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Ecco Ai-Da, il primo robot umanoide che fa l’artista

Intelligenza artificiale e arte: due argomenti che possono, oggi, essere considerati affini? Non molto tempo fa avevamo parlato di A.I. Design, cercando di capire se l’intelligenza artificiale nel design possa, un giorno, diventare un connubio vincente. Avevamo parlato di alcuni interessanti esempi che trovate nell’articolo a questo link.

In questo articolo vi parleremo di Ai-Da, un progetto innovativo che lega arte e intelligenza artificiale.

Un robot dalle sembianze umane in grado di disegnare ritratti del mondo reale, Ai-Da è al tempo stesso un’artista e un’opera d’arte. Ai-Da ‘vede’ attraverso una fotocamera installata nell’occhio e risponde senza l’intervento dell’uomo, isolando il soggetto dallo sfondo, interpretandolo e disegnandolo a mano. I suoi strumenti di lavoro preferiti sono la matita o l’inchiostro (e i suoi creatori si augurano che presto riesca anche a dipingere).

L’art director che ha ideato Ai-Da, Aidan Meller, racconta:

Non ho avuto un’illuminazione. È stato il risultato di una serie di cose. Sono ormai anni che faccio parte del mondo dell’arte, ma non ero mai stato coinvolto nel processo creativo di un’opera d’arte. Così, per festeggiare il mio 20° anno di partecipazione e impegno in questo settore, ho deciso di creare qualcosa.

Meller ha preso in considerazione l’idea di realizzare un robot artista dotato di Intelligenza Artificiale per la prima volta mentre giocava ai Lego con il figlio undicenne, chiedendosi se un banalissimo oggetto costruito con delle costruzioni giocattolo potesse diventare qualcosa di più creativo e interattivo.

Il risultato di tutto ciò è Ai-Da, chiamata così in onore della programmatrice di computer Ada Lovelace.

Lei interroga il soggetto che vede e noi riusciamo a variare quell’algoritmo in maniera straordinaria. Il suo stile può essere molto sperimentale, oppure può realizzare disegni particolareggiati o addirittura astratti.

La costruzione di Ai-Da

Ai-Da non si limita a disegnare, è anche un’artista performativa. Il corpo è stato costruito da Engineered Arts, azienda inglese di robotica, usando il corpo del robot espressivo RoboThespian della società, appositamente progettato per mettere in scena performance in spazi pubblici. La testa Mesmer è rifinita con pelle in silicone, denti e gengive stampati in 3D e con fotocamere integrate negli occhi.

La fase di costruzione è durata sette mesi ed è stata molto costosa. Meller ha investito personalmente nel progetto, finanziato ugualmente dalla prevendita delle opere che verranno esposte in occasione della prima mostra dell’artista, Unsecured Futures.

Sono state vendute  opere d’arte per un valore di oltre un milione di sterline, ricavi utilizzati per portare a termine il progetto. Tante le professionalità coinvolte: 10 dipendenti di Engineered Arts, 15 erano gli addetti alla programmazione dell’Intelligenza Artificiale per la creazione delle opere d’arte all’Università di Oxford e alla Goldsmiths dell’Università di Londra, e 2 persone dell’Università di Leeds si sono occupate del braccio.

Un progetto molto complesso ma perfettamente funzionale in grado di osservare e fare delle scelte interagendo con il mondo che lo circonda.

Fonte: CNN Business

Le opere di Ai-Da in mostra a Oxford

Ai-Da ha nel tempo creato una serie di opere d’arte che hanno trovato spazio in una mostra interamente dedicata alle sue opere. La prima mostra di Ai-Da si è svolta tra maggio e giugno 2019, ma non solo: l’artista è salita sul palco all’Università di Oxford e, in occasione della conferenza stampa, ha risposto alle domande e alle curiosità del pubblico presente. Inoltre, ha messo in scena una performance in omaggio a uno dei lavori di Yoko Ono, Cut Piece. Spiega Meller:

Yoko Ono aveva realizzato una performance molto importante, durante la quale stava seduta al centro del palco e lasciava che gli spettatori si avvicinassero e le tagliassero i vestiti in brandelli, il tutto per dimostrare quale fosse la percezione del corpo femminile. Ai-Da sarà sul palco e gli spettatori la ricopriranno di vestiti fino a quando non la si vedrà più.

Lo scopo è stato quello di voler mettere in luce quanto poco comprendiamo i sistemi di Intelligenza Artificiale a cui stiamo iniziando ad affidarci, che spesso sono vere e proprie scatole nere. Meller conclude:

Vogliamo ampliare i confini dell’Intelligenza Artificiale. Stiamo utilizzando Ai-Da per porci delle domande sull’uso che facciamo ad oggi dell’Intelligenza Artificiale: ce ne serviamo solo come fonte di guadagno, in modi che potrebbero avere un impatto negativo sull’uomo e abbassare la qualità della vita degli animali per esempio, oppure la stiamo usando a fin di bene?

Voi cosa ne pensate dell’intelligenza artificiale? Può essere il futuro dell’arte e del design?

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Fonte: techradar.com
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