l’alto. La Beekman Tower è stata edificata a New York nel distretto di Manhattan – 8 Spruce Street, a sud di Plaza City Hall e del Ponte di Brooklyn.

Grazie ai 76 piani, la torre progettata dall’archistar canadese è alta 265 metri, rappresentando il grattacielo residenziale più alto del distretto di Manhattan. Lo spazio è suddiviso in 903 unità residenziali, oltre che in uffici, scuole pubbliche, ambulatori medici aree commerciali e un parcheggio di oltre 2000mq.

 

 


 Fondazione Louis Vuitton

La Luis Vuitton Fondation si trova a Parigi, tra il Bois de Boulogne e il Jardin d’Acclimatation, nell’ovest della capitale parigina. Si tratta di una vera opera d’arte architettonica, che ha affascinato e continua a sorprendere tutti i visitatori. Molto curioso è il fatto che non tutti vedono in questa opera la stessa forma: per alcuni, infatti, si tratta di  un grande veliero, per altri di un iceberg d’acciaio, per altri una creatura marina. Certo è che il materiale utilizzato complessivamente pesi ben 1500 tonnellate. La sua costruzione è durata ben 15 anni, copre in totale 11000 metri quadri e si compone di 3600 pannelli in vetro, acciaio e legno.

 

Frank Gehry è un personaggio chiave nel mondo dell’architettura e le sue opere rispecchiano appieno il concetto di positività, di ottimismo oltre che un totale rispetto per l’ambiente.

In passato ha dichiarato che “un artista deve essere ottimista per poter serenamente svolgere il proprio lavoro”.

Con Frank Gehry si arricchisce la lista di archistar che i nostri trendwatcher seguono e osservano costantemente. Di chi parleremo nei prossimi articoli? Qual è l’archistar a cui ti ispiri?

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Trendwatching around the world: Tosilab @Biennale di Venezia 2017

Vi sarà sicuramente capitato di sentir parlare della Biennale di Venezia, un luogo magico che fornisce mille spunti e chiavi di lettura sulla società vista attraverso l’arte. Nella società odierna in cui il “visivo” non ha linee di demarcazione nette arte, design, architettura e grafica si fondono in un mix di prodotti interessanti e importanti per l’attività di trendwatching. Venezia diventa quindi la piazza delle istanze umane e, spesso con linguaggi ferocemente critici, intavola riflessioni che coinvolgono noi tutti.

Cos’è la Biennale di Venezia?

La Biennale di Venezia è una rassegna d’arte contemporanea, tra le più prestigiose e antiche al mondo. Già nata nel 1895 come società di cultura, con l’organizzazione della prima Esposizione Biennale d’Arte del mondo che aveva l’obiettivo di accrescere l’attività artistica e il mercato dell’arte a Venezia e in Italia, la Biennale di Venezia ha, ancora oggi, questo fine di promuovere nuovi trend e creazioni artistiche in una grande manifestazione internazionale di arti contemporanee. Semplice dedurre da dove deriva il nome biennale che rimanda alla cadenza biennale delle manifestazioni, ma che col tempo ha assunto la valenza di un termine utile a descrivere un grande evento internazionale.

La storia della Biennale di Venezia

Tutto ha avuto inizio nel 1893, quando un gruppo di intellettuali con a capo Riccardo Selvatico, sindaco del capoluogo veneto del tempo, pensò di proporre l’istituzione di un’esposizione biennale artistica nazionale. Attualmente la manifestazione si svolge al Padiglione Centrale, sede ufficiale della mostra principale della Biennale d’arte che si trova nei pressi dei Giardini della Biennale, in principio chiamato Palazzo Pro Arte, poi Padiglione Italia. I padiglioni sorti successivamente (a partire dal 1907), i Padiglioni Nazionali, sono stati progettati da famosissimi architetti (Scarpa, Stirling, Aalto, Giacometti etc..), e rispecchiano le diverse architetture mondiali. Tra le edizioni più importanti, ricordiamo quella del 1930, anno in cui l’ente Biennale d’Arte diventa a tutti gli effetti autonomo e più incentrato alle tendenze europee (non solo venete e italiane): quella del 1980, anno in cui venne aperto per la prima volta l’area delle Corderie dell’Arsenale di Venezia e in cui si tenne la prima edizione della Mostra Internazionale di Architettura della Biennale di Venezia, diretta da Paolo Portoghesi; quella del 2011/2012, edizione speciale inaugurata in occasione del 150° anniversario dell’unità d’italia.

La Biennale di Venezia 2017

Aperto al pubblico dal 13 maggio e fino al 26 novembre 2017, la 57° edizione della Biennale d’Arte di Venezia ha i numeri da grande evento internazionale:

  • 120 sono gli artisti e i collettivi partecipanti
  • 103 tra artisti e collettivi espongono per la prima volta in Biennale
  • 51 i paesi partecipanti
  • 85 le partecipazioni nazionali negli storici Padiglioni ai Giardini, all’Arsenale e nel centro storico di Venezia, che includono le new entry Antigua e Barbuda, Kiribati e Nigeria.

Il concept di questa particolare edizione della Biennale di Venezia è il racconto della vita, messa al centro dell’esperienza artistica, così come Christine Macel, che ha curato il tutto, ha immaginato. È per questo che il titolo dell’esposizione di quest’anno è VIVA ARTE VIVA. Un sostanziale distacco dalle edizioni precedenti: infatti, se negli ultimi anni le opere esposte in Biennale si rifacevano perlopiù ad argomenti astratti come riflessioni ideologiche o concetti tecnologici, nella 57° edizione della mostra ritorna protagonista la Vita, il soggetto in carne ed ossa.

Molte le novità, anche dal punto di vista organizzativo. Durante la rassegna sono previsti incontri durante l’ora di pranzo con gli artisti, iniziative di confronto ogni venerdì e sabato tra il pubblico e gli espositori, che creano un clima costruttivo e forniscono preziosissimi spunti e idee agli appassionati.

Il trendwatching-team di Tosilab, alla continua ricerca di novità e nuovi trend in campo internazionale, è stato recentemente alla Biennale di Venezia e ha raccolto alcuni scatti che vi proponiamo nella gallery!

Sei mai stato alla Biennale di Venezia? Dicci le tue impressioni, seguici e commenta sulla pagina Facebook di Tosilab. Seguici anche su LinkedInInstagram Pinterest!

 


Il design brasiliano: tra rispetto per l’ambiente e creatività

In attesa dell’evento internazionale organizzato da Aspacer sul trendwatching e sui trend nell’ambito del rivestimento ceramico (7-8 Agosto 2017 – San Paolo, Brasile), vi parliamo di design brasiliano, attraverso un focus su due designer dallo stile molto particolare.

Il design in Brasile oggi

Se si dovesse descrivere il design brasiliano moderno, lo si potrebbe fare con 4 parole chiave: rispetto, ricerca, creatività, innovazione. Un ruolo fondamentale è ricoperto da tecnologia ed ecosostenibilità, fattori grazie ai quali la lavorazione dei materiali tipici del Paese, avviene nel pieno rispetto dell’ambiente; la reinterpretazione della ricerca attraverso creatività e innovazione traccia l’identità brasiliana, dinamica e solare.

Il Brasile è un paese in forte crescita ormai da tempo che, nonostante alcune situazioni sociali particolari nel proprio territorio, è voglioso di entrare a far parte da protagonista dello scenario internazionale senza però allontanarsi dalle tradizioni locali e dal mondo indigeno che da sempre lo caratterizzano. Sicuramente le Olimpiadi del 2016 sono state un’ottima occasione per il Paese, un buon motivo per “rifarsi il look”, grazie al potenziamento di infrastrutture e alla ristrutturazione di molti edifici. Inoltre, il clamore mediatico scatenato da questo evento è stato fondamentale nel far conoscere ancora di più il Paese attraverso la creatività del design, dell’arte e l’anima colorata e originale tipica del Brasile.

Tra i tantissimi artisti emergenti nel panorama del design brasiliano, anche l’artigianato locale si sta affermando oltreoceano, con la proposta di opere che hanno un forte legame con il territorio e con lo spirito brasiliano. In questo scenario collochiamo i fratelli Campana, ormai star internazionali, che portano alta la bandiera del design Brasiliano collaborando con alcuni dei più famosi brand internazionali

Chi sono i Fratelli Campana?

Si chiamano Humberto e Fernando Campana, sono nati e cresciuti in una regione molto ricca di risorse naturali, nella città di Brotas, a 250 chilometri da São Paulo. Humberto è laureato in giurisprudenza, ma dopo gli studi si dedica esclusivamente al mondo dell’artigianato, aprendo una piccola bottega di prodotti artigianali. Fernando, invece, è laureato in architettura e si occupa da sempre di design “alternativi”.

È il 1983 l’anno chiave della loro carriera. I due, infatti, in quell’anno lavorano insieme ad un grande progetto internazionale, che li rende celebri e li consacra come designer contemporanei.

Il Brasile come “fontana d’ispirazione”: lo stile dei fratelli Campana

La vita quotidiana e la reinterpretazione non convenzionale di nuovi oggetti caratterizzano il design brasiliano dei fratelli Campana, che descrivono, attraverso le loro opere, la semplicità degli oggetti comuni. E così la loro prima collezione di sedie in ferro, chiamata ‘Desconfortáveis‘ racconta, con un linguaggio artistico, una storia poetica del disagio, delle difficoltà e dell’errore.

Alcune delle più famose opere dei fratelli Campana

Utilizzando peluche di animali la serie BanqueteMultidao hanno origine da un impulso di creare una nuova forma di tappezzeria usando metodi non convenzionali. I fratelli Campana provengono da una realtà molto tradizionale, nella quale la lavorazione dei tessuti era molto diffusa. “Quello che distingue il nostro lavoro – spiegano i designer – è la scarsità di risorse, che è anche il nostro tesoro: il Brasile è la nostra grande fontana d’ispirazione, tutto ci ispira, dai popoli e da come organizzano le loro vite, alla varietà geografica ed etnica. Ciò che noi consideriamo veramente la modernità”. In questa serie anche la “Armchair of thousand eyes“, che i fratelli Campana hanno progettato per il brand FENDI, ispirata alle famose Bag Bugs della casa di moda italiana.

 

foto di banquete e multidao fratelli campana opere

 

La sedia di Celia e la sedia Favela

Realizzata in pannelli di legno compresso e carta colorata, la sedia Celia prende il nome dalla madre di Humberto e Fernando, che spesso si lamentava che i suoi figli non avessero mai nominato nessuno dei loro lavori con il suo nome. È una delle prime sedie che i fratelli hanno progettato per il mercato brasiliano di massa. La sedia Favela, invece, ispirandosi alle casuali e caotiche cittadine di San Paolo, fu progettata dai Campana usando pezzi di legno trovati per le strade. Il risultato è una sedia intricata, assemblata con cura con centinaia di componenti.

 

foto di Favela chair and Celia chair by Campana Brothers

 

Il divano Boa

Si tratta di un divano molto particolare, ispirato al boa constrictor, fatto da un groviglio di oltre 90 metri di tubo di velluto imbottito. Viste le dimensioni di questo elemento d’arredo, è stato sicuramente pensato per grandi spazi, che possano accogliere numerose persone contemporaneamente.

 

foto di opere fratelli campana boa

 

La serie Sushi

Tra gli esempi più versatili di esperimenti con materiali di scarto dei fratelli Campana , vi è la serie Sushi. È composta da sedie, divani, sgabelli e tavoli realizzati con materiale da scarto, come tessuto tagliato, residui di tappeti e scarti di gomma. L’ispirazione proviene dalle favelas brasiliane, dove si fanno tappeti e coperte semplicemente sovrapponendo i resti di tessuto. “Abbiamo cominciato con questa tradizione “povera” e abbiamo pensato alla serie Sushi. Tessuti di diversi tipi, naturali e artificiali, feltri, lana, tappeti, gomma, tutti avvolti e spinti in un tubo di panno elasticizzato”.

 

foto di sushi sofa fratelli campana

 

Il Corallo

I campana descrivono il Corallo come un oggetto tridimensionale, fatto da un filo di acciaio verniciato. La forma intrecciata irregolare è a forma di mano e ricorda le barriere coralline scavate sulla costa del Brasile.

 

corallo opere fratelli campana

 

Sedia Vermelha

Ispirata a un grosso groviglio di corde che i fratelli hanno acquistato in un mercato di Sao Paulo, la sedia Vermelha è costituita da un telaio in acciaio ricoperto da più di 450 metri di corda scarlatta intrecciata e tessuta in un complesso sistema di legami e nodi. La prima versione è stata fatta a mano in Brasile.

 

foto di vermelha chair by campana brothers

 

Il design brasiliano è un mondo tutto nuovo, da scoprire. Il trend analysis di Tosilab avviene in tutti quei luoghi dove i trend nascono e si sviluppano e il Brasile è uno di questi.

In occasione del sesto “Forum Nacional de Design para Revestimentos Ceramicos” organizzato da Aspacer, i nostri trendwatcher saranno a San Paolo per scoprire e analizzare le nuove tendenze del design brasiliano.

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Design Trends: un anno stellare

Difficile fare previsioni quanto si parla di trend, specialmente quando essi si trovano in una fase pre-emergente che non lascia intravedere molti dettagli sulla propria evoluzione. Questo è il caso del trend che prende come riferimento l’intergalattico, un trend che campeggia sia nel design che in altri ambiti e che non è nuovo agli esperti di trendwatching.

Le costellazioni, l’intergalattico, il moon style: nel panorama del design lo sguardo è sempre più rivolto al mondo extraterrestre.

Un esempio lampante sono le superfici sugli oggetti che evocano la crosta lunare, resi in scala di grigio anche con materiali naturali come travertini e ceppi che, già per natura, presentano buchi in superficie.

Altro soggetto chiave di questo trend “stellare” è l’astronauta, con tutti i suoi equipaggiamenti rivisitati in chiave moderna. Tute spaziali, stazioni aeree, caschi, tubolari di metallo e navicelle, tutto viene ripreso tanto dal design come dalla moda. Allineato al trend anche il cinema, con le uscite di diversi film a tema “galattico” (The Arrival, Passengers, I guardiani della galassia II, Rogue One: A Star Wars Story).

Anche nella moda, come abbiamo detto, il trend intergalattico compare in diverse occasioni: anche sulle passerelle di quest’anno atterrano capi stellari, tra fogge siderali e abiti galattici, si gioca molto sull’accostamento fra cosmico e ironico. Stelle cadenti precipitano su abiti couture, scarpe e borse, come le sneakers Super Star di Yves Saint Laurent, le magliette L’Etoile di Christian Dior e la Zodiac jacket con ricami di Lesage di Schiaparelli. Se non riconosciamo sui vestiti la forma della stella, è il suo bagliore, dato da polveri o da inserti in metallo, che ci travolge (…)

(…) Leggi l’articolo completo su Ceramic World Web dove troverai una gallery tutta dedicata a questo trend.

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Trendwatching around the World: Tosilab in Brasile @Aspacer

Per il terzo anno consecutivo, Tosilab ha preso parte al “Forum Nacional de Design para Revestimentos Ceramicos”, organizzato da Aspacer e giunto alla sesta edizione. Il focus dell’evento è stato sugli sviluppi e i perfezionamenti riguardanti le professioni di design ceramico, ed è per questo che l’intervento di Tosilab si è incentrato sull’attività di trendwatching che quotidianamente svolge.

Il ruolo di Aspacer

Aspacer (Asociación Paulista de Revestimiento de Cerámica) è l’associazione paulista di rivestimento ceramico, ente nato con l’obiettivo di curare gli interessi del distretto ceramico di San Paolo.

È una delle più grandi associazioni del settore, non solo del Brasile ma di tutto il distretto ceramico delle Americhe, nonchè la seconda più grande al mondo, e lavora in rappresentanza anche delle aziende che si occupano della catena di automazione della produzione ceramica.

L’intervento di Tosilab

Tra i numerosi eventi che l’associazione brasiliana promuove, vi è il Forum Nacional de Design para Revestimentos Ceramicos, giunto alla sesta edizione. Il 7 e 8 Agosto 2017 Tosilab ha partecipato all’evento con  lo speech “Tosilab Trendwatching Analysis. General Overview on 2017 Ongoing” tenuto da Ivan Saavedra Rosas, Marketing & Communication Specialist.

L’intervento di quest’anno si è basato sull’analisi delle attività di trendwatching che Tosilab svolge. Il 2017 si sta disegnando come un anno in cui l’uomo si muove come un esploratore della realtà tangibile e virtuale, filosofica e pratica, che da sempre lo circonda. La società ci appare sempre più fluida ed i comportamenti umani variano a velocità crescenti, con una rapidità mai prima d’ora immaginata. Alle scelte sociali conseguono reazioni opposte e, così facendo, le sfaccettature animano un panorama caleidoscopico di opinioni, tecniche e culture.
L’attività di osservazione è fondamentale, per meglio capire ogni minimo cambiamento che avviene nel mondo che ci circonda, ed è per questo che, durante questo anno Tosilab ha presidiato le più importanti città e fiere di design internazionali, in questo modo lo studio condotto in un secondo momento ha prodotto dei risultati completi e forti delle pregresse esperienze. Questa metodologia di analisi è insita nel DNA di Tosilab che di anno in anno sta portando l’accento su nuovi spunti per un trendwatching sempre più globale.

Questo è solo uno dei vari eventi a cui Tosilab ha preso parte negli ultimi mesi. Dopo il viaggio in Brasile saremo subito impegnati in Italia, al Cersaie 2017 nella città di Bologna, dal 25 al 29 Settembre. Per rimanere sempre aggiornati sugli eventi a cui Tosilab parteciperà in giro per il mondo, seguici anche su FacebookLinkedIn, Instagram Pinterest!

Il trendwatching attraverso le archistar

L’attività di trendwatching, che Tosilab effettua durante l’anno, implica una continua e scrupolosa osservazione di ogni dettaglio visivo, culturale e, sotto tantissimi altri aspetti, con l’obiettivo di intercettare i trend nei luoghi stessi dove nascono e si sviluppano. Osservare anche le tendenze e le novità che importanti personalità nel campo dell’architettura, come le archistar, propongono nelle loro opere, rappresenta un’attività chiave per il trendwatching. Ma cos’è un archistar? Chi sono le più riconosciute archistar internazionali?

Cosa significa archistar?

Il termine archistar è un neologismo composto da due parole: la prima è “archi”, ossia l’abbreviazione della parola architetto; la seconda è “star”, che dall’inglese stella passa a indicare un personaggio famoso nel proprio campo. Archistar è, quindi, un termine che viene attribuito a un architetto celebre nel mondo della progettazione (star), evocando la più nota parola inglese rockstar. La parola Archistar compare ufficialmente per la prima volta nel panorama dell’architettura nel 2003, quando ne Lo spettacolo dell’architettura. Profilo dell’archistar, Gabriella Lo Ricco, Silvia Micheli la utilizzarono per etichettare un architetto che gode di un successo mediatico notevole, grazie alle proprie opere. Solo nel 2008, però, il termine archistar è stato inserito ufficialmente nella raccolta dei neologismi per poi comparire in tutti i vocabolari di lingua italiana. Sebbene in Italia il termine non goda di una notevole diffusione nel linguaggio comune, in architettura è molto diffuso e perlopiù attribuito a professionisti abitualmente vengono considerati di fama internazionale.

Chi sono le archistar? Eccone alcune

È bene sottolineare che non esiste un metro di giudizio per decidere chi possa essere considerato archistar o no, per cui vi elenchiamo una serie di nomi che nel campo dell’architettura vengono largamente considerati tali. In questo articolo ne abbiamo scelte cinque, tra le più conosciute a livello internazionale: Renzo Piano, Santiago Calatrava, Zaha Hadid, Norman Foster, Jean Nouvel.

Renzo Piano

Renzo Piano è uno tra i più noti e prolifici architetti di fama internazionale, inserito, nel 2006 dal TIME, tra le dieci personalità più influenti nella categoria Arte e intrattenimento. Vincitore dei premi più importanti del settore di riferimento e ambasciatore Unesco per l’architettura, Renzo Piano si laurea a Milano nel 1964 e nel corso della sua carriera collabora da subito con gli architetti più affermati del tempo: Makowskj, Marco Zanuso, Franco Albini e Louis Kahn.

Sulla propria professione ha dichiarato: <<Quello dell’architetto è un mestiere antico come cacciare, pescare, coltivare ed esplorare. Dopo la ricerca del cibo viene la ricerca della dimora. Ad un certo punto, l’uomo, insoddisfatto dei rifugi offerti dalla natura, è diventato architetto>>.

Alcune delle opere di Renzo Piano più celebri sono: Il centro Georges Pompidou, Parigi. Questa struttura, creata insieme all’inglese Richard Rogers, nasce nel 1977 con l’obiettivo di ospitare l’arte contemporanea francese e internazionale. Sebbene inaugurata a ridosso degli anni 80, questa opera è considerata ancora oggi di stampo futuristico e avanguardistica. L’esterno mostra i elementi meccanici e tubi che mettono in luce l’alta tecnologia, mentre la piazza antistante, anch’essa progettata dall’archistar Renzo Piano, permette di ammirare la struttura da più lontano.
Shard, Londra Grattacielo a Southwark, fu inaugurato il 5 luglio 2012. Alto ben 310 metri, lo Shard è il più alto grattacielo dell’Unione europea, il terzo in Europa e il 57º del mondo.
L’auditorium Parco della Musica, Roma Tra le opere italiane dell’archistar genovese, una delle più importanti è sicuramente l’Auditorium Parco della Musica a Roma. All’esterno morbido e tondeggiante si alternano le linee rette e precise che armonizzano movimento e leggerezza.
Postdamer Platz, Berlino A Renzo Piano è stata affidata la ricostruzione della famosa Potsdamer Platz, una delle zone più mal ridotte della città tedesca durante la Seconda Guerra Mondiale. Opera di Renzo Piano anche la Torre Debis che campeggia nella piazza, composta da materiali diversi come mattoni, che sono stati utilizzati per le pareti, mentre vetro e acciaio compongono le facciate. Un concentrato di tecnologia unito alla sostenibilità, le facciate della torre Debis , infatti, assorbono il calore del sole che viene riutilizzato per climatizzare l’edificio durante l’anno.
Negozio Hermes, Tokyo Una struttura larga dieci metri ma alta ben 56 che si sviluppa su 10 piani: è quello che l’archistar genovese ha ideato per Hermes, la casa di moda francese che ha affidato a Piano la progettazione della sede giapponese, nel quartiere Ginza di Tokyo. La facciata è composta da blocchi di vetro illuminati da una luce dorata che richiamano in maniera impeccabile all’idea di lusso e di prezioso. Oltre al negozio, Renzo Piano ha anche pensato ad uno spazio espositivo, ampi spazi per gli uffici e un accesso alla metropolitana che corre proprio sotto l’edificio.


 

Santiago Calatrava

Architetto e ingegnere spagnolo, Santiago Calatrava è conosciuto per il suo design organico, ispirato alla natura, tendenza che attualmente è sempre più diffusa, come spiegato nell’articolo Natural Appeal. Lo stile Calatrava combina il concept visuale dell’architettura con i principi cardini dell’ingegneria. Tra le sue opere più importanti: la realizzazione del progetto della World Trade Center Station per l’anniversario dell’11 settembre 2011
Il Ponte Nord del progetto le vele, a Reggio Emilia.
L’interno della BCE Place Galleria, Toronto, illustra lo stile organico di Calatrava, con un soffitto a volta che ricorda un viale alberato.
L’auditorium di Tenerife.


Zaha Hadid

Dame Zaha Hadid è stata un architetto e designer irachena naturalizzato britannica. È stata la prima donna a vincere l’ambito premio Pritzker (2004) e, nel 2013, il suo studio di architettura è stato inserito tra i più importanti del mondo. Le opere di Zaha sono caratterizzate da strutture curve, soprattutto grazie all’impiego di nuove tecnologie e materiali come l’acciaio, il titanio, il vetro e la plastica. Il suo stile, fluido e leggero che evoca forme naturali, da alcuni critici è stato ribattezzato come una forma di nuovo barocco. Tra le sue opere più importanti troviamo:
London Aquatics Centre, che ha ospitato le Olimpiadi e Paralimpiadi di Londra del 2012
Centro culturale Heydar Aliyev a Baku, in Azerbaigian che ospita un auditorium, una biblioteca e un museo
MAXXI, sede del Museo nazionale delle arti del XXI secolo di Roma
Museo della Scienza Phaeno, a Wolfsburg, in Germania


Norman Foster

Architetto e designer britannico, Norman Foster è considerato uno dei principali esponenti dell’architettura high-tech. Mentre i suoi primi progetti sono caratterizzati da un forte stile high-tech concentrandosi perlopiù su aspetti tecnologici e strutturali, successivamente lo stile di Foster si addolcisce, adottando linee architettoniche più convenzionali ma mantenendo quell’aspetto tech che lo caratterizza. Come urbanista, si è occupato dei piani regolatori di King’s Cross (Greenwich, Londra), Nimes, Cannes, Berlino, Duisburg, Rotterdam. Tra i progetti più recenti:
Il nuovo Aeroporto Internazionale di Hong Kong
La nuova sede del Parlamento Tedesco nel Reichstag a Berlino
La Great Court al British Museum
Il nuovo Millennium Bridge a Londra


Jean Nouvel

Jean Nouvel è un architetto francese, vincitore di numerosi premi in campo architettura e design, tra cui l’ambito premio Pritzker nel 2008. Nouvel ha sempre dimostrato una personalità forte, con idee precise e a volte anche polemiche riguardo problemi e decisioni sull’architettura e la città. Sarà lui a curare la realizzazione della Fondazione Fendi nel cuore di Roma, tra i fori imperiali e il Circo Massimo. È curioso il set di posate in acciaio che Jean Nouvel ha progettato nel 2004, in occasione del 100° anniversario della nascita della fondazione Georg Jensen. Tra le opere che l’architetto francese ha realizzato troviamo:
Torre Agbar a Barcellona
Il Copenhagen Concert Hall
Copenhagen Il Musée du quai Branly, Parigi

Le archistar rappresentano un argomento fondamentale nelle nostre attività di trendwatching. Osserviamo con attenzione ogni novità nel panorama dell’architettura, del design per garantire soluzioni originali e uniche. E tu, a chi ti ispiri? Chi sono, secondo te, le archistar del futuro? Seguici su Facebook, condividi e commenta per rimanere aggiornato sugli ultimi trend! Siamo anche su LinkedIn, Instagram Pinterest!

Tendenze design: Natural Appeal

Le conseguenze sull’ecosistema dovute ai cambiamenti climatici hanno fortemente influenzato il nostro approccio alla quotidianità, al punto che oggi, qualunque cosa facciamo, non possiamo più prescindere dall’assumere un atteggiamento virtuoso verso l’ambiente che ci circonda. Questo comportamento è sempre più tangibile nei processi industriali atti alla creazione di oggetti o nel campo della produzione di servizi, dove l’impiego di materiali naturali interpreta il nuovo pensiero: consumare meno e conservare di più. Secondo gli studiosi di tendenze questo fenomeno si potenzierà ulteriormente in futuro. Ogni bene fabbricato punterà a raggiungere l’armonia con la natura e il rispetto del ciclo della vita.
Nel design, la tematica green sta prendendo infinite sfaccettature interessanti, tutte da esplorare. L’idea di individuare risorse alternative che non sviliscano la Terra più di quanto già abbiamo fatto conduce alla sperimentazione di materiali inediti che possano sostituire legno, cortecce e fibre tessili almeno in parte. Oltre all’uso sempre più oculato di tali materiali naturali, nascono quindi oggetti realizzati con fibre diverse e nuove forme di aggregati organici, purché abbiano un aspetto esteticamente intrigante. La designer Tamara Orjola si è interrogata sul perché, degli alberi di pino abbondanti in Europa, venga usato prevalentemente il massello, mentre si scartino del tutto gli aghi, ossia ben il 25% della loro massa. Ha quindi studiato un processo che, grazie a tecniche di sbriciolamento, imbevimento, cardatura, piegatura e pressatura, le consentisse di trasformare gli aghi in una fibra con cui oggi realizza i tessili d’arredo della collezione Forest Wool.
Un concept molto simile caratterizza una serie di arredi presentati a Maison & Objet di Parigi lo scorso gennaio. Si tratta di cuscini, pouf e sedie la cui imbottitura è realizzata con fieno compatto e racchiuso all’interno di plastica trasparente, che consente di lasciare a vista l’aggregato organico e le naturali sfumature date dall’essiccazione della pianta al sole.

 

Tali oggetti hanno una durata di circa dieci anni, il che integra la decomposizione successiva nell’intera storia del progetto stesso: non ci si limita quindi solo all’estetica, ma si considera l’intero ciclo di vita del prodotto fino al suo smaltimento e al ritorno alla terra.
La School of Design dell’Università di Lund propone invece dei pennelli da barba il cui manico viene intagliato nel guscio delle noci, un ottimo modo per trasformare un involucro di scarto in un oggetto di consumo dall’appeal indiscutibile.
Nel paesaggio domestico gli spazi atti ad ospitare fiori e vegetazione non sono più solo i vasi o le aiuole sul terrazzo, bensì configurazioni complesse di contenitori a muro che fanno proliferare pareti di muschi semplici o arborescenze più importanti nelle residenze private, negli hotel, nei ristoranti, nei negozi e negli aeroporti. L’idea di base è trovare nuove modalità di integrare il verde nell’indoor e sfruttare tutti i benefici che ne derivano: assorbimento acustico, pulizia dell’aria e benessere psicofisico. Non ci sono limiti ai luoghi bizzarri dai quali la vegetazione può fare capolino. Esemplare è certamente il porticato esterno del Perez Art Museum di Miami studiato da Herzog & de Meuron: qui, cilindri altissimi, di oltre otto metri, pendono dalla copertura direttamente sui visitatori che vengono interamente ricoperti di verde.

Nel design, il territorio stilistico di maggior espansione è quello che richiama la natura selvaggia di matrice prevalentemente africana, un influsso corroborato anche dall’ascesa di progettisti emergenti in tale continente e sui quali il panorama internazionale sta puntando i riflettori.
La messa in scena di tutto questo nelle nostre case avviene grazie a stampe fotografiche. Si pensi alla collezione Home 2017 di Christian Fischbacher, colorato tributo alle foreste tropicali; o alle surreali realizzazioni grafiche delle carte da parati di Cole & Sons che ritraggono mondi onirici fatti di belve e alberi improbabili declinati in vivaci pattern.
Un omaggio all’eco-sostenibilità in tutte le sue forme arriva da Andrea Castrignano, uno dei designer italiani più amati, che al Fuorisalone di Milano, nel suo headquarter metropolitano, propone PRE-FABulous. La sua villa signorile è infatti completamente immersa nel verde delle felci tropicali, dotata di tutti i comfort e rifinita con materiali naturali che riprendono i motivi grafici del foliage esterno.
Ad accreditare ancora la voglia di echi naturali sono tutti i rivestimenti in pelle artificiale che si sono fatti strada nelle fiere di arredamento come l’IMM di Colonia: ghepardato, pitonato, maculato e zebrato, senza scordare le repliche sui tessuti delle vibranti livree di insetti e altri organismi viventi.
Legata al tema, anche la scelta del Greenery come colore dell’anno secondo Pantone, un vero e proprio tributo alla rinascita.

Fonte: CWW – Ceramic World Web

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