I 10 Padiglioni da non perdere alla Biennale Architettura Venezia 2018

Freespace è il titolo della Mostra Internazionale di Architettura di Venezia 2018, giunta all’edizione numero 16, iniziata ufficialmente il 26 Maggio e che occuperà gli spazi dei Giardini e dell’Arsenale fino al mese di Novembre. A cura dello studio irlandese Grafton Architects, Freespace è anche il tema che gli organizzatori hanno assegnato alle 63 nazioni partecipanti alla Biennale di Venezia 2018 le quali, attraverso i loro padiglioni, sono state chiamate a reinterpretare gli spazi in maniera del tutto libera, basandosi sulle proprie radici culturali, le proprie identità nazionali e i propri stili.

Un concetto affascinante quello di sviluppare spazi liberi (Freespace) all’interno di scatole chiuse (i padiglioni) che ha permesso di ottenere installazioni molto eterogenee tra loro, guidate dalle più svariate interpretazioni di progettisti e designer da tutto il mondo, pronti a dettare tendenza nel settore.

Ecco di seguito la selezione Tosilab dei 10 Padiglioni alla Biennale Architettura Venezia 2018 da non perdere.

1. Arcipelago Italia, il Padiglione Italia alla Biennale di Venezia 2018

Il viaggio all’interno dei padiglioni che popolano la Biennale Architettura Venezia 2018 non può che partire dal Padiglione Italia, un must per chi si reca alla Biennale.
Affidato alla cura dell’architetto Mario Cucinella il padiglione Italia alla Biennale Architettura Venezia si compone di 5 progetti, 8 itinerari e diverse attività collaterali. L’obiettivo è quello di indagare sull’obiettiva complessità dei territori interni italiani composti da oltre 1000 piccole realtà locali e il ruolo chiave che l’architettura contemporanea ricopre per il loro rilancio.

2. Building a Future Countryside, il Padiglione Cina 

#Arsenale

L’imponente installazione della Cina guarda al futuro dello sviluppo rurale nel paese (da qui il titolo del progetto) e s’interroga su come nuove forme di tecnologia potrebbero essere utilizzate per creare nuovi edifici per comunità autosufficienti.

Tra le mostre di spicco figurano un modello di tetto in bambù a forma di otto e una torre panoramica costruita dai resti di una casa demolita, originariamente costruita nella provincia dello Yunnan e inviata direttamente a Venezia in occasione della Biennale.

Tecnologia che sempre più entra a far parte del mondo dell’architettura e del design. Ne abbiamo parlato nell’articolo dedicato all’A.I. Design (leggi l’articolo qui).

Presente anche un’installazione interamente stampata in 3D, progettata da Archi-Union e chiamata “Cloud Village”.

3. Svizzera 240, House Tour, il Padiglione Svizzera eletto come il migliore dell’edizione 2018

#Giardini

Premiato come il miglior padiglione della Biennale 2018, il Padiglione della Svizzera è un’installazione coinvolgente, il cui focus è sulla graduale riduzione degli spazi che la società si trova ad affrontare. Svizzera 240: House Tour genera una experience che ricorda gli ambienti di Alice in Wonderland, dove spazi, arredi e oggetti diventano enormi o eccessivamente piccoli, le finestre si affacciano sul nulla e i consueti canoni dell’abitare vengono decisamente scardinati.

4. Holy See: Città del Vaticano per la prima volta alla Biennale

#Isola di San Giorgio Maggiore

La reinterpretazione degli spazi di culto religiosi è il tema dell’installazione della Città del Vaticano – nell’isola veneziana di San Giorgio Maggiore – che ha creato una delle mostre più discusse della biennale di quest’anno.

Con la partecipazione di grandi nomi come Norman Foster e Eduardo Souta de Moura, oltre a figure di culto come Smiljan Radić, Flores & Prats e Terunobu Fujimoro, la mostra intende riflettere sul significato dello spazio Chiesa nel 21° secolo, con l’installazione di 10 cappelle sparse per l’isola.

5.  Finlandia, Norvegia e Svezia nel Nordic Countries Pavilion Another Generosity

#Giardini

Un’installazione caratterizzata da quattro enormi bolle all’interno del Nordic Pavilion, che si gonfiano e si sgonfiano in risposta alle condizioni ambientali.

L’obiettivo è mostrare una visione di un futuro in cui l’architettura può adattarsi a ciò che lo circonda, nello stesso modo in cui lo fanno gli esseri umani.

6. Il padiglione Olanda: Work, Body, Leisure

#Giardini

Uno spazio apparentemente semplice ma ricco di contenuti in cui si vuole esplorare come l’umanità verrà trasformata in un’epoca caratterizzata dall’evoluzione rapida di robot e intelligenze artificiali che oggi sono in grado di svolgere molti lavori tradizionalmente svolti dagli umani.

Un progetto che prova a rispondere a tutti questi cambiamenti incoraggiando creatività e responsabilità anche in campo architettonico.

7. Lussemburgo con il Padiglione The Architecture of the Common Ground

#Arsenale

Di forte riflessione il padiglione Lussemburgo che guarda a come, in una nazione dove il 92% della terra è di proprietà privata, l’architettura può essere più generosa.

Attraverso una serie di modelli in scala, mostra ipotetici progetti non realizzati dove grandi edifici  vengono sollevati da terra su palafitte, creando uno spazio pubblico sottostante.

8. Il padiglione del Portogallo, Without Rhetoric

#Fondazione Ugo e Olga Levi Onlus

Il padiglione portoghese è chiamato a celebrare alcuni dei progetti di infrastrutture pubbliche che il paese ha completato negli ultimi dieci anni, nonostante la crisi economica globale.

Abbiamo parlato della rinascita del Portogallo e delle tendenze estetiche legate alla nazione lusitana nell’articolo che trovi QUI.

Tra i progetti proposti troviamo Teatro Thalia, un teatro degli architetti Gonçalo Byrne e Barbas Lopes e il Centro di arti contemporanee Arquipélago, un museo di arte e cultura curato da Menos é Mais Arquitectos e João Mendes Ribeiro.

 

9. Germania: Unbuilding Walls

#Giardini

Entrando nel padiglione tedesco, ci si trova di fronte a quello che sembra essere un muro solido, continuo. Quando ci si avvicina, il muro si rivela essere formato da una serie di frammenti. Sul retro di ciascuno si possono trovare i dettagli di un edificio o di uno spazio situato lungo il percorso del Muro di Berlino.

La riflessione è proprio sull’impatto che barriere e recinzioni hanno sugli spazi pubblici, città e interi paesi.

10. Il padiglione Vertigo Horizontal dell’Argentina

#Arsenale

Un grande giardino a specchio si estende lungo il centro del padiglione argentino, offrendo uno spazio che vuole rappresentare un’oasi urbana, un rifugio green nel cuore dell’Arsenale.

L’obiettivo è quello di riprendere i numerosi parchi e spazi sociali pubblici creati in Argentina da quando il paese ripristinò la democrazia nel 1983.

Si prospetta una Biennale Architettura 2018 davvero interessante. C’è tempo fino al 25 Novembre 2018 per poter ammirare le installazioni collocate tra le più suggestive zone di Venezia. Un evento da non perdere!

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Salone del Mobile 2018: è record, sfiorato il mezzo milione di visite!

 

Ci si aspettava, alla vigilia del 17 Aprile, un Salone del Mobile 2018 da record, ma probabilmente nemmeno gli addetti ai lavori ipotizzavano un successo così eclatante. Tra un clima estivo, una Milano più internazionale che mai e la presenza di designer, archistar e celebrità di fama internazionale, il Salone del Mobile 2018 ha, infatti, registrato un incremento superiore al 26% rispetto all’ultima edizione, un risultato che gli stessi organizzatori hanno definito “irripetibile”.

In effetti, per chi, come Tosilab, ha avuto modo di addentrarsi ed esplorare per l’intera settimana il Salone, o le innumerevoli installazioni di design per le strade del centro di Milano, la sensazione che quella 2018 sarebbe stata l’edizione migliore di sempre era più che viva.

Sono i numeri a confermarlo:

  • 440mila presenze totali al Salone del Mobile
  • 500mila circa le presenze al Fuorisalone
  • 188 paesi di provenienza
  • 1400 eventi organizzati per la Milano Design Week

Il tutto condito da una parola chiave che accomuna tutti quando si prova a descrivere l’evento, giunto alla 57esima edizione: qualità. È proprio la qualità delle installazioni ad aver colpito la maggior parte dei partecipanti agli eventi milanesi, tant’è che anche le installazioni più modeste si sono rivelate vincenti.

Ecco di seguito alcune foto esclusive che raccontano la 57esima edizione del Salone del Mobile…

Successo anche per il Fuorisalone 2018

Un concentrato di novità – nelle forme, nella progettazione e nella rivisitazione di ogni oggetto o ambiente – è quanto emerge dal Fuorisalone 2018. Tra Brera, Tortona, Ventura e tutti gli altri distretti del design milanese si sono potute ammirare migliaia di installazioni, anche fino a tarda notte, grazie ai numerosi eventi organizzati dai vari brand.

Impossibile non citare Superstudio che, con la mostra del designer giapponese Nendo, ha registrato ben 100mila presenze – una grossa percentuale dei visitatori totali di Tortona. Successo anche per l’Opificio con 120mila visite e per la Statale che, grazie alla mostra di Interni, supera le 200mila visite. Oltre 10 mila presenza al giorno per Vitra alla Pelota e lunghe code anche per i colossi dell’elettronica Sony (in Via Savona) e Panasonic (a Palazzo Brera). Unico distretto in netto calo è quello di Lambrate, mentre crescono Brera, Centrale e Bovisa.

 …e del Fuorisalone 2018.

Cos’è il Salone del Mobile Milano e perché è così importante?

Aldilà dei numeri di questa edizione, il Salone del Mobile è l’evento che, ormai da anni, rappresenta un punto di riferimento a livello mondiale per il settore casa-arredo e rappresenta, inoltre, uno strumento chiave per l’industria di settore che trova in esso uno straordinario veicolo di promozione.

La prima edizione del Salone del Mobile Milano risale al 1961. In quegli anni l’Italia, come la Germania, si trovava ad affrontare un periodo di ricostruzione edilizia molto significativo visto che, terminata la Seconda Guerra Mondiale, il fermento per il recupero e la ricostruzione di edifici pubblici e case private era molto forte.

foto locandina salone del mobile 1961

All’aumentare delle richieste di ricostruzione aumentava, collateralmente, la richiesta di arredi, mobili e oggetti ed è proprio per questo motivo che nel 1960 a Colonia veniva riaperta la Koelnmesse, storico evento fieristico per la casa e l’arredamento, dove domanda e offerta potevano incontrarsi per instaurare nuove opportunità di business.

È l’anno successivo che, vista la reazione positiva del mercato all’evento tedesco, viene inaugurata presso la Fiera di Milano, la prima edizione del Salone del Mobile, alla quale presero parte oltre 300 aziende distribuite su circa 12 mila mq di spazi espositivi.

Negli anni a venire il Salone del Mobile Milano è sempre più diventato un evento di fama internazionale, con espositori e visitatori in costante aumento e che oggi rappresenta un punto di riferimento per gli osservatori di tendenze nel campo del design.

All’evento partecipano generalmente aziende produttrici di arredi e mobili per la casa (interno ed esterno), elettrodomestici e materiali (sia di rivestimento sia strutturali). Vengono esposti anche concept e prototipi e studi sulle tecnologie del futuro, così come esercizi di stile e performance di designer famosi ed emergenti.

Il Fuorisalone, l’evento di design che ogni anno “invade” Milano

In concomitanza con il Salone del Mobile, si svolge annualmente nella città di Milano, il Fuorisalone, evento di spicco nel panorama del design.

Non si tratta di un evento fieristico ma di una serie di allestimenti, installazioni e mostre in diverse zone della città di Milano. Il Fuorisalone di Milano è nato spontaneamente nei primi anni ottanta, per iniziativa delle aziende che operano nel settore dell’arredamento e del design industriale; anche oggi i singoli promotori si organizzano autonomamente fino a creare un grande evento collettivo che si svolge durante il mese di aprile, in concomitanza quindi con il Salone Internazionale del Mobile di Milano.

appartamento lago fuorisalone milano 2018

Si tratta di due tra i più importanti eventi internazionali di settore, attraverso i quali individuare quelle che sono le più significative tendenze del design e dell’interior design e di tanti altri settori che orbitano attorno a questo mondo.

La prossima edizione del Salone del Mobile sarà dal 9 al 14 Aprile 2019.

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Perchè l’Africa influenzerà i trend del futuro?

 


La società contemporanea è caratterizzata da continui e significativi cambiamenti nel corso degli anni che determinano nuovi usi e costumi , di riflesso, influenzano l’andamento delle tendenze, in ogni campo di applicazione.

In questo articolo parleremo di come la cultura Africana influenzerà i trend del futuro, tenendo presente la forza con la quale questo continente stia emergendo e continuerà a farlo durante i prossimi anni. In questo primo periodo dell’anno, infatti, durante le attività di trendwatching del nostro team, è risultata molto interessante la massiccia presenza di elementi estetici legata alla cultura africana (nella Gallery in copertina alcuni scatti dal Maison&Objet 2018) che ci ha portati ad approfondire e cercare di capire le ragioni per le quali questi trend africani saranno protagonisti nel futuro. 

The future is urban

Il fenomeno dell’urbanizzazione è certamente il più significativo degli ultimi 10 anni e, probabilmente, continuerà ancora ad esserlo nel prossimo futuro. Ad oggi, oltre metà della popolazione mondiale vive in grandi città e metropoli e, qualora questo trend continuerà il proprio percorso, si giungerà al punto in cui entro la fine del XXI secolo circa l’85% del genere umano vivrà in centri urbani.

Perché questa tendenza all’urbanizzazione sta influenzando ogni aspetto della società contemporanea?

Per avere un quadro completo, facciamo un passo indietro, agli anni ’50, periodo storico in cui meno del 30% della popolazione viveva in grandi città. Di fatto le metropoli non esistevano (nessuna città ospitava 10 milioni di abitanti – solo Londra e New York raggiungevano gli 8 milioni circa) e la maggior parte della popolazione si concentrava in centri rurali e agricoli. Con l’avvio dell’industrializzazione, lo spostamento di persone verso i centri urbani è stato sempre più rapido e intenso tant’è che oggi contiamo ben 37 metropoli con milioni di abitanti (si pensi che l’area di Tokyo ne conta ben 38 milioni) e solo in Cina ben 100 città hanno superato il milione.

Cosa succede nel continente Africano?

Questo fenomeno non dà segni di rallentamento e in ogni continente provoca effetti differenti portando a mutare, a volte anche profondamente, alcuni aspetti della società. Ad oggi, il continente Africano è certamente quello nel quale, per una serie di avvenimenti, si sta registrando un forte progresso. C’è aria di nuove sfide, di novità nel campo dell’economia, della cultura e della politica che si riflettono inevitabilmente nella società attraverso cambiamenti che riguardano anche l’estetica – moda e design in primis.

Vi è, infatti, un’attenzione sempre maggiore da parte dei grandi brand nei confronti del continente africano, tanto attraverso iniziative in loco quanto nei confronti della cultura africana rappresentata nel resto del mondo (vedremo più avanti alcuni interessanti esempi di come questa tendenza si stia sviluppando in maniera esponenziale).

Cerchiamo, quindi in questo articolo, di delineare le principali ragioni per le quali pensiamo che l’Africa possa, nei prossimi anni, dettare diversi trend che sicuramente andranno ad influenzare anche ambiti come l’estetica – dal design al mondo fashion

Abbiamo individuato 4 “forze propulsive” che fanno dell’Africa il continente emergente per eccellenza:

1. Africa rising. Il risveglio della società africana
2. Proud. L’orgoglio di rappresentare l’Africa nel mondo
3. The green challenge. La voglia da parte dell’Africa di vincere la sfida dell’ecosostenibile e rinnovabile.
4. Technology. Lo sviluppo tecnologico è in fortissima ascesa.

Si tratta di una serie di indicazioni che, grazie ad alcuni esempi pratici, ci possono aiutare a capire alcune delle numerose ragioni che fanno pensare al continente africano come trend-setter del futuro.

1. Africa rising

L’aspetto economico è sicuramente uno dei fattori principali che sta spingendo l’Africa verso una netta risalita. Dati alla mano, l’Africa ha registrato una crescita economica dell’1,3% nel 2016 e del 2,3% nel 2017 (World Bank data). Un trend di crescita chiaramente positivo che, sebbene vada ancora a scontrarsi con alcuni ostacoli dovuti a idee politiche tradizionaliste, sta tracciando un solco divisorio importante con il passato, volto ad inaugurare una nuova era per l’intero popolo africano.

Anche sul fronte politico ci sono stati avvenimenti molto significativi, grazie ai quali nuove sfide di rinnovamento sono state intraprese. Ciò che sta emergendo da questa prima tendenza è, quindi, una continua ricerca del “nuovo”, che si stacchi dagli standard del passato e che si basi su ciò che potremmo definire “The New African Way”, come in una sorta di re-branding del continente africano ad impatto, però, mondiale.

foto Trend Africa 2018 - Tosilab (5)

Scatto dal Maison&Objet 2018 – Tosilab

2. Proud

Il 2017 è stato caratterizzato da una forte discussione sul tema dell’immigrazione il quale, vista la delicatezza, ha sensibilizzato l’opinione pubblica, ma nel contempo ha anche polarizzato. È per questo che, in maniera sempre crescente, personaggi pubblici, politici e persino celebrità – africani e non – si sono cimentati nel trattare l’argomento, schierandosi in maniera netta contro la discriminazione di razza e di cultura. 

Possiamo parlare, quindi, di una “hyper-awareness” nei confronti delle proprie origini da parte del popolo africano. Si tratta di una sorta di orgoglio etnico crescente, che sta portando i grandi brand ad adattare e in molti casi rimodellare le proprie attività, soprattutto comunicative, per andare incontro a questa tendenza, coltivata e diffusa dal popolo africano stesso tanto all’interno dei propri confini quanto all’estero.

Non è un caso se un top brand come Nivea, nel luglio del 2017, abbia collaborato con Luduma Ngxokolo, celebre fashion designer africano, per la campagna promozionale di un deodorante. Di non meno importanza la nuova piattaforma digitale della BBC, lanciata ad ottobre 2017, in lingua anglo-africana, per la diffusione di notizie e intrattenimento tv per l’est e il centro Africa.
Altro esempio interessante dal celebre marchio di trasposto internazionale, la DHL, che ha instaurato una partnership con alcuni dealer per la creazione di drop-off points negli Stati Uniti per il commercio e trasporto di prodotti provenienti dall’Africa.

Sempre più attenzione verso l’Africa, quindi, non solo nel continente stesso ma anche nel resto del mondo, laddove nei secoli la popolazione africana si è sempre più spostata.

foto di Luduma - African fashion designer

Luduma Ngxokolo – African Fashion Designer testimonial per Nivea – 2017

3. The green challenge

Una delle grandi opportunità che l’Africa ha in questo avviato percorso di forte sviluppo è certamente rappresentata dalla sfida al mondo occidentale sulla sostenibilità ambientale. Imparare dagli errori delle nazioni più sviluppate in tema di danni all’ambiente e inquinamento per tentare di rendere l’Africa un continente green e poter diventare in futuro un continente modello sul tema ambiente, molto attuale visti gli sviluppi allarmanti dell’ultimo ventennio. Una sfida, di fatto, già cominciata per diverse nazioni africane.

Un esempio su tutti, l’isola di Capo Verde che si è impegnata ad ottenere il 100% del fabbisogno energetico da fonti completamente eco-sostenibili e rinnovabili entro il 2025 (Obiettivo finanziato dal programma SDG – Sustainable Development Goals dell’ONU). 

Il futuro, in Africa, si prospetta essere sicuramente green.

4. Technology

Altro grande trend legato al continente africano, riguarda il mondo della tecnologia. Si prevede che nel 2018 le cosiddette “smart technologies” raggiungeranno il loro apice di diffusione in Africa; ragion per cui oggi il continente risulta essere il luogo ideale per start-up e aziende che stanno sperimentando prodotti e servizi ultra tecnologici.
Tanti gli esempi a conferma di questa tendenza: 
nell’Ottobre 2017 in Somalia è stato aperto iRise Hub, il primo Innovation Hub, interamente dedicato alle startup africaneFacebook ha fatto ingente investimento nella formazione digitale di 50 mila studenti nigeriani e ha fondato il TechCrunch Startup Battlefield in Kenya, un luogo di incontro e ispirazione per startup, sviluppatori, influencers e giovani imprenditori in procinto di investire nel campo della tecnologia; per concludere, un altro colosso del web come Google, ha annunciato di voler costruire il primo Launchpad Space – un luogo di incontro tra sviluppatori e imprenditori con i vari team di Google –  fuori dagli Stati Uniti, in Africa.

foto Trend africa tecnology TechCrunch Startup Battlefield by facebook

Non è affatto casuale, quindi, che in più contesti il continente africano stia fortemente emergendo. Tra ripresa economica e cultura, sostenibilità e tecnologia, l’Africa avrà tanto da offrire nel prossimo futuro. Ecco perchè molte tendenze avranno certamente una forte influenza di matrice africana.

Nei prossimi articoli entreremo più nel dettaglio delle tendenze in campo estetico, parlando nello specifico della presenza dell’Africa nel mondo del design. Cercheremo di capire come l’estetica cambierà nei prossimi anni a seguito di tutte queste novità trainate dallo sviluppo considerevole che il continente africano sta attraversando.

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6 eventi su design e arte da non perdere a Febbraio

Archiviato Gennaio, mese in cui il trendwatching team di Tosilab ha viaggiato in diverse città d’Europa per assistere ad alcune delle più importanti fiere sul design (vedi Tosilab @Maison&Objet 2018), anche Febbraio si prospetta come un mese ricchissimo di eventi dedicati al design e all’arte. Dall’Italia al Regno Unito, dalla Svizzera alla Svezia passando per la Spagna dove dal 5 al 9 Febbraio – a Valencia – Tosilab prenderà parte al Cevisama 2018, evento di spicco internazionale nel panorama del design, con uno spazio espositivo ricco di emozioni.

In questo articolo parleremo, quindi, dei 6 eventi internazionali su design e arte in programma a Febbraio 2018, soffermandoci sulle caratteristiche di ogni evento, le tematiche principali e le aspettative. Per i collezionisti d’arte, giovani designer, architetti e appassionati c’è tanta carne al fuoco. Scopriamo quali sono gli eventi principali.

Arte Fiera 2018 dal 2 al 5 Febbraio a Bologna

Arte Fiera è l’evento internazionale dedicato alle produzioni artistiche moderne e contemporanee. Giunta alla sua 42esima edizione, si svolgerà a Bologna dal 2 al 5 Febbraio e avrà come location principale i padiglioni 25 e 26 di Bologna Fiere, oltre che dislocarsi in tutto il capoluogo emiliano per l’intera durata dell’evento. Si tratterà di un’edizione molto particolare e abbastanza differente dalle scorse, piena di novità. Per quanto riguarda gli eventi che si svolgeranno in fiera, spazio ad un interessantissimo convegno internazionale “Tra mostra e fiera: entre chien et loup” che il 2 e 3 Febbraio, nella Talk Area, accompagnerà i partecipanti ad una riflessione introspettiva sul ruolo che eventi come Arte Fiera stanno assumendo negli ultimi decenni: eventi culturali sempre più orientati al mercato, quasi con una doppia identità. Domenica 4 animeranno lo spazio dedicato agli eventi una serie di altre conversazioni volte a presentare libri, collezioni e iniziative specifiche.

Ampie aree saranno, ovviamente, dedicate a mostre tematiche. L’area Solo Show ospiterà mostre personali di artisti indipendenti italiani e internazionali; spazio alla fotografia e alle tendenze espressive in campo internazionale.

Arte Fiera 2018 si articola in Main Section con 107 gallerie, Solo Show con 28 gallerie, Photo con 12 gallerie (a cura di Andrea Pertoldeo), Nueva Vista con 4 gallerie (curata da Simone Frangi), per un totale di 151 presenze. Si è scelto volutamente di raggiungere il limite delle 151 presenza (come tuttavia nella precedente edizione), per favorire la qualità dell’esposizione nella sua totalità.

A ciò vanno aggiunti ulteriori 22 espositori, con focus sull’editoria, collocati all’interno dei due padiglioni e altri 10 nell’area Printville, a cura di Amedeo Martegani posizionata al centro servizi.

Infine, per quanto riguarda le location sparse all’interno della città dal 2 al 5 Febbraio, segnaliamo tra gli altri: il MAMbo (Museo Arte Moderna Bologna), la Cineteca, gli spazi Universitari, il Teatro Comunale e Fico, senza dimenticare il Mast, la Fondazione Golinelli, Palazzo Re Enzo e Palazzo D’Accursio.

Cevisama 2018 a Valencia – Spagna – dal 5 al 9 Febbraio

Cevisama è il salone in cui idee, materiali e superfici provenienti da tutto il mondo si riuniscono nella splendida città spagnola di Valencia. L’obiettivo principale è quello di scoprire le ultime tendenze relative all’interior design e al design delle superfici in maniera più ampia.

foto logo cevisama - tosilab

Si prevede un’edizione storica che, secondo gli addetti ai lavori, supererà di gran lunga il numero di visite delle scorse edizioni. Infatti, per la prima volta negli ultimi anni, il Cevisama offrirà una serie di eventi paralleli (convegni, meeting, seminari) presenziati da diverse personalità internazionali del mondo del design e dell’architettura.

Tosilab al Cevisama 2018

Tosilab parteciperà all’evento con uno spazio espositivo in cui immagini, colori e forme si renderanno protagoniste per sottolineare l’importanza delle superfici nella creazione dello spazio. Sulla scia del Cersaie 2017 (ultimo evento internazionale a cui Tosilab ha partecipato) il ruolo di spicco è affidato ancora al well-being e all’analisi dell’ottimismo, all’interno di uno spazio emozionale in cui poter parlare e approfondire temi come interior design, comfort ma soprattutto trendwatching, attività chiave di Tosilab.

Per maggiori dettagli e per scaricare il biglietto gratuito di accesso alla fiera, visita la nostra pagina To Cevisama 2018!

Milano Unica, il salone italiano del tessile dal 6 all’8 Febbraio

Milano Unica è una delle principali fiere internazionali interamente dedicata alla presentazione delle collezioni di tessuti e di accessori per abbigliamento. Giunta alla sua 26esima edizione, la fiera nasce nel settembre 2005 dalla fusione di 5 differenti manifestazioni tutte improntate sul tessile italiano ed europeo nel mondo: Ideabiella, Ideacomo, Moda In, Shirt Avenue e Pratotrade. Con la fusione sotto un unico evento – quello di Milano Unica – rimangono oggi le identità di Ideabiella, Moda In e Shirt Avenue, che continuano a svolgere il ruolo di rappresentanti dell’eccellenza tessile. Si svolge a Milano nei giorni 6, 7 e 8 Febbraio e si propone come luogo ideale in cui offrire il miglior prodotto sul mercato mondiale della moda di alta gamma, con l’obiettivo di porsi sempre al passo con tempi e di investigare sulle principali tendenze future e del momento.

foto logo milanounica

Si tratta di un’esposizione a 360 gradi, dove tessuti di ogni tipo (dal semplice cotone ai cosiddetti tessuti high-performance) vengono messi in mostra per evidenziare l’eccellenza della manifattura italiana che sfrutta, al giorno d’oggi, le più recenti tecnologie del settore. Il percorso tra gli stand di Milano Unica è, come riportato sul sito ufficiale dell’evento, “un viaggio attraverso tutte le categorie di prodotto che rappresentano l’eccellenza della materia, la tradizione e la creatività italiane ed europee”. Ci saranno diverse aree tematiche e una vasta zona interamente dedicata agli eventi, molti dei quali improntati sul tema delle tendenze non solo nella moda ma nella società in generale: il Trend Village, l’Area Tendenze, l’Area Filo Trend e poi le aree Press, Infostile, Video e Vintage. Largo anche ai talenti del fashion, con lo spazio Eyes on me in cui 20 giovanissimi creativi racconteranno le loro idee e creazioni al mercato del fashion. Tante altre saranno le iniziative da non perdere da Martedì 6 a Giovedì 8 Febbraio a Milano Unica 2018.

Surface Design Show 2018, a Londra dal 6 all’8 Febbraio

In concomitanza con Milano Unica, si svolge a Londra il Surface Design Show 2018, punto di riferimento per designer, architetti e professionisti del settore. Si tratta dell’unico evento britannico dedicato interamente alle superfici per interni ed esterni e rappresenta un vero e proprio palcoscenico di lancio al pubblico per nuovi prodotti e collezioni.

foto logo SurfaceDesignShow

Nata 13 anni fa, la Surface Design Show di Londra conta, nell’edizione 2018, oltre 200 brand espositori e diversi eventi di dibattito (conferenze, seminari, mostre etc..) che si svolgeranno nella 3 giorni Londinese. Da segnalare la Surface Design Awards, competizione nella quale 30 architetti, designer e interior designer esporranno i propri progetti per aggiudicarsi i premi messi in palio dall’ente organizzatore. Un vero e proprio show nella city britannica, fatto di superfici, pronto a sorprendere tutti i visitatori!

Nomad, evento dedicato al design a St. Moritz dall’8 all’11 Febbraio

Nomad è un evento dedicato al design, che ha l’obiettivo di rivisitare la classica idea di fiera in un nuovo format: quello di fiera itinerante per gli oggetti di design da collezione. Nomad racchiude l’esposizione di una serie delle più celebri collezioni di design in location originali ed esclusive. Organizzato da Giorgio Pace e Nicolas Bellavance-Lacompte, debutta nella splendida villa di Karl Lagerfeld a Montecarlo e, dopo il successo dello scorso anno a Monaco, quest’anno si svolgerà a St. Moritz a Chesa Planta, un museo dedicato alla cultura dell’abitare.

foto Nomad-St.-Moritz

St. Moritz è una della più famose location per le vacanze invernali, eletta patrimonio mondiale Unesco è oggi diventata sinonimo di stile, eleganza e classe.

Nomad coniuga design e arte in contesti storici e inusuali; un evento imperdibile per i collezionisti alla ricerca di nuove esperienze ed opportunità.

Stockholm Design Week, dal 5 all’11 Febbraio

Dal 5 all’11 Febbraio si alza il sipario sulla Stockholm Design Week, l’evento più importante dell’anno per il design scandinavo. 6 giorni di mostre, iniziative, seminari animeranno la capitale svedese con oltre 100 appuntamenti. Da un lato l’industria si incontra negli spazi della Stockholm Furniture & Light Fair (dal 6 al 10 Febbraio), la città per una settimana si trasforma in una grande festa collettiva e diventa il teatro di numerosi eventi aperti al pubblico tra le gallerie, i musei e gli showroom della città.

foto logo Stockholm-Design-Week

La prima Stockholm Design Week si è tenuta nel 2002 e da allora si è sviluppata in maniera esponenziale. Un luogo in cui tutti coloro che sono in qualche modo connessi o interessati al design scandinavo e mondiale si incontrano e interagiscono, portando a casa nuovi impulsi, nuove idee e ispirazione.

Questi i principali eventi di Febbraio su design e arte, ai quali va aggiunto l’appuntamento con Caravaggio – L’anima e il sangue, film su Caravaggio in tutti i cinema italiani, in esclusiva, dal 19 al 21 Febbraio (Leggi l’articolo qui). Da Bologna a Stoccolma, da Milano a Valencia – dove Tosilab sarà protagonista al Cevisama – sarà un mese davvero ricco per gli appassionati e i professionisti del design.

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Trendwatching around the world: Tosilab @ Maison&Objet Paris 2018

E’ tempo di volare a Parigi per il trendwatching team di Tosilab, alla scoperta di nuovi trend nel mondo del design e dell’arredamento. Dal 19 al 23 Gennaio andrà in scena a Parigi – al Parc de Expositions Paris Nord Villepinte – il Maison&Objet 2018, primo grande appuntamento dell’anno interamente dedicato alle ultime tendenze design, l’arredo casa, la moda, il tessile e tanto altro.

Maison&Objet 2018: che edizione è stata?

Maison&Objet viene organizzata per la prima volta nel 1995 e riscuote sin da subito un enorme successo, tant’è che viene ora organizzata 2 volte l’anno (a Gennaio e a Settembre).

L’edizione Maison&Objet 2018 fornisce una panoramica a 360 gradi di tutti i prodotti comunemente utilizzati in casa: design, arredamento, mobili, tessuti, accessori, articoli per la tavola e molto di più. La fiera è suddivisa in 3 macro-aree:

  • Maison, l’area dedicata alla casa, in cui trovare nuove e innovative collezioni di accessori;
  • Objet, in cui trovare oggetti di ogni tipo e per ogni ambiente, con un focus sul design;
  • Influences, zona dedicata alle tendenze in maniera ampia, dal design all’arredamento, alla moda.

Maison&Objet 2018 in numeri

Durante la 5 giorni parigina, oltre 3000 i brand che esporranno al Maison&Objet 2018, provenienti da 60 paesi di tutto il mondo. Spazio anche a 70 conferenze sul design e le tendenze e ben 30 eventi (mostre, installazioni..). Saranno, invece, 6 i designer italiani selezionati nel programma Rising Talent Awards che esporranno i loro progetti in uno spazio a loro interamente dedicato (Hall 7, Booth “Talents à la Carte”) dove presentare e raccontare la loro creatività. Si tratta di Federica Biasi, Antonio Facco, Marco Lavit Nicora, Kensaku Oshiro, Federico Peri e Guglielmo Poletti. Ecco alcuni dei loro progetti:

Show-room è il tema della fiera. Cosa significa?

Il tema scelto per l’edizione del Maison&Objet 2018 è stato ‘Show-room’, tendenza chiave nell’evoluzione dei consumi ed evidenziata dall’agenzia creativa Nelly Rodi, nella persona di Vincent Grégoire. Secondo Grégoire, il comportamento dei consumatori è fortemente mutato negli ultimi anni: non è più il prodotto che fa il consumatore, ma il consumatore che fa il prodotto. I prodotti oggi vengono messi in scena con le stesse modalità di un collezionista o di un curatore che sceglie ciò che mostrare ai propri visitatori; ogni prodotto viene curato, stilizzato e perfezionato per essere gradito ai contesti che oggi hanno un valore enorme, come i social network e ciò è essenziale per farsi notare. Sulla base di queste osservazioni, Gregoire ha curato l’allestimento dell’Espace d’Inspirations! e del Caffè-Libreria i cui spazi saranno allestiti con specchi, vetrine e proiettori che formeranno luoghi interattivi dove i visitatori potranno giocare con oggetti e vetrine.

Cecilie Manz designer of the year

Come di consueto alla fiera parigina viene eletto il Designer of the year, scelto tra le più celebri firme del design e dell’arredo contemporaneo internazionale. A ricevere questo ambito riconoscimento è Cecilie Manz, designer danese pioniera di uno stile che oggi viene definito “minimalismo caldo”. Formatasi presso l’Accademia Reale Danese di Belle Arti e l’Università delle Arti e del Design di Helsinki, Cecilie Manz gode di un approccio che bilancia l’attenzione per la natura e la civilizzazione; ha progettato, durante la sua carriera, lampade, arredi e accessori di design per marchi come Lightyears, Fritz Hansen, Bang & Olufsen, Actus, Duravit, Iittala, Georg Jensen e Muuto.

Durante la fiera presenterà la mostra personale ‘Cecilie Manz – Obejcts’ (Hall 7, Stand A1.19) nella quale trovare progetti del passato e presenterà alcuni pezzi inediti. Di seguito alcuni dei progetti di Cecilie Manz.

I trendwatcher Tosilab al Maison & Objet

Per chi, come Tosilab, è alla continua ricerca degli ultimi trend, il Maison&Objet è uno dei luoghi perfetti nei quali percepire le tendenze che saranno protagoniste nel medio e lungo periodo. Nuovi oggetti, nuove forme e nuove idee, la 5 giorni parigina racchiude tutto ciò che è innovativo e proposto sia da designer affermati che emergenti. E’ per questo che il trendwatching team di Tosilab non manca mai ad appuntamenti così rilevanti in cui approfondire e captare le novità del design.

Ecco le immagini! Di seguito la gallery fotografica esclusiva ricca di immagini provenienti dalla capitale francese. 

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Il colore dell’anno 2018 Pantone è Ultra Violet!

Il colore dell’anno 2018 scelto da Pantone è Ultra Violet, un colore che rappresenta sicuramente una novità affascinante e soprattutto inaspettata.

L’azienda americana ha infatti descritto la scelta come “fortemente provocativa, originale, ingenua e visionaria, che ci saprà indicare il futuro”.

Leatrice Eieseman, direttore esecutivo del Pantone Color Institute, ha dichiarato in merito alla scelta di Ultra Violet come colore dell’anno 2018, che il mondo in cui viviamo oggi necessita di inventiva e immaginazione, caratteristiche tutte contenute nell’Ultra Violet di Pantone, che abbraccia da un lato i colori delle nuove tecnologie e dall’altro l’arte espressiva e spirituale della riflessione.

foto di Ultra Violet Pantone 18-3838 tcx

Pantone Ultra Violet 18-3838

Ultra Violet Pantone nel Fashion Color Trend 2018

L’Ultra Violet era stato inserito nella palette di colori di tendenza della primavera 2018 (Fashion Color Trend Report Spring 2018) che puoi trovare nel nostro articolo I colori di tendenza 2018: le proposte inverno e primavera di Pantone.  

Il Fashion Color Trend Report Spring 2018 di Pantone è stato presentato in occasione della New York Fashion Week. È lo studio che l’azienda americana compie ogni 6 mesi e si basa sui trend relativi ai colori che saranno più utilizzati nei settori di interior designprogettazionemoda e tessile. Attraverso il proprio direttore esecutivo, Pantone ha evidenziato come i designer, al giorno d’oggi, si stiano concentrando molto sulla necessità di mostrare il colore nelle loro collezioni, in linea con le richieste provenienti dai consumatori sempre più attirati da oggetti moderni e caratterizzati da colori vivaci.

Cosa ne pensate dell’Ultra Violet Pantone? E’ il colore dell’anno che vi aspettavate?

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Il Feng Shui nell’interior design: caratteristiche e materiali da utilizzare

Esistono numerosi stili quando si parla di interior design, alcuni rappresentano degli evergreen, altri seguono trend dettati da designer o personalità influenti del settore. In questo articolo approfondiremo lo stile Feng Shui nell’interior design, una pratica orientale dal forte carattere mistico che sta ampiamente prendendo piede in occidente.

Cosa significa Feng Shui?

Il significato del Feng Shui è molto profondo: letteralmente Feng Shui significa “vento e acqua”, due elementi naturali estremamente contrapposti, ma dal cui equilibrio dipende l’armonia tra lo Yin e lo Yang, nella cultura orientale forze che dominano l’universo. In altre parole, il Feng Shui applicato all’interior design ricerca l’armonia negli ambienti domestici attraverso diversi fattori: la disposizione dell’arredamento, l’illuminazione, la presenza di piante e tutto ciò che fa parte della composizione di un ambiente domestico o lavorativo.

Quella del Feng Shui, sebbene sia una disciplina millenaria e insita da sempre nella cultura orientale, è un’assoluta novità per il mondo occidentale; se in oriente la scelta di un’abitazione dipende quasi esclusivamente da fattori legati all’energia positiva, in occidente mai come oggi architetti e interior designer, oltre a lavorare sul fattore estetico nella scelta dell’arredamento o della disposizione di una casa, prendono in considerazione anche questi aspetti che questa “nuova” disciplina orientale suggerisce, come a voler favorire una migliore circolazione di “forze positive” all’interno degli ambienti.

foto Arredamento Feng Shui Interio Design - Tosilab

Per fare alcuni esempi, in Cina (dove è nato il Feng Shui) alcuni tra i criteri che determinano l’aspetto di una casa sono:
• l’esposizione della facciata principale rivolta a sud
• la vicinanza di corsi d’acqua, segno di ricchezza
• l’interno della casa non deve avere angoli eccessivamente acuti, i quali bloccherebbero il flusso di energia

Creare un arredamento Feng Shui: caratteristiche principali

Secondo la disciplina del Feng Shui, in ogni ambiente domestico o lavorativo esistono delle energie che interagiscono e stimolano positivamente le persone che vivono lo spazio: possono favorire l’ottimismo, rasserenare, infondere coraggio e fiducia, ma nulla deve sovrapporsi fra queste fonti per non impedirne una corretta diffusione. In Cina e Giappone gli esperti della disciplina Feng Shui utilizzano il Bagua, una particolare mappa che serve a verificare che la disposizione della casa o del luogo di lavoro favorisca la circolazione di queste energie positive.

Un arredamento Feng Shui ha le seguenti caratteristiche:

• Contrapposizione di colori chiari e scuri. Ad esempio, se le pareti presentano una colorazione bianca, è bene contrapporre un arredamento di colore scuro
• Luci naturali. È consigliato illuminare gli ambienti con luci naturali e che queste prevalgano su fonti di luce artificiale.
Elementi naturali. Piante, elementi lignei, sassi devono essere inseriti nell’ambiente per calamitare i flussi di energia.
• Essenze e profumi. Secondo la disciplina orientale è suggerito l’uso di essenze naturali e profumazioni particolari come elementi propiziatori di energia positiva.
• Lo specchio. Il Feng Shui considera lo specchio come un elemento utile a respingere le energie negative. Va disposto in luoghi di passaggio o ambienti come il soggiorno, ma non in camera da letto, in quanto non favorirebbe il riposo.

foto Feng Shui arredamento disposizione - Tosilab

L’arredamento Feng Shui in ufficio

Anche il luogo di lavoro è oggetto di disciplina da parte del Feng Shui. D’altronde un ambiente come l’ufficio è oggi vissuto per diverse ore della giornata e necessita quindi di un certo comfort e una certa vivibilità utili a creare un luogo piacevole e che favorisca la collaborazione tra colleghi.

Il Feng Shui per l’ufficio deve rispettare le seguenti caratteristiche:

• Ordine. Soprattutto all’ingresso dell’ufficio deve vigere un rigoroso ordine, che non causi ostacoli ai flussi di energia positiva.
• Colori chiari vs Colori scuri. Come nell’arredamento Feng Shui per la casa, anche in ufficio ci deve essere il giusto equilibrio tra colori chiari e colori scuri. A volte ciò dipende anche dalla professione svolta.
• La disposizione delle scrivanie. Il Feng Shui sconsiglia di disporre le scrivanie con le spalle alle porte e alle finestre in quanto ciò attirerebbe energia negativa.

foto Ufficio Feng Shui - Tosilab

I materiali del Feng Shui: dal legno ai metalli

Nel Feng Shui anche i materiali ricoprono un ruolo fondamentale nella diffusione delle energie negli ambienti (chiamate Ch’i). Tra i materiali principali troviamo: il legno, il tessuto, la plastica, pietre e mattoni, metalli, vetro.

Il legno nel Feng Shui

Essendo di origine vegetale, il legno è importantissimo nell’arredamento Feng Shui; è considerato come un materiale vivo con caratteristiche polivalenti e può essere utilizzato in ogni ambiente della casa.

Il tessuto nel Feng Shui

I tessuti (in particolare le fibre naturali come lino, seta, cotone e lana) secondo la disciplina del Feng Shui devono essere utilizzati non in maniera eccessiva e in particolare nei luoghi di relax, visto che la loro composizione (intrecciata e imbottita) rallenterebbe il flusso di energie.

La plastica nel Feng Shui

La plastica è un materiale sintetico ed è per questo che secondo la disciplina orientale se ne dovrebbe fare un uso moderato per non causare un effetto bloccante delle energie all’interno dell’ambiente.

I mattoni e le pietre nel Feng Shui

Sebbene si tratti di materiali naturali, la loro conformazione fa sì che se ne suggerisca un utilizzo moderato ed ordinato. All’interno è bene utilizzare pietre dalla composizione più solida e dall’aspetto lucido, all’esterne pietre porose e opache (come il travertino, l’ardesia etc..). Sconsigliati questi materiali in zone come la camera da letto

Il metallo e il vetro nel Feng Shui

I metalli sono altresì importanti nel Feng Shui e hanno caratteristiche diverse in base alla loro composizione: se lucidi e riflettenti, come anche il vetro, sono adatti a luoghi di relax; in caso contrario favorirebbero un maggior flusso di energia e andrebbero utilizzati in luoghi più dinamici.

I colori del Feng Shui

Per concludere, un breve approfondimento sui colori che la disciplina del Feng Shui predilige: la scelta non deve essere casuale ma pensata per ogni ambiente. In una zona come il salotto, i colori caldi come rosso e arancione possono aiutare la conversazione con gli ospiti o tra familiari. Tonalità come il blu e il verde favoriscono il relax e di conseguenza il sonno per cui sono da utilizzare nelle camere da letto; il giallo, invece, stimola l’appetito e fornisce l’energia necessaria fin dall’inizio della giornata.

Per altri approfondimenti su arte, architettura e design visita il nostro blog talking about e seguici su tutti i social. Siamo su Facebook, Instagram, LinkedIn, Pinterest e su YouTube!


Louvre Abu Dhabi, il nuovo museo firmato Jean Nouvel. Oltre 900 le opere

Chi l'avrebbe mai detto che sarebbe nato un nuovo Museo del Louvre ad Abu Dhabi? Sembra davvero sorprendente ma, dopo diversi anni di progettazione e costruzione, il nuovo Louvre Abu Dhabi è pronto per accogliere turisti e artisti da tutto il mondo e far loro conoscere l'arte e la cultura degli Emirati Arabi e non solo.  Il Louvre Abu Dhabi, inaugurato alla presenza del presidente francese Macron, è stato progettato dall'archistar francese Jean Nouvel e ospiterà 600 opere autenticamente arabe e altre 300 che saranno fornite dal Louvre parigino e da altri musei francesi. E' prevista, infatti, una collaborazione pluriennale con alcuni dei più celebri musei francesi, i quali forniranno al Louvre arabo, alcune tra le più famose opere d'arte: il Ritratto di Dama di Leonardo (dal Louvre), il Bonaparte che attraversa le Alpi di Jacques-Louis David (da Versailles) e l'Autoritratto di Vincent Van Gogh (da Orsay) sono alcuni dei capolavori trasferiti negli Emirati Arabi Uniti in occasione dell'inaugurazione. Ma anche opere  di maestri come  Henri Matisse, Edouard Manet e Andy Worhol.

foto cupola louvre abu dhabi

La maestosa cupola del Louvre Abu Dhabi

 

Il Louvre Abu Dhabi: non solo lusso e grattacieli, Abu Dhabi mette in mostra l'arte araba

Quello che un tempo non era nient'altro che un piccolo villaggio di pescatori, è oggi una metropoli fatta di grattacieli sempre più alti e strutture sempre più maestose. Un'evoluzione che parte alla fine degli anni 50, con la scoperta di numerosi giacimenti di petrolio, periodo che ha dato il via ad uno sviluppo rapido e senza sosta. Con la realizzazione di una piccola cittadina della cultura sull'Isola di Saadiyat, Abu Dhabi ambisce, di fatto, a diventare il centro della cultura araba.

Il Louvre Abu Dhabi ha l'aspetto architettonico di una cupola gigante (ben 180 metri di diametro), il cui tetto è formato da figure geometriche che ricordano delle stelle e che ricordano il classico stile arabo. Queste figure sono composte da 8 strati di acciaio e la loro disposizione è stata appositamente studiata affinchè possa fare da filtro con la luce del giorno, ma allo stesso tempo proiettare dentro e fuori fasci luminosi a stella, che variano in base all'ora del giorno e alla stagione. All'interno del museo Jean Nouvel ha dato spazio a ben 23 gallerie permanenti con un'estensione totale di 8.600 metri quadrati, all'interno dei quali ci saranno percorsi tematici che variano dalla storia all'arte contemporanea.

Una curiosità che è trapelata in sede di presentazione del progetto, riguarda l’emiro di Abu Dhabi Sheikh Zayed. Durante una visita nel 2005 al Louvre di Parigi, rimase così stupito e colpito dal museo che, girandosi verso i suoi accompagnatori esclamò: “un giorno anche noi avremo un museo come questo!”. E allo scadere del 2017, l’emiro Sheikh Zaied ce l’ha fatta ad avere un Louvre tutto suo.

 

Un progetto ambizioso ma controverso: dai costi al clima

Il Louvre Abu Dhabi (aperto al pubblico dall'11 Novembre), in realtà, è solo un primo step di un più ambizioso e maestoso progetto che riguarda l'intera Isola di Saadiyat, di fronte alle coste di Abu Dhabi. L'idea è quella di creare una sorta di “Isola della cultura” nella quale possano sorgere opere di spicco, che raccontino e svelino nuovi aspetti della cultura araba.

Molto è ancora, come detto, in fase di progettazione e di costruzione ma i progetti in essere lasciano immaginare un'area unica al mondo: è prevista una fiera, un immancabile centro commerciale e, dulcis in fundo, ben 3 musei, le cui strutture portano firme di illustri archistar: ci sarà un National Museum di Abu Dhabi disegnato da Norman Foster, con la storia degli Emirati Arabi Uniti e la celebrazione del padre della patria Sheikh bin Sultan (padre dell'attuale presidente Sheikh Khalifa); sorgerà un nuovo Guggenheim Abu Dhabi (attualmente in costruzione), progettato da Frank Gehry sulla falsa riga della celebre struttura di Bilbao (leggi l'articolo dedicato a Frank Gehry); e il Louvre Abu Dhabi, l’unico finora costruito, come detto progettato da Jean Nouvel.

Nonostante la soddisfazione per la realizzazione di un così importante progetto, alcuni aspetti controversi sono emersi durante gli anni. Tra i dubbi che hanno accompagnato la costruzione del Louvre Abu Dhabi, sollevati da alcuni esperti del settore e, che di fatto, hanno fatto slittare i tempi della costruzione di 5 anni, vi sono state sia critiche di natura economica, che culturale ma anche relativi alla salvaguardia delle opere d'arte. Infatti, i costi sostenuti hanno numeri importanti, tant'è che la spesa raggiunge il miliardo di euro e si pensi che quasi la metà (400 milioni) è stata sostenuta per poter utilizzare il marchio Louvre; vi è stata inoltre l'accusa, da parte di alcune associazioni francesi, della palese mercificazione di un marchio così importante per la cultura francese (come quello del Louvre); in molti hanno esposto le loro preoccupazioni sulla salvaguardia delle opere, visto il clima torrido e umido che caratterizza la metropoli di Abu Dhabi (all'interno del museo, fanno sapere i responsabili, è stato creato un microclima utile a proteggere le opere d'arte da ogni tipo di usura climatica).

Il futuro dell'Isola di Saadiyat di Abu Dhabi

E' incredibile pensare che, fra qualche anno, esisterà nel mondo un distretto culturale (di fatto un'intera isola) nel quale ci saranno 3 musei progettati da 3 diverse archistar internazionali. Ma la strategia messa in atto ad Abu Dhabi, che ha scelto di diventare una sorta di capitale araba della cultura, è comunque chiara e va a completare quello che le altre metropoli degli Emirati Arabi Uniti hanno costruito negli anni: Dubai è notoriamente la capitale del turismo in termini di lusso e divertimento; Doha, ha scelto di essere pioniera dello sport (in più di un'occasione ha ospitato importanti eventi e nel 2022 ospiterà i Mondiali di Calcio); mentre ad Abu Dhabi il focus sarà la cultura, alla quale è stata dedicata l'Isola di Saadiyat.

foto Isola di Saadiyat Abu Dhabi

Come sarà l'Isola di Saadiyat Abu Dhabi

Ecco uno dei video che raccontano il concept del nuovo Museo Louvre Abu Dhabi

Continuate a seguirci per scoprire altre novità nel campo dell'arte e del design e per scoprire tutti gli eventi internazionali che il trendwatching team Tosilab segue costantemente.

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Trendwatching around the world: Tosilab @ Dutch Design Week 2017

Si è svolta dal 21 al 29 Ottobre a Eindhoven, in Olanda, la Dutch Design Week 2017, un evento internazionale tra i più rilevanti nel panorama del design (scopri gli eventi di design del mese di Novembre nell’articolo), al quale il trendwatching team Tosilab non poteva mancare. In questo articolo scopriamo la storia di questo importantissimo evento e le foto esclusive scattate durante la settimana del design olandese dai trendwatcher.

La Dutch Design Week: l’evento

La Dutch Design Week (conosciuta anche come DDW) è l’evento internazionale annuale sul design, ospitato nella splendida cornice della città di Eindhoven, Olanda. L’evento si svolge intorno all’ultima settimana di Ottobre, dura 9 giorni durante i quali si svolgono mostre, workshop, seminari e feste dislocate in tutta l’area urbana di Eindhoven.

L’iniziativa prende il via ben dodici anni fa, nascendo come una fiera non commerciale il cui focus principale era quello di permettere al design, all’industria e agli imprenditori di comunicare in un luogo “neutro” che potesse accogliere, nello stesso periodo dell’anno, tanti e diversi protagonisti del settore vogliosi di esplorare nuove opportunità di business. Da allora, l’evento è cresciuto rapidamente superando le centinaia di migliaia di visitatori, e anche quest’anno i numeri registrati sono stati in aumento (si parla di ben 300 mila visitatori provenienti da tutto il mondo).

Eindhoven è una città dal forte carattere industriale (ospita aziende di diversi settori industriali come Philips, Philips Design e DAF) e aspira a diventare capitale olandese dell’industria e del design; una città ambiziosa con un forte focus sul design. Non a caso proprio ad Eindhoven ha sede la Design Academy Eindhoven e la University of Technology di Eindhoven. La città rappresenta una base solida per l’innovazione, un motore trainante per le nuove e future tecnologie, non solo per il territorio olandese ma anche per l’intero mercato europeo in generale. Il successo di un evento come la Dutch Design Week non è, quindi, affatto casuale: molti tra designer, architetti e appassionati si sono riuniti in una delle città più rappresentative del settore, per raccogliere nuove idee, alimentare la propria creatività e analizzare i trend.

La Dutch Design Week 2017: il punto dei trendwatcher Tosilab

La DDW si svolge in numerosi luoghi della città e quest’anno ha ospitato 2500 designer, in 110 location e organizzato a ben 438 eventi. Stretch è il tema scelto per la sedicesima edizione della Dutch Design Week, un termine che, sebbene associato immediatamente al mondo dello sport, in questo caso è stato scelto come metafora di apertura mentale, invito ad uscire da una situazione di comfort-zone ed esplorare nuovi luoghi, abitudini ed esperienze.

L’installazione chiave dell’edizione 2017 della Dutch Design Week è stata certamente il People’s Pavilion, progetto ideato dallo studio Overtreders W e bureau SLA. Si tratta di un temporary pavillon (struttura temporanea) per la cui costruzione i designer hanno chiesto il contributo dei cittadini olandesi, incoraggiando le persone a portare materiale da riciclare come metallo, plastica, legno etc.. Questa soluzione abbraccia certamente alcune delle tematiche più sentite degli ultimi anni, ossia quella del riciclo (il concetto di “no waste“) e della cura e il rispetto per l’ambiente, nel rispetto dei canoni di ciò che viene definito green design.

Esiste, al giorno d’oggi, una importante e accesa discussione su cosa sia effettivamente il design olandese: minimale o eclettico contemporaneo? Questo il quesito che ha caratterizzato l’edizione 2017 della DDW. Di fatto, non esiste alcuna chiave di lettura attraverso la quale poter dare una risposta oggettiva a questo dilemma e, non a caso, alla Dutch Design Week non vi è stato uno stile dominante in particolare.

Ciò che sicuramente è emerso, in maniera evidente, è stato lo sperimentalismo e la “confusione” estetica, tipica delle scuole di design che lasciano trasparire, attraverso le loro esposizioni, il loro carattere innovativo: abbiamo trovato accesi lati di eclettismo, accenni ludici, arte e architettura, prodotto e grafica.

Un evento completo che, come ogni anno, è destinato a dettare tendenza e a tracciare nuove e innovative caratteristiche nel design non solo europeo, ma internazionale.   

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4 eventi internazionali su arte e design in programma in Italia a Novembre

Sarà un Novembre in cui gli eventi internazionali dedicati all’arte e al design non mancheranno affatto. Ottobre si è concluso con la Dutch Design Week, evento internazionale sul design al quale il trendwatching team di Tosilab ha preso parte, ma il mese di Novembre regalerà ancora interessantissimi eventi: fiere tematiche, festival, design weeks, un mese ricco nel quale sarà trattato il tema del design sotto tantissimi punti di vista. In questo articolo scopriamo 4 eventi sul design che si svolgeranno nel mese di Novembre, in Italia.

1. Artissima dal 3 al 5 Novembre a Torino

Artissima è tra le principali fiere dedicate all’arte contemporanea italiana. Si tratta di un evento nato nel 1994, che sin da subito lascia ampio spazio alla sperimentazione e alla ricerca, pedine fondamentali nel mondo dell’arte e del design. La fiera ospita ogni anno centinaia di gallerie provenienti da ogni angolo del mondo e, oltre ad accogliere i più celebri artisti, ampie aree sono dedicate ai giovani emergenti, a chi vuole riscoprire i pionieri dell’arte contemporanea.

Artissima 2017 si svolgerà da Venerdì 3 a Domenica 5 Novembre all’Oval, il padiglione di vetro che fu costruito per i XX Giochi Olimpici Invernali del 2006, nella storica area del Lingotto di Torino. La fiera è curata da Artissima srl, società che afferisce alla Fondazione Torino Musei, con la quale collaborano team di curatori e direttori di musei internazionali.

foto di logo artissima torino fiera

Come è strutturata Artissima 2017:

La parte fieristica dell’esposizione di Artissima si divide in quattro principali sezioni:

  • Main Section: è l’area principale della fiera, dedicata alle gallerie più celebri e consolidate della scena internazionale dell’arte contemporanea;
  • Dialogue: come detto, vaste aree saranno dedicate agli artisti emergenti. L’area Dialogue è proprio una di queste, dedicata esclusivamente a gallerie emergenti e gallerie dal concept sperimentale nelle quali è previsto uno stand monografico, in cui lavori di 2-3 diversi artisti dialogano tra loro;
  • New Entries: come dice il nome stesso, in questo spazio l’attenzione è sulle gallerie giovani, sulla scena da meno di cinque anni che, per la prima volta, si presentano alla fiera torinese;
  • Art Editions: un’area dedicata alle gallerie di nicchia, specializzate in edizioni e multipli d’artista.

2. Operae – Fiera di Design Indipendente a Torino

Sempre nel capoluogo Piemontese si svolgerà, in contemporanea con l’Artissima, dal 3 al 5 Novembre, Operae – Fiera di Design Indipendente, appuntamento dedicato al design indipendente e da collezione. Quella di quest’anno è l’ottava edizione e, come di consueto, avrà luogo presso Lingotto Fiere di Torino.

Ciò che rende unica questa fiera è un insieme di fattori davvero peculiari: una selezione meticolosa di designer internazionali emergenti nel panorama del design; un attento focus sul design contemporaneo e sulla lavorazione artigiana; un evento che offre l’opportunità di mettere in contatto imprenditori e artisti, artigiani e istituzioni, gallerie e aziende.

Questa edizione di Operae vuole, quindi, proporre una più aperta lettura del design. Se la scorsa edizione aveva come tema il design del futuro, l’edizione 2017 presenta un design che abbatte le barriere, che abbatte i confini; un design rinnovato, attività chiave che fa da ponte tra le arti e le scienze. Operae vuole poter rappresentare una piattaforma per tutti quei designer che si esprimono con coraggio, con un nuovo punto di vista, che presentano oggetti in grado di essere gli ambasciatori del nostro tempo, in grado di ridefinire l’estetica contemporanea.

foto operae torino 2017 fiera design indipendente

Nel suo insieme, la fiera torinese fornisce una fedele fotografia del design internazionale e contemporaneo, indipendente e da collezione. La presenza in contemporanea di designer e gallerie di design, in un mix nel quale un soggetto mette in risalto l’altro fa sì che i due soggetti si valorizzino a vicenda, favorendo da un lato incontri per nuove occasioni di business tra espositori, dall’altro nuovi materiali per i collezionisti e nuovi scenari per gli appassionati del settore.

Di fatto, quello del design contemporaneo è un settore in forte crescita, che attira a se sempre più attenzioni e alimenta il collezionismo moderno. Quella di Operae è un’occasione unica per tutti i collezionisti, designer, artisti che troveranno per 3 giorni un luogo magico, che coniuga passione ma allo stesso tempo permette di ampliare le proprie opportunità di business. Nella gallery, alcuni progetti di designers che esporranno all’Operae di Torino

Il titolo della fiera di quest’anno è Why Design. Si tratta di un’affermazione, più che di una domanda: il design rappresenta un mezzo attraverso il quale ottenere la chiave di lettura per interpretare la società contemporanea. Secondo i curatori di Operae, infatti, il design è una potente espressione dei valori moderni e contemporanei

3. 8208 – Lighting Design Festival a Como

A Como dal 4 al 24 novembre 2017 si svolgerà la seconda edizione di 8208 – Lighting Design Festival, evento dedicato all’arte e al design contemporaneo al quale prenderanno parte artisti, designer, studenti universitari e professionisti internazionali del settore in eventi dedicati, workshop e approfondimenti che avranno come tema l’arte e il design attraverso la luce.

Organizzato dalla Fondazione Alessandro Volta per la promozione dell’Università, della ricerca scientifica e dell’alta formazione, questo evento pone l’accento sul rapporto che l’arte ha, oggi, con la tecnologia che in maniera sempre crescente ha “invaso” ogni ambito artistico. L’accento è posto sull’innovazione della creazione artistica, e la luce è proprio una di queste espressioni in cui l’elemento tecnologico non può che aggiungere valore.

foto lighting design festival como 2017

La parola che gli organizzatori hanno scelto per questa edizione è Boundary – Confine – e sarà il tema attorno al quale ruoterà l’evento e che gli artisti saranno impegnati a riprodurre attraverso le proprie installazioni. Tra le installazioni selezionate, infatti, troviamo una gabbia, un muro, una barriera ma tutto rimane assolutamente valicabile, visto che è l’elemento luce a comporre il tutto.

Tra le installazioni di designers internazionali che offriranno una nuova visione dello spazio notturno urbano, si svolgeranno eventi di ogni carattere: da concerti a laboratori creativi, da talk a mostre e workshop.

4. I-Design, a Palermo

Ci spostiamo in Sicilia, nel cuore di Palermo dove, dal 9 al 19 Novembre, si svolgerà l’I-Design, evento di sviluppo culturale, basato sul design come strumento fondamentale di riconversione urbana, di trasformazione della società e di sviluppo economico per la comunità.

Nel concept di I-Design si può trovare una doppia chiave di lettura, che risiede nel nome scelto per questo evento: I-Design, infatti, può riprendere la prima persona del verbo to design in lingua inglese, quindi un concetto molto personale; allo stesso tempo intercetta il filone dei nomi dei celebri dispositivi multimediali della Apple (iPad, iPhone etc..) che rappresentano la globalizzazione per eccellenza. Da un lato, quindi, la centralità dell’individuo, mentre dall’altro il design contemporaneo visto attraverso la tecnologia.

 foto i design 9 novembre palermo 2017 i-design

I–Design, come leggiamo sul sito ufficiale dell’evento, mira a valorizzare il design industriale locale, nazionale ed internazionale; rappresenta un’occasione per nuove opportunità di business, per una corretta e utile formazione per i più giovani su come fare impresa nel settore del design, attraverso ampie riflessioni sul paradigma globale-locale.

Da nord a sud, quindi, Novembre ospiterà diversi eventi che permetteranno di avere una visione ampia e differente sul design. Dall’arte contemporanea, al design indipendente, dal light design al design locale ed emergente.

A quale di questi eventi parteciperete? Raccontateci le vostre impressioni sui nostri canali social! 

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I colori di tendenza 2018: le proposte inverno e primavera di Pantone

Il 2017 è stato un anno ricco di novità nel mondo del design e della moda che ha regalato numerosi spunti durante le nostre attività di trendwatching. Per quanto riguarda l’universo colori, di cui parleremo in questo articolo, il 2017 è stato l’anno del Greenery, eletto colore dell’anno da Pantone, un colore frizzante e vivace che ha anche abbracciato la tematica della natura e della voglia di sentirsi rivitalizzati ed energici.

Quali saranno i colori del 2018?

Pantone ha già dato le prime indicazioni su quelli che saranno i colori dell’inverno 2018 e non solo. L’azienda statunitense, che come noto si occupa di tecnologie per la grafica con una particolare attenzione verso la catalogazione dei colori, ha infatti recentemente diffuso la lista dei colori che detteranno il trend nel design e nella moda nella prossima primavera 2018. In questo articolo scopriamo, quindi, i colori di tendenza 2018 scelti da Pantone attraverso 2 focus principali: il primo sull’imminente stagione invernale, ed il secondo sulla stagione primaverile.

Il 7 Dicembre Pantone ha comunicato che il colore dell'anno 2018 è Ultra Violet! Scopri il nostro articolo! CLICCA QUI

foto ultra violet pantone colore dell'anno 2018

I colori di tendenza inverno 2018: le scelte di Pantone

Sarà un inverno 2018 a colori! È così che possiamo definire la stagione in arrivo, che sarà caratterizzata da un mood in cui colori vivaci e sfumature accese saranno i veri protagonisti. La tendenza infatti, è quella di discostarsi dai classici colori invernali (come il nero e il bianco), a favore di tonalità di altri spettri cromatici, pronte a rendere piacevole, attraverso il colore, l’aspetto degli ambienti e i trend nel campo della moda, come visto nelle sfilate autunno-inverno dei top-brand del fashion.

Puntualmente, come per ogni stagione, Pantone ha lanciato la sua selezione di colori che abbracciano il trend del momento nell'interior design e nell’abbigliamento, fino agli accessori, al make up e all’arredamento.

Si tratta di una selezione composta da 20 colori, divisi su due palette (una ispirata alla New York Fashion Week e una alla London Fashion Week), nella quale si alternano colori più caldi a colori prettamente freddi. Le due selezioni sono molto simili tra di loro, infatti, come vedremo, molti colori si sviluppano attorno alla stessa tonalità cromatica.

La palette di colori scelti da Pantone per l’inverno 2018 ispirata alla New York Fashion Week

La prima palette “invernale” di colori scelti da Pantone per il 2018 è ispirata alla New York Fashion Week, uno degli eventi dedicati alla moda, più rilevante nel panorama internazionale. Le sfumature cromatiche sono varie e comprendono sia colori che riprendono il trend dello scorso anno che novità assolute. Ecco l’elenco dei colori:

  • Golden Lime Pantone, è un colore che richiama al Greenery, ma caratterizzato da sfumature più aride e acide.
  • Shaded Spruce Pantone, che riprende la tonalità ottanio.
  • Marina Pantone, un celeste caratterizzato da una accentuata delicatezza e da un gusto decisamente raffinato.

 

 

  • Navy Peony Pantone, un blu profondo, molto formale e ideale su tessuti cangianti e sul velluto
  • Neutral Grey Pantone, un grigio neutro quasi vicino al ghiaccio.
  • Butterum Pantone, colore molto utilizzato nelle passerelle, con netti richiami alla natura.

 

 

  • Autumn Maple Pantone, caratterizzato da una tonalità cromatica che ricorda i tappeti di foglie durante la stagione autunnale.
  • Tawny Port Pantone, un bordeaux molto intenso e caldo.
  • Grenadine Pantone, colore rosso passione.
  • Ballet Slipper Pantone, un rosa molto delicato che ricorda tonalità vintage.

 

 

Una palette ricca di spunti, che da un lato traccia un fil rouge con la tendenza 2017, mentre dall’altro propone diverse novità.

La palette di colori scelti da Pantone per l’inverno 2018 ispirata alla London Fashion Week

Assoluta novità di quest’anno, come detto, una palette interamente dedicata alla settimana della moda londinese che, sulla falsa riga delle proposte ispirate alla New York Fashion Week, aggiunge altre sfumature cromatiche alla selezione di colori 2018 di Pantone.

  • Navy Peony Pantone, una tonalità di blu, è l’unico colore a ripetersi in entrambe le proposte.
  • Blue Bell Pantone, una variante di azzurro che si avvicina molto al Marina.
  • Royal Lilac Pantone, tonalità di viola, proposta che rappresenta una novità assoluta, visto che il viola negli ultimi anni era stato messo da parte.

 

 

  • Primorose Pink Pantone, colore rosa cipria dall’aspetto decisamente vintage.
  • Toast Pantone, riprende il color caramello.
  • Copper Tan Pantone, un tipo di arancione molto vicino all’albicocca.

 

 

  • Otter Pantone, un color fango caldo e molto invernale.
  • Flame Scarlet Pantone,rosso corposo, forte e intenso.
  • Lemon Curry Pantone, un verde delicato e rilassante.
  • Golden Olive Pantone, molto simile al precedente, è un verde affascinante e d’impatto.

 

 

Non c’è dubbio, quindi, sul fatto che il prossimo inverno sarà caratterizzato da un tripudio di colori e sfumature accese che renderanno ricco qualsiasi ambiente.

I colori di tendenza primavera 2018: le scelte di Pantone

Il Fashion Color Trend Report Spring 2018 di Pantone è stato presentato in occasione della New York Fashion Week. È lo studio che l’azienda americana compie ogni 6 mesi e si basa sui trend relativi ai colori che saranno più utilizzati nei settori di interior design, progettazione, moda e tessile. Attraverso il proprio direttore esecutivo, Pantone ha evidenziato come i designer, al giorno d’oggi, si stiano concentrando molto sulla necessità di mostrare il colore nelle loro collezioni, in linea con le richieste provenienti dai consumatori sempre più attirati da oggetti moderni e caratterizzati da colori vivaci. I colori scelti da Pantone per la primavera 2018 sono 12, ai quali si aggiungono altri 4 colori “classici” tipici della stagione. Vi proponiamo di seguito l’elenco completo:

  • Meadowlark Pantone, un giallo molto luminoso.
  • Lime Punch Pantone, colore giallo dal carattere molto forte, pungente e abbagliante.
  • Pink Lavander Pantone, un rosa vintage molto pacato.

 

 

  • Blooming Dahilia Pantone,rosa che richiama alla serenità.
  • Cherry Tomato Pantone, un tipo di rosso molto caldo
  • Chill Oil Pantone,rosso bruno.

 

 

  • Little Boy Blue Pantone, un azzurro molto moderno e di tendenza.
  • Arcadia Pantone, blu retrò ma in forte ascesa.
  • Ultra Violet Pantone, novità molto intrigante a affascinante in tonalità viola, eletto colore dell'anno 2018.

 

 

  • Spring Crocus Pantone, vicina alla tonalità viola ciclamino.
  • Emperador Pantone, color marrone simile al cacao.
  • Almost Mauve Pantone, colore neutro, unico della palette.

 

 

Si aggiunge a questo elenco, una selezione di quattro colori primaverili, tipici della stagione: sono il Sailor Blue, Harbor Mist, Warm Sand e il Coconut Milk.

 

 

Svelato, quindi, anche il colore dell’anno 2018 di Pantone, ossia l'Ultra Violet iniziamo a familiarizzare con queste tonalità proposte, che coloreranno i prossimi mesi dell'anno. Tra nuance delicate, colori caldi e tonalità avvolgenti, il 2018 si profila come un anno dedicato al buon umore, al trionfo dei colori e alla positività.

Scopri l'articolo sull'Ultra Violet! Clicca sull'immagine

foto ultra violet pantone colore dell'anno 2018

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14 Tales of Well-being: Tosilab apre le porte degli showroom

Quali sono le superfici che ci fanno stare bene? Quali sono le forme che ci rendono felici?

In occasione dei due eventi internazionali dedicati al mondo ceramico e al design – Cersaie e Bologna Design Week – in programma a Bologna, dal 19 Settembre al 6 Ottobre, Tosilab apre le porte dei propri showroom: oltre 1000mq di aree espositive attraverso le quali scoprire tutte le superfici dello star bene, accuratamente selezionate grazie ad una fitta ed approfondita attività di trendwatching.

Attraverso 14 Storie di Well-being, Tosilab vi accompagnerà in un viaggio attraverso immagini, colori e sensazioni all’interno dei nuovi spazi espositivi, per analizzare tutte le sfaccettature delle emozioni nel design dei materiali.

 


Settembre è il mese del design. Da Parigi a Bologna: ecco gli appuntamenti

Il prossimo Settembre può certamente essere considerato come il mese del design. Sin dalla prima settimana, il calendario inizia a proporre eventi fieristici – e non solo – che riguardano il design in tutte le sue sfaccettature. Protagonista assoluta l’Europa, che ospita ben 6 eventi in sole 4 settimane. Scopriamo, quindi, quali sono tutti gli eventi dedicati al design di Settembre 2017.

Le città protagoniste nel mese del design

Sono 6 le città che ospiteranno gli eventi di design a Settembre 2017, 5 europee e 1 asiatica. I 7 eventi sono:

  • Dal 6 all’8 Settembre sarà Bruxelles la città protagonista del design d’arredo. La capitale belga, infatti, ospiterà il MoOD, la fiera dedicata all’original design
  • Parigi dall’8 al 12 Settembre ospiterà la celebre fiera Maison & Objet.
  • Spazio per un evento di design anche in Asia. A Shangai, dall’11 al 14 Settembre è in programma il Ciff 2017, evento di grande rilevanza.
  • Nel Regno Unito, dal 16 al 24 Settembre a Londra, ci sarà la London Design Festival.
  • Sempre nella capitale britannica, dal 20 al 23 Settembre la 100% design aprirà le porte a professionisti e appassionati di design contemporaneo.
  • La Bologna Design Week, l’evento internazionale più importante in Italia dedicato al design, dal 26 al 30 Settembre riempirà il centro di Bologna con mostre ed eventi dedicati al design.  Tosilab proporrà un’area espositiva alla Bologna Design Week, uno spazio sorprendente. Puoi trovare maggiori informazioni nell’articolo
    Tosilab alla Bologna Design Week“.
  • Dal 29 Settembre all’8 Ottobre, infine, la Vienna Design Week, giunta all’undicesima edizione.

Vediamo, ora, nel dettaglio, le caratteristiche di ognuna delle fiere sopraelencate, appuntamenti di rilievo per chi si occupa di design e di trendwatching, alla continua ricerca di novità le ultime tendenze.

Il MoOD di Bruxelles –  Meet only Original Designs

Il MoOD –  Meet only Original Designs è la fiera internazionale del tessile per l’arredamento, le tende e i rivestimenti da parete che aprirà dal 6 all’8 Settembre nel quartiere fieristico di Bruxelles. Il MoOd è l’evoluzione di una storica fiera belga, la DECOSIT, ideata oltre trent’anni fa dai produttori tessili belgi che, unite le forze, diedero vita a una fiera internazionale nella quale l’industria tessile belga potesse esporre le proprie lavorazioni. La Decosit è stata per anni il punto di riferimento per il mondo del tessile, ed è per questo che il MoOD racchiude da un lato la tradizione, viste le proprie origini, dall’altro il futuro visto attraverso i nuovi trend nel campo del design d’arredo. Un’altra caratteristica molto significativa del MoOD è il fatto di poter interfacciarsi in maniera diretta con tutti gli espositori, nonchè produttori e proprietari delle loro creazioni, favorendo sia il visitatore (che può facilmente esporre le proprie esigenze di business), sia il produttore, che ascolta in maniera diretta i visitartori.

Dal punto di vista logistico, la fiera MoOD di Bruxelles è suddivisa in 4 aree principali, ognuna delle quali si focalizza su un tema diverso:

  1. MoOD – Area espositiva dedicata ai produttori di alta fascia, che proporranno tappezzeria per tendaggi e rivestimenti murali pensati per il mercato residenziale.
  2. Indigo – Brussels Home edition, area dedicata all’esposizione di superfici di design
  3. MoOD Innovation – L’area pensata per giovani startup del settore e per scoprire nuovi materiali per l’arredamento e le superfici di design.
  4. MoOD Tech – Le nuove tecnologie applicate al mondo del tessile, come stampanti 3d, LED, inchiostri tecnologici.

foto di logo Mood Bruxelles

Maison & Objet Paris: il design nella capitale francese

Maison & Objet è la fiera che racchiude l’intero universo del design e del lifestyle. Meta di ogni appassionato e professionista del design, Maison & Objet può essere considerato, in pieno stile francese, il salotto del design dove nuovi trend e novità del momento vengono esposte per l’intera settimana del design parigino. Dal disegno alla moda, dall‘home decor agli oggetti di decorazione di ogni forma e dimensione, la celebre fiera francese esplora ogni universo e ogni stile decorativo, utile a chi intende rinnovare le proprie idee di stile, o trovare nuove ispirazioni per creare il proprio universo decorativo.

In programma dall’8 al 12 settembre, l’edizione 2017 della Maison&Objet (un’altra edizione è in programma a Gennaio 2018) punta sul tema del benessere, in contrapposizione all’insicurezza e al disagio che hanno caratterizzato la società negli ultimi anni. Il focus sarà quindi sulla ricerca della cosiddetta Comfort Zone, sulla quale tutti i gli espositori della fiera si concentreranno per valorizzare i propri prodotti. La Comfort zone copre a 360 gradi ogni spazio e ogni luogo: luoghi di lavoro, luoghi di viaggio, arredi e architettura eco-sostenibile. Tutto vira nell’unica direzione di svolgere le attività quotidiane con serenità e con quella sensazione di benessere che aiuta sia il fisico che la mente. A spiegare il concept generale della fiera parigina è François Bernard, curatore dell’Espace d’Inspirations di Maison Objet: angoli morbidi, sedute che richiamano ad elementi della natura, l’idea di “guscio” come luogo di accoglienza (si pensi agli sleeping pods di Google, piccoli spazi in azienda dove riposare e rilassarsi), tutto in controtendenza allo stile squadrato e lineare degli ultimi anni.

Un altro personaggio chiave per Maison&Objet è Tristan Auer, architetto d’interni le cui progettazioni gravitano nell’orbita dell’armonia, elemento chiave del proprio stile e, come già detto, in linea con il tema della fiera. Auer è stato eletto come “Createur de l’année”, un premio che annualmente l’organizzazione della fiera parigina assegna ai professionisti che si sono contraddistinti nel campo dell’architettura e del design.

In concomitanza con il M&O 2017, si svolgerà per le strade parigine la “Parigi Design Week“. Oltre 300 partecipanti esporranno le proprie creazioni in diversi luoghi della capitale francese dall’8 al 16 Settembre, dando vita ad un itinerario fatto di forme e colori davvero particolari.

foto di Tosilab maison objet

Il CIFF 2017 di Shangai

Dedicato al mondo dell’arredamento, il Ciff 2017 di Shangai, in programma dall’11 al 14 Settembre, è la fiera adatta a tutti gli appassionati e professionisti dell’arredamento. Si tratta di un evento storico, che esiste da ben 40 anni e che rappresenta una delle più grandi manifestazioni fieristiche del mondo dedicata all’arredamento, nonchè la più grande del continente asiatico. A occupare i 400 mila mq di aree espositive saranno ben 2000 gli espositori al Ciff 2017, il cui tema, “Better Life, Better Work“,  si sposa perfettamente con quello di Maison&Objet.

London Design Festival e 100% Design: la nove giorni Londinese

Ogni anno, Londra accoglie il London Design Festival dove molti tra i più prestigiosi designer internazionali, espongono i loro nuovi progetti attraverso nuovi materiali, forme e concetti innovatori e futuristi. In programma tra il 16 e il 24 settembre 2017, la London Design Festival celebra e promuove per 9 giorni Londra come capitale di design del mondo. Questo appuntamento, nato nel 2003 da un’idea di Sir John e Ben Evans e presentata da Bloomberg nel 2003, è giunto al suo quindicesimo anno e, come di consueto, riempirà con installazioni, mostre, seminari e vari appuntamenti dedicati al design, le strade e i numerosi luoghi della capitale britannica. 

Personaggio di spicco della London Design Festival è il designer Brodie Neill, che presenta l’opera “Drop in the ocean“, installata nel famoso ME Hotel nel cuore di Covent Garden. L’installazione ha l’obiettivo di attirare l’attenzione su un tema molto attuale, quello dell’inquinamento globale e in particolare degli oceani. Attraverso l’arte contemporanea e il riciclo, i flussi di rifiuti possono e devono essere riutilizzati per la creazione di materiali innovativi. Tra i tanti luoghi dedicati al festival, da segnalare il Bankside Design District, dove avranno luogo tantissimi eventi, attività, workshops e incontri il cui tema verterà sul design innovativo. L’installazione Villa Walala è sicuramente tra le novità dell’edizione 2017, progettata da Camille Walala (sua la creazione in copertina): un paesaggio architettonico in Exchange Square – Broadgate -, realizzato utilizzando materiali particolari come vinile, PVC sigillato e nylon.

foto di London Design Week Villa Walala

100% Design: la fiera

100% Design è l’evento fieristico di design contemporaneo più rilevante del Regno Unito, tra i più importanti a livello europeo, dove vengono esposte tra le più recenti superfici, materiali e arredamenti oltre che interessanti idee su rivestimenti per mobili, light design, accessori, rivestimenti per pareti, pavimenti, tessuti, cucine e bagni. 100% Design, in programma dal 20 al 23 Settembre 2017, è l’unica fiera che riguarda l’arredamento d’interni del Regno Unito, che coinvolge professionisti del settore, designer d’interni, architetti e che attira oltre 35.000 visitatori durante ogni edizione, provenienti dai più importanti mercati a livello mondiale.

 Il 100% Design occupa un posto cruciale, rappresenta il cuore commerciale del design nel Regno Unito. La fiere, da molti considerata cross-sector grazie alla molteplicità di proposte di arredo, è suddivisa in cinque sezioni distinte: Interiors, Workplace, Kitchen & Bathrooms, Design & Build e Emerging Brands. Ogni anno 100% Design adotta un tema che si riflette attraverso le sue installazioni, le caratteristiche, il programma dei workshop dedicati al design d’interni . Per l’edizione 2017, il tema scelto è “Elements“, che considera tutto ciò che è fondamento del design: dalle componenti che compongono un prodotto, ai materiali utilizzati per le storie e i processi di sviluppo.

foto di logo 100% design

La Bologna Design Week: la “Dotta” ospita il design internazionale

La Bologna Design Week (BDW) è una manifestazione internazionale interamente dedicata alla promozione della cultura del design in Emilia-Romagna. Organizzata nel centro storico di Bologna BDW è un evento che accoglie tutte le eccellenze culturali, formative, creative, produttive e distributive in un progetto integrato di comunicazione.

L’edizione 2017 della Bologna Design Week è in programma dal 26 Settembre al 30 Settembre 2017.  Lo spazio espositivo Tosilab sarà allestito presso l’Ex Ospedale Bastardini in Via d’Azeglio, a Bologna, e verterà sul tema dello star bene, della positività. (Scopri di più)

foto di logo bdw

L’evento è organizzato in occasione e in collaborazione con Cersaie, il Salone Internazionale della Ceramica per l’Architettura e dell’Arredobagno, manifestazione fieristica in programma a Bologna Fiere dal 25 al 29 Settembre 2017, alla quale Tosilab parteciperà con uno stand dedicato alle superfici della positività, superfici che raccontano storie e scatenano sensazioni uniche (per maggiori dettagli visita la pagina dedicata a (Tosilab @Cersaie2017).

Risultati immagini per cersaie 2017

In Austria per la Vienna Design Week 2017

Giunta all’undicesima edizione, la Vienna Design Week 2017, la cui organizzazione è stata curata da Lilli Hollein, si pone come obiettivo quello della divulgazione del design locale, attraverso la creazione, la produzione e il lavoro sperimentale. La manifestazione prenderà il via il 29 settembre per concludersi l’8 ottobre. Il Festivalzentrale è sicuramente il luogo dove si concentreranno gli eventi chiave della manifestazione: infatti è qui che si svolgerà la cerimonia di apertura e tanti altri appuntamenti in calendario. Anche aziende, musei, istituzioni, gallerie e studi di design provenienti da tutta Europa hanno avuto modo di collaborare all’organizzazione dell’evento: molti infatti i workshop e gli appuntamenti curati da questi enti partner della Vienna Design Week 2017.

foto di logo Vienna design week 2017

Sarà un Settembre 2017 ricco di eventi importanti dedicati al design che Tosilab osserverà con grande attenzione. E’ in questi luoghi, infatti, dove si sviluppano e dove nascono i trend che caratterizzano il mondo del design nell’immediato futuro.

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Frank Gehry: architettura e well-being

“Essere ottimisti, credere nel futuro”. Frank Gehry può certamente essere definito come l’archistar della positività e dell’ottimismo, il tema che, dopo un’attenta analisi di trendwatching, abbiamo scelto per il nostro stand al Cersaie 2017. Le forme morbide, armoniose e “danzanti” delle sue creazioni architettoniche non possono che farci pensare ad un genio che si lascia ispirare da tutto ciò che è positivo, ottimista e che ricorda lo star bene.

Abbiamo già affrontato il tema delle archistar nell’articolo “Il trendwatching attraverso le archistar”, raccontando 5 architetti attraverso le loro opere e il loro stile. In questo articolo parleremo di Frank Gehry, pluripremiato architetto e autore di numerosi capolavori architettonici.

Chi è Frank Gehry?

Frank Gehry è un architetto canadese, tra i più influenti nel campo dell’architettura internazionale, famoso per il suo stile scultoreo e organico e iniziatore della corrente decostruttivista. Nel 2014, in occasione di una premiazione a Oviedo, in Spagna, Gehry ha dichiarato in un’intervista che il suo obiettivo è quello di “umanizzare gli edifici” ed è così che, infatti, le sue creazioni assumono delle forme davvero particolari.

Di origine ebreo-polacca, Frank Owen Gehry (nome assunto solo nel 1954, in sostituzione di Ephraim Goldberg), nasce a Toronto nel 1929. Già nella seconda metà degli anni 40, si trasferisce a Los Angeles dove si laurea in Architettura alla University of Southern California, nel 1954. Si specializza successivamente in urbanistica all’Harvard Graduate School of Design, nel Massachusetts e inizia una serie di collaborazioni con alcuni famosi studi di architettura americani.

Il periodo europeo di Frank Gehry e i primi lavori: dagli anni ’60 agli anni ’80

Nel 1961, Frank Gehry si trasferisce a Parigi, dove trascorre un anno. In questo periodo, l’archistar canadese, lavora nello studio di André Remondet, studia le opere di Le Corbusier e Neumann e rimane affascinato dalle chiese di epoca romantica francesi. Successivamente, tornato a Los Angeles apre, nel 1962, il suo studio professionale Frank O. Gehry and Associates.

Sebbene i primi lavori di Gehry siano legati al movimento modernista, l’influenza di artisti americani della West Coast come Ed Moses e Billy Al Bengston fa sì che l’archistar canadese utilizzi, in questa prima fase, anche materiale grezzo: compensato, cemento grezzo, metallo usurato. Realizza case e grandi abitazioni private in California, la più significativa delle quali è la sua villa a Santa Monica del 1978.

Molto importante, nel 1980, la partecipazione di Gerhy alla Biennale di Venezia dove, chiamato da Paolo Portoghesi, lavora all’installazione “Strada Novissima”, opera madre dell’architettura postmoderna.

foto di villa gehry Santa monica los angeles

Villa di Frank Gehry, Santa Monica, Los Angeles

 

Le opere di Frank Gehry

A partire dagli anni ’90 Gerhy progetta le opere architettoniche contemporanee che lo hanno reso celebre in tutto il mondo. Eccone elencate alcune:

Il museo Guggenheim

Il Guggenheim di Bilbao è la struttura che ha condotto Frank Gehry alla fama internazionale. Le sue particolarissime forme, non convenzionali, nuove, armoniose e lo splendore conferitogli dal rivestimento in titanio, hanno permesso a Gehry di conquistare l’apprezzamento di un vasto pubblico e al museo stesso di costituire una principale attrattiva per il turismo internazionale nella provincia basca.

E’ grazie all’utilizzo di ultra-moderni software di progettazione e di calcolo che è stato possibile realizzare e progettare questa opera. Si pensi che tra i programmi utilizzati alcuni vengono adoperati per la progettazione di velivoli militari francesi.

L’edificio progettato da Gehry è certamente considerato oggi uno dei capolavori mondiali dell’architettura contemporanea, ed è stato inserito in un vasto piano di riorganizzazione e di rivitalizzazione della città basca, con l’obiettivo di aggiungere nuova linfa all’economia e al turismo nella città di Bilbao, attraverso un nuovo polo di interesse turistico e culturale.

 


 Il Walt Disney Concert Hall

Situato nella città di Los Angeles, precisamente su Bunker Hill, il Walt Disney Concert Hall è stato inaugurato nel mese di Ottobre del 2003. Si tratta di un edificio che è stato dedicato alla Los Angeles Philharmonic Orchestra ed è collocato all’interno della cosiddetta maglia regolare di Los Angeles con gli ingressi posti, anzichè sugli assi principali, sui quattro angoli; ogni ingresso ha forma e funzione totalmente differente rispetto agli altri: a Nord Ovest la Sala Soci Fondatori, a Sud Est la Cascada, a Sud Ovest il giardino musicisti, a Nord Est l’ingresso principale foyer. Da qui si intuisce lo stile architettonico di Gehry, caratterizzato dall’accostamento di elementi dell’edificio progettati separatamente e pensati per poter “avere una vita propria” sia funzionalmente che staticamente.

 

 


 Gehry Tower, Hannover (Germania)

La Gehry Tower è un edificio di 9 piani, progettato per la compagnia di trasporto pubblico cittadino. E’ situato nella Steintor, Goethestraße 13a, ad Hannover, Germania. Il fabbricato è rivestito in acciaio inossidabile, per la sua realizzazione sono stati necessari 2 anni per un costo totale di 8,5 milioni di marchi tedeschi.

 

 


 Beekman Tower, New York (Stati Uniti)

La Beekman Tower è un grattacielo di ben 76 piani. Questo edifico è considerato un capolavoro architettonico e ci se ne accorge semplicemente guardando le forme che Gehry è riuscito a creare. All’apparenza, infatti, questa struttura sembra essere di un materiale morbido, sembra contorcersi verso l’alto. La Beekman Tower è stata edificata a New York nel distretto di Manhattan – 8 Spruce Street, a sud di Plaza City Hall e del Ponte di Brooklyn.

Grazie ai 76 piani, la torre progettata dall’archistar canadese è alta 265 metri, rappresentando il grattacielo residenziale più alto del distretto di Manhattan. Lo spazio è suddiviso in 903 unità residenziali, oltre che in uffici, scuole pubbliche, ambulatori medici aree commerciali e un parcheggio di oltre 2000mq.

 

 


 Fondazione Louis Vuitton

La Luis Vuitton Fondation si trova a Parigi, tra il Bois de Boulogne e il Jardin d’Acclimatation, nell’ovest della capitale parigina. Si tratta di una vera opera d’arte architettonica, che ha affascinato e continua a sorprendere tutti i visitatori. Molto curioso è il fatto che non tutti vedono in questa opera la stessa forma: per alcuni, infatti, si tratta di  un grande veliero, per altri di un iceberg d’acciaio, per altri una creatura marina. Certo è che il materiale utilizzato complessivamente pesi ben 1500 tonnellate. La sua costruzione è durata ben 15 anni, copre in totale 11000 metri quadri e si compone di 3600 pannelli in vetro, acciaio e legno.

 

Frank Gehry è un personaggio chiave nel mondo dell’architettura e le sue opere rispecchiano appieno il concetto di positività, di ottimismo oltre che un totale rispetto per l’ambiente.

In passato ha dichiarato che “un artista deve essere ottimista per poter serenamente svolgere il proprio lavoro”.

Con Frank Gehry si arricchisce la lista di archistar che i nostri trendwatcher seguono e osservano costantemente. Di chi parleremo nei prossimi articoli? Qual è l’archistar a cui ti ispiri?

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Trendwatching around the world: Tosilab @Biennale di Venezia 2017

Vi sarà sicuramente capitato di sentir parlare della Biennale di Venezia, un luogo magico che fornisce mille spunti e chiavi di lettura sulla società vista attraverso l’arte. Nella società odierna in cui il “visivo” non ha linee di demarcazione nette arte, design, architettura e grafica si fondono in un mix di prodotti interessanti e importanti per l’attività di trendwatching. Venezia diventa quindi la piazza delle istanze umane e, spesso con linguaggi ferocemente critici, intavola riflessioni che coinvolgono noi tutti.

Cos’è la Biennale di Venezia?

La Biennale di Venezia è una rassegna d’arte contemporanea, tra le più prestigiose e antiche al mondo. Già nata nel 1895 come società di cultura, con l’organizzazione della prima Esposizione Biennale d’Arte del mondo che aveva l’obiettivo di accrescere l’attività artistica e il mercato dell’arte a Venezia e in Italia, la Biennale di Venezia ha, ancora oggi, questo fine di promuovere nuovi trend e creazioni artistiche in una grande manifestazione internazionale di arti contemporanee. Semplice dedurre da dove deriva il nome biennale che rimanda alla cadenza biennale delle manifestazioni, ma che col tempo ha assunto la valenza di un termine utile a descrivere un grande evento internazionale.

La storia della Biennale di Venezia

Tutto ha avuto inizio nel 1893, quando un gruppo di intellettuali con a capo Riccardo Selvatico, sindaco del capoluogo veneto del tempo, pensò di proporre l’istituzione di un’esposizione biennale artistica nazionale. Attualmente la manifestazione si svolge al Padiglione Centrale, sede ufficiale della mostra principale della Biennale d’arte che si trova nei pressi dei Giardini della Biennale, in principio chiamato Palazzo Pro Arte, poi Padiglione Italia. I padiglioni sorti successivamente (a partire dal 1907), i Padiglioni Nazionali, sono stati progettati da famosissimi architetti (Scarpa, Stirling, Aalto, Giacometti etc..), e rispecchiano le diverse architetture mondiali. Tra le edizioni più importanti, ricordiamo quella del 1930, anno in cui l’ente Biennale d’Arte diventa a tutti gli effetti autonomo e più incentrato alle tendenze europee (non solo venete e italiane): quella del 1980, anno in cui venne aperto per la prima volta l’area delle Corderie dell’Arsenale di Venezia e in cui si tenne la prima edizione della Mostra Internazionale di Architettura della Biennale di Venezia, diretta da Paolo Portoghesi; quella del 2011/2012, edizione speciale inaugurata in occasione del 150° anniversario dell’unità d’italia.

La Biennale di Venezia 2017

Aperto al pubblico dal 13 maggio e fino al 26 novembre 2017, la 57° edizione della Biennale d’Arte di Venezia ha i numeri da grande evento internazionale:

  • 120 sono gli artisti e i collettivi partecipanti
  • 103 tra artisti e collettivi espongono per la prima volta in Biennale
  • 51 i paesi partecipanti
  • 85 le partecipazioni nazionali negli storici Padiglioni ai Giardini, all’Arsenale e nel centro storico di Venezia, che includono le new entry Antigua e Barbuda, Kiribati e Nigeria.

Il concept di questa particolare edizione della Biennale di Venezia è il racconto della vita, messa al centro dell’esperienza artistica, così come Christine Macel, che ha curato il tutto, ha immaginato. È per questo che il titolo dell’esposizione di quest’anno è VIVA ARTE VIVA. Un sostanziale distacco dalle edizioni precedenti: infatti, se negli ultimi anni le opere esposte in Biennale si rifacevano perlopiù ad argomenti astratti come riflessioni ideologiche o concetti tecnologici, nella 57° edizione della mostra ritorna protagonista la Vita, il soggetto in carne ed ossa.

Molte le novità, anche dal punto di vista organizzativo. Durante la rassegna sono previsti incontri durante l’ora di pranzo con gli artisti, iniziative di confronto ogni venerdì e sabato tra il pubblico e gli espositori, che creano un clima costruttivo e forniscono preziosissimi spunti e idee agli appassionati.

Il trendwatching-team di Tosilab, alla continua ricerca di novità e nuovi trend in campo internazionale, è stato recentemente alla Biennale di Venezia e ha raccolto alcuni scatti che vi proponiamo nella gallery!

Sei mai stato alla Biennale di Venezia? Dicci le tue impressioni, seguici e commenta sulla pagina Facebook di Tosilab. Seguici anche su LinkedInInstagram Pinterest!