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Milan Design Week 2022: i trend da segnare e ricordare

Si è da poco conclusa la settimana del design: il Salone del Mobile 2022 ha registrato 262 mila visitatori, che aggiunti alle oltre 400 mila presenze registrate per il Fuorisalone vanno a chiudere questa ripresa dopo i 2 anni di stop forzato con grande ottimismo per il futuro. Tanti i trend protagonisti di questa edizione: dalla maggiore attenzione rispetto alla sostenibilità dei processi produttivi e dei materiali utilizzati, alla ricerca di esperienze sensoriali innovative, dall’interesse verso l’exterior design alla trasformazione degli spazi in chiave minimal e più pratica. Abbiamo raccolto per voi queste suggestioni sotto 4 grandi macroaree che sembrano aver guidato designer, architetti e progettisti nel loro lavoro: leggerezza, sostenibilità, morbidezza, libertà.

Leggerezza: spazio ai colori della natura e alle trasparenze.

La natura è protagonista delle palette colori più ricorrenti: latte e menta, ruggine, beige, verde, e tutte le sfumature dal terracotta al mattone regalano agli ambienti e all’arredamento un aspetto sofisticato e sognante, e alleggeriscono gli spazi con raffinatezza. Anche la scelta dei materiali rincorre un effetto leggero e prova a ingrandire otticamente gli spazi: guardaroba, cabine armadio e librerie in vetro alleggeriscono l’ambiente, mantenendolo aperto e arioso, e oggetti d’arredamento specchiati ingannano l’occhio creando la percezione di spazi che non esistono.

Sostenibilità: gli scarti diventano oro, il riciclo un must.

Un tema che è emerso insistentemente tra gli altri in questa MDW è sicuramente la sostenibilità: il fast design appartiene ormai al passato, e le parole chiave per la progettazione e l’arredamento del futuro diventano riuso e riciclo. La scelta di materiali plastici riciclati, l’attenzione alla circolarità e il riuso di scarti di lavorazione sono quindi diventati l’opportunità per creare pezzi unici e collezioni irripetibili. Qualche esempio? La poltrona della collezione Le Bambole disegnata da Mario Bellini nel 1972 che rinasce con una nuova produzione figlia dell’economia circolare, o la serie di tappeti Plastic River fatti a mano con PET 100% riciclato, o ancora le sedie ReChair di Kartell, prodotte tramite il riciclo delle capsule di caffè espresso Illy.

Morbidezza: quando il comfort passa per il tatto

Boom di poltrone e divani (che, a quanto pare, piacciono sempre più grandi a tutti i designer e progettisti d’interni) con rivestimenti ricercati: il tentativo è quello di mettere a proprio agio l’utilizzatore passando attraverso la sensorialità comunicata dalla texture a contatto con la pelle. Effetto pecora, nuvola, morbidezze di diverso tipo che puntano a comunicare un’idea di comfort allargata. Un gioco sensoriale veicolato anche dalle forme delle sedute, sempre più soffici e stondate, componibili e poco strutturate, per un look&feel rilassato e informale.

Libertà: il quasi inesistente confine tra outdoor e indoor.

 I confini tra interior design ed exterior design si sono assottigliati così tanto dopo questi due anni di restrizioni, da diventare quasi inesistenti. Ed ecco quindi che l’arredamento da esterni diventa raffinato e indispensabile, alla ricerca di un comfort che si può raggiungere solo all’aria aperta. Flessibilità, morbidezza, semplicità. Una corsa al minimalismo e alla libertà di espressione, anche nel tentativo di rendere gli spazi più vivibili in contesti che non sono più solo domestici ma diventano anche lavorativi, in un’era in cui lo smart working è all’ordine del giorno per molti lavoratori.

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